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Napoli, effetto Sarri: conquista...Napoli

Finito lo scetticismo iniziale: la vittoria contro la Juve ha sdoganato forse in modo definitivo il nuovo corso degli azzurri, scacciando via il timore estivo di un ridimensionamento. Hanno applaudito perfino i nostalgici di Benitez

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NAPOLI - Ok, Sarri è giusto. "Questo è un risultato che fa contenta tutta la città, sentire l'affetto dei tifosi vale molto di più dei tre punti in classifica". Bye bye allo scetticismo iniziale: la vittoria contro la Juve ha sdoganato forse in modo definitivo il nuovo corso del Napoli, scacciando via il timore estivo di un ridimensionamento. Hanno applaudito perfino i nostalgici di Benitez, che finora avevano tenuto le distanze dal tecnico giunto in punta di piedi dalla provincia: accogliendolo con sospetto e un pizzico di snobismo  "Non che mi facessero paura, però: ci ho convissuto per tutta la mia carriera, salendo di categoria in categoria. Io ero sempre quello che veniva dal basso...". Ma la festa dei 50 mila del San Paolo ha sancito ufficialmente e con ritrovato entusiasmo il passaggio da un ciclo all'altro: al termine di 90' di spettacolo e bel calcio, che hanno restituito gli azzurri a un ruolo da protagonisti in campionato. Legittima la soddisfazione di Marek  Hamsik, che ha gettato subito la maschera. "Abbiamo messo tutto in campo e fatto una grande partita. Peccato aver subito il gol sul 2-0, ma siamo stati bravi a soffrire. A fine gara eravamo tutti contenti, è stato meraviglioso. Scudetto? Sognare non è vietato, siamo ancora lontani in classifica. Speriamo di continuare così. La rosa c'è ed è ampia,  per affrontare tutta la stagione con questo spirito. Guarderei più all'Inter che sta sopra,  non ai bianconeri. Sono felice del mio rendimento, è bello essere al centro del gioco".
 
Da trequartista a mezzala: è stato Sarri a restituire ad Hamsik il suo ruolo preferito. È il tecnico ha fatto la stessa operazione anche con altri azzurri, trovando la collocazione ideale per Jorginho e Insigne, che ha già segnato tre gol in campionato e non era mai stato così efficace sotto porta. Il suo infortunio contro la Juventus non preoccupa. "Mi hanno detto che non è nulla di grave, per fortuna", ha minimizzato a caldo l'allenatore, che giovedì è atteso dalla trasferta europea a Varsavia e sta gestendo con naturalezza sorprendente perfino il turn over, al suo debutto assoluto nelle Coppe. "Ma ora è tutto più facile: siamo a fine settembre e i giocatori recuperano in fretta. I problemi verranno più avanti, nei prossimi mesi quando la stanchezza comincerà davvero a farsi sentire".
 
Sarri guarda lontano, con semplicità e ottimismo. Adesso può farlo, dopo la vittoria contro la Juve che gli ha permesso di conquistare i tifosi napoletani. Ma fino a sabato sera non era tutto così scontato, con il tecnico sempre sotto esame e la sua panchina in bilico. La prima parte della missione, forse la più difficile, è compiuta. Il maestro di calcio arrivato dalla provincia non sarà più guardato come un intruso, al San Paolo. È il merito è anche dei giocatori azzurri, che sono rimasti sempre con lealtà e fiducia dalla sua parte: nonostante la falsa partenza in campionato. De Laurentiis sente di aver vinto la sua scommessa estiva. "Abbiamo un allenatore davvero in gamba". Iniziano a crederlo in tanti.

 
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