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Napoli, salta la semifinale di coppa Italia con l'Inter. Gattuso cambia programma, si torna in campo a Verona

Rimodulato il programma di lavoro dopo la decisione di rinviare la sfida con i nerazzurri. Sanificazione al San Paolo e a Castel Volturno, decalogo ai giocatori per la prevenzione contro il coronavirus

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NAPOLI - L'allenamento di rifinitura si è trasformato in una seduta più blanda e quasi defaticante, per i giocatori del Napoli, dopo la decisione del Prefetto di rinviare la semifinale di Coppa Italia contro l'Inter, che era inizialmente in programma per domani. Gattuso ha tenuto dunque la squadra in campo solo per un'ora e ha poi rimodulato il programma di lavoro per i prossimi giorni, visto che durante il weekend gli azzurri non scenderanno in campo.

Coronavirus, inizia la sanificazione al San Paolo di Napoli


Nessun allarme e volti distesi a Castel Volturno, comunque. Ma anche nel microcosmo azzurro sono scattate le grandi manovre di prevenzione contro il coronavirus: il nemico invisibile da tenere a tutti i costi all'esterno dello spogliatoio. Lo staff sanitario del club, coordinato dal dottor Raffaele Canonico, ha infatti preso con prontezza le sue contromisure e il decalogo per i giocatori del Napoli è diviso quasi equamente a metà: tra le regole da rispettare nel corso dell'attività agonistica e i compiti a casa. Si tratta in buona misura solo di suggerimenti, specie per quanto concerne i comportamenti da tenere nella vita privata: simili peraltro a quelli dei cittadini comuni. Insigne e compagni sono stati infatti invitati dalla società a tenersi nei limiti del possibile lontani dai luoghi chiusi e affollati: discoteche soprattutto, ma anche ristoranti, cinema e teatri. L'altra limitazione consigliata in questo complicato periodo riguarda le visite dai parenti, in arrivo da altre zone dell'Italia più a rischio o dall'estero. Al di là delle trasferte per le partite, inoltre, tutti i componenti della squadra sono stati invitati a evitare per qualche settimana i viaggi in treno e in aereo, per limitare il pericolo del contagio.

Ma le precauzioni maggiori e specifiche sono quelle che riguardano l'attività agonistica. A Castel Volturno e anche al San Paolo sono stati disinfettati gli spogliatoi e gli uffici. Ai giocatori è stato inoltre raccomandato di non confondere i proprio asciugamani e accappatoi con quelli degli altri compagni. Le borracce sono un altro potenziale strumento di contagio e sono state di conseguenza appositamente etichettate dal Napoli: ogni azzurro sa qual è il suo numero ed è proibito bere da quelle altrui. A maggior ragione scambiare le borracce con gli avversari, nel corso delle partite.

Per il resto si naviga a vista, in attesa dei provvedimenti che saranno presi di volta in volta dalle autorità competenti. Il Napoli aspetta di avere indicazioni a stretto giro per la trasferta del 13 marzo a Verona e dalla Spagna è trapelata una notizia allarmante: c'è infatti la possibilità che la super sfida di Champions League contro i catalani del 18 marzo si giochi con le porte chiuse e senza tifosi, per disposizione della federazione spagnola. Preoccupati anche i tifosi: se il provvedimento diventerà ufficiale, infatti, saranno costretti a rinunciare alla trasferta.
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