NAPOLI - La grande occasione per andare in fuga è sfumata, ma il Napoli si è almeno tenuto stretto il suo primato in classifica, uscendo così quasi indenne dalla settimana terribile che gli aveva imposto il calendario. Le sfide in rapida successione contro la Roma, il Manchester City e l'Inter rappresentavano infatti il primo bivio della verità, per la capolista solitaria del campionato, costretta tra l'altro ad affrontare in trasferta le due partite iniziali del suo tour de force. Averlo tutto sommato superato, dunque, è per la squadra di Maurizio Sarri un motivo di consolazione, anche se nell'anticipo di sabato sera al San Paolo si è interrotta la lunghissima striscia di 13 vittorie (comprese le cinque nel finale dello scorso anno) degli azzurri in campionato. Merito pure degli avversari, messi bene in campo da Spalletti e bravi ad approfittare della stanchezza di Hamsik e compagni: un po' meno brillanti ed efficaci del solito soprattutto in attacco.
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Il tridente leggero non è riuscito questa volta a finalizzare il grande lavoro del resto della squadra. Insigne era reduce da due giorni di riposo forzato per un affaticamento muscolare, Callejon e Mertens hanno pagato dazio alle fatiche dell'ultima settimana, in cui gli attaccanti del Napoli sono stati costretti a fare gli straordinari. L'infortunio subito dal polacco Milik ha infatti privato Sarri della principale alternativa per il suo reparto offensivo, rendendo obbligate le scelte del tecnico toscano in attacco. Contro l'Inter c'è stato un po' di spazio nel finale solo per il giovane algerino Ounas, mentre Giaccherini è rimasto per tutti i 90' a guardare in panchina. Il tecnico ha minimizzato. "Siamo appena alla fine d'ottobre, non c'è ancora bisogno del turn over". Sta di fatto, però, che gli azzurri hanno segnato solo un gol nelle ultime due partite di campionato: dopo aver viaggiato a una media stratosferica nelle precedenti sette. Ma in compenso, per far quadrare i conti, sta crescendo parecchio il rendimento del pacchetto arretrato. Reina è insieme a Handanovic il portiere meno battuto della serie A: 5 reti al passivo in 810'. Anche la difesa ha dunque contribuito in maniera decisiva alla conquista del primato in classifica, che adesso dovrà essere difeso nel turno infrasettimanale contro il Genoa, a Marassi. Probabile qualche rotazione tra i titolari, con Maggio, Chiriches, Rog, Diawara e Zielinski in preallarme. Servono forze fresche per riprendere la corsa.
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Il tridente leggero non è riuscito questa volta a finalizzare il grande lavoro del resto della squadra. Insigne era reduce da due giorni di riposo forzato per un affaticamento muscolare, Callejon e Mertens hanno pagato dazio alle fatiche dell'ultima settimana, in cui gli attaccanti del Napoli sono stati costretti a fare gli straordinari. L'infortunio subito dal polacco Milik ha infatti privato Sarri della principale alternativa per il suo reparto offensivo, rendendo obbligate le scelte del tecnico toscano in attacco. Contro l'Inter c'è stato un po' di spazio nel finale solo per il giovane algerino Ounas, mentre Giaccherini è rimasto per tutti i 90' a guardare in panchina. Il tecnico ha minimizzato. "Siamo appena alla fine d'ottobre, non c'è ancora bisogno del turn over". Sta di fatto, però, che gli azzurri hanno segnato solo un gol nelle ultime due partite di campionato: dopo aver viaggiato a una media stratosferica nelle precedenti sette. Ma in compenso, per far quadrare i conti, sta crescendo parecchio il rendimento del pacchetto arretrato. Reina è insieme a Handanovic il portiere meno battuto della serie A: 5 reti al passivo in 810'. Anche la difesa ha dunque contribuito in maniera decisiva alla conquista del primato in classifica, che adesso dovrà essere difeso nel turno infrasettimanale contro il Genoa, a Marassi. Probabile qualche rotazione tra i titolari, con Maggio, Chiriches, Rog, Diawara e Zielinski in preallarme. Servono forze fresche per riprendere la corsa.