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I vizi del Napoli preoccupano Gattuso in vista del Barcellona

La squadra crea tanto e segna molto meno. E anche contro il Sassuolo ha brillato solo per un tempo. Fra due settimane c'è il ritorno al Camp Nou contro Messi: ecco dove gli azzurri devono crescere

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NAPOLI - Gattuso, dica pure 45. Inteso come primo tempo, s’intende. Perché il Napoli è sembrato sulla via della perfetta guarigione contro il Sassuolo solo fino all’intervallo. Approccio positivo al match e nessun timore reverenziale di un Sassuolo che nel calcio del post Covid ha fatto tremare Juventus e Inter battendo la Lazio. Il Napoli è partito bene sfruttando la superiorità numerica in mediana concessa da De Zerbi. Lobotka ha orchestrato bene la manovra, Fabian e soprattutto Zielinski non hanno dato punti di riferimento. Il gol in avvio sembrava aver spianato subito la strada: decisiva una primizia di Hysaj, terzino di sostanza che non ha grande feeling con la porta avversaria, tanto che ha festeggiato la rete soltanto dopo cinque anni di Napoli. Il Sassuolo ha accusato il colpo e allora gli azzurri hanno giocato come piace a Gattuso. Azioni in velocità e controllo dell’avversario. Solo che è riemerso l’antico difetto. Il Napoli crea ma non concretizza. Almeno cinque occasioni limpide che però non si tramutano nel raddoppio: sbagliano Insigne, Zielinski, Callejon e di nuovo Hysaj che però il suo l’aveva già fatto in precedenza. Il risultato in bilico non ha fatto altro che dare fiducia al Sassuolo che nella ripresa ha cambiato marcia. Palleggio alto, pressing e sfrontatezza nella metà campo avversaria. Il Napoli probabilmente non se l’aspettava e ha faticato più del previsto. Il paradosso è tutto nel risultato: il 2-0 finale potrebbe far pensare ad una grande solidità difensiva, ma in realtà al Sassuolo sono stati annullati quattro gol per fuorigioco (due a Djuricic, uno a Berardi, uno a Caputo) con il Var che ha decretato l’offside.

Le sicurezze azzurre si sono sgretolate almeno per venticinque minuti. Fabian e Zielinski non hanno garantito più copertura, Milik – ancora una volta deludente – non ha mai fatto respirare la squadra e il quartetto arretrato se l’è cavata da solo. L’ingresso di Elmas e Allan ha fatto respirare il Napoli che poi nel finale ha interpretato nel migliore dei modi il nuovo copione: sfruttare le ripartenze per chiudere i conti. Ci è riuscito proprio Allan, altro ‘bomber’ per caso della strana notte del San Paolo. Rino Gattuso vede il bicchiere mezzo pieno: si gode il risultato (la porta del Napoli non restava imbattuta addirittura dal 23 giugno, era l’esordio al Bentegodi contro l’Hellas) e i tre punti che fanno morale. In chiave Barcellona ha ovviamente riempito il taccuino di appunti perché tra 15 giorni al Camp Nou si farà sul serio. “Purtroppo nel primo tempo abbiamo sprecato 9 palle gol e questo ovviamente ci ha penalizzato. Dobbiamo segnare di più”. Ed ancora: “Dobbiamo stare sul pezzo fino al triplice fischio, non possiamo disunirci alla prima difficoltà”. Perché Gattuso e il Napoli dovranno dire 95 l’8 agosto contro Leo Messi per scrivere la storia ed entrare tra le prime otto d’Europa. 

 
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