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Segna, vince e non prende gol. Così Sarri ha cambiato il Napoli

La gioia di Insigne e Hamsik dopo la vittoria con il Milan (ansa)
Dopo un inizio non facile gli azzurri hanno preso il volo. Cinque vittorie nelle ultime sei gare, secondo attacco del campionato e quarta miglior difesa. I miglioramenti nel reparto arretrato la chiave vincente del nuovo tecnico che ha conquistato tutti. Alla ripresa lo scontro diretto al San Paolo contro la capolista Fiorentina
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NAPOLI - La pentola azzurra è in ebollizione e il sesto posto in classifica assomiglia a un coperchio sempre più traballante, che ritornerà peraltro utile a Maurizio Sarri per tenere (nei limiti del possibile) tutti con i piedi per terra: durante la sosta di campionato. "Parlare di scudetto adesso è una bestemmia...", ha tirato il freno l'allenatore del Napoli, preoccupato per l'inevitabile ondata di entusiasmo seguita alla goleada contro il Milan. Ma l'esplosione di San Siro è stata troppo fragorosa e nelle prossime due settimane non sarà così facile mantenere il basso profilo: con alle porte, tra l'altro, l'arrivo al San Paolo della Fiorentina capolista. Il 18 ottobre è una data già attesa con grandissima impazienza da Higuain e compagni e ancora di più dai tifosi, che hanno cominciato con largo anticipo a prendere d'assalto il botteghino. Non c'è più traccia del…
NAPOLI - La pentola azzurra è in ebollizione e il sesto posto in classifica assomiglia a un coperchio sempre più traballante, che ritornerà peraltro utile a Maurizio Sarri per tenere (nei limiti del possibile) tutti con i piedi per terra: durante la sosta di campionato. "Parlare di scudetto adesso è una bestemmia...", ha tirato il freno l'allenatore del Napoli, preoccupato per l'inevitabile ondata di entusiasmo seguita alla goleada contro il Milan. Ma l'esplosione di San Siro è stata troppo fragorosa e nelle prossime due settimane non sarà così facile mantenere il basso profilo: con alle porte, tra l'altro, l'arrivo al San Paolo della Fiorentina capolista. Il 18 ottobre è una data già attesa con grandissima impazienza da Higuain e compagni e ancora di più dai tifosi, che hanno cominciato con largo anticipo a prendere d'assalto il botteghino. Non c'è più traccia della delusione iniziale e a Fuorigrotta si presenteranno in 50 mila, conquistati dalla straripante escalation di gioco e risultati del nuovo corso.

I numeri del Napoli fanno sognare: secondo attacco del campionato con 16 reti in 7 giornate e (udite, udite) quarta miglior difesa, con al passivo 7 reti. La banda del buco delle scorse due stagioni non c'è più e senza la falsa partenza i conti azzurri sarebbero ancora più esaltanti. Nelle ultime 6 gare, Europa League compresa, sono infatti arrivate cinque vittorie e un pareggio, con un solo gol incassato da Reina (contro la Juventus) in  540'. La cura Sarri sta funzionando bene ed è stata metabolizzata dalla squadra perfino più in fretta del previsto, dopo l'inevitabile periodo di apprendistato iniziale. Il cambio di mudulo tattico, col passaggio al 4-3-3, è stato la panacea degli scompensi emersi nelle prime tre sfide contro Sassuolo, Sampdoria e Empoli: due pareggi e una sconfitta. Utile il dialogo con i giocatori, che ha permesso al nuovo tecnico di bruciare le tappe e avere  in tempi relativamente brevi un quadro completo dei valori e dei difetti del suo gruppo.

Sarri si è fatto bastare poche settimane per mettere tutte le pedine al posto giusto, in un mosaico che sta acquistando una fisionomia sempre più promettente. Il compito più semplice, per il nuovo allenatore, è stato esaltare le qualità dei suoi attaccanti: punto di forza del Napoli anche nelle scorse stagioni. Ma i progressi si vedono pure in zona gol, con il sorriso ritrovato di Higuain e le reti a raffica di Insigne: mai così prolifico nella sua carriera. La mano del successore di Benitez è molto evidente però soprattutto in difesa e a metà campo. Koulibaly e Jorginho sono due giocatori ritrovati, dopo essere stati sul punto di perdersi. E gli innesti di Hysay e Allan stanno garantendo solidità ai due reparti sulla carta più deboli degli azzurri. Ce n'è dunque abbastanza per sognare e un'arma in più è la grande unità del gruppo, ricompattato dal ritorno di un leader come Reina. Ora all'appello mancano soltanto i tifosi, ai ferri corti con De Laurentiis durante l'estate e al termine del mercato. L'impresa di San Siro ha spazzato via tutte le nuvole. Ci sono due settimane per riempire il San Paolo.