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Napoli, il messaggio della squadra: ma Ancelotti resta a rischio

Carlo Ancelotti (ansa)
I giocatori hanno fatto capire con la reazione di Udine di non voler scaricare il tecnico. Ritiro interrotto, martedì il Genk per conquistare gli ottavi di Champions. De Laurentiis si aspetta la qualificazione e una prova importante
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NAPOLI - Carlo Ancelotti deve aggrapparsi a tutto: al pareggio in rimonta strappato contro l'Udinese (il settimo nelle ultime nove partite tra campionato e coppa) e ancora di più alla rabbiosa reazione dei suoi giocatori negli spogliatoi della Dacia Arena, subito dopo il fischio finale. Niente teste basse, stavolta. Il malumore per il nono appuntamento consecutivo mancato con la vittoria (ultimo successo lo scorso 19 ottobre contro il Verona) è stato infatti molto forte e l'ennesimo risultato negativo ha finalmente scosso le coscienze del Napoli: dopo un periodo in cui l'encefalogramma della squadra era invece sembrato abbastanza piatto. Anche per questo, nonostante il passo falso in Friuli, è stata confermata l'interruzione del ritiro punitivo a Castel Volturno, sia pure soltanto per una notte. Domenica a casa e poi di nuovo tutti in clausura, con dietro l'angolo la sfida con il Genk di martedì pomeriggio al San Paolo. Da verificare le condizioni fisiche di Allan e Milik, che stanno cercando di recuperare dai rispettivi infortuni e restano in forte dubbio. La Champions League, con il pass per gli ottavi di finale a portata di mano, è l'ultima chance per cambiare in meglio il corso della stagione e sgombrare le ombre sul futuro della panchina, su cui per ora non ci sono certezze.

La posizione di Ancelotti continua infatti a essere ad alto rischio, anche se i giocatori hanno fatto capire con la reazione di Udine di non volerlo scaricare. "Che valore ha questo punto? Dobbiamo ripartire dal secondo tempo, abbiamo dimostrato di saper giocare il nostro calcio. Abbiamo creato tante occasioni e dominato, meritavamo qualcosa in più. Questo punto ci serve per la fiducia, conosciamo il momento che stiamo vivendo", ha tirato le somme Piotr Zielinski, autore del gol del pareggio. "Vogliamo fare molto meglio, anzi dobbiamo. Siamo una grande squadra, ma purtroppo nel calcio succedono questi periodi, ora pensiamo alla partita di martedi che è importante". Il polacco ha difeso il suo allenatore. "Lui è un ottimo mister, in campo però ci andiamo noi e siamo consapevoli di poter dare di piu".

Sulla stessa linea Giovanni Di Lorenzo, tra i più battaglieri a Udine. "La vittoria manca da un po' di tempo. Siamo entrati in campo timorosi e non deve più accadere, adesso. I primi a essere scontenti siamo noi. Non bisogna però dirlo a parole e lo dobbiamo dimostrare sul campo. Dispiace per il risultato, ne usciremo con il coraggio, che non ci manca. Per fare una prova super con il Genk c'è bisogno della testa libera. Manca pochissimo per la qualificazione agli ottavi e tutti insieme vogliamo raggiungere questo primo obiettivo in Champions. Poi penseremo al campionato, dove dobbiamo recuperare terreno". De Laurentiis è disposto tuttavia ad aspettare solo per altri 90', c'è in ballo pure il destino della panchina.
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