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Napoli, per ora Gattuso resta padrone del suo destino

Gennaro Gattuso (ansa)
Gli errori della fase difensiva contro il Genoa gridano vendetta, ma la squadra ha mostrato nell'orgoglio di essere dalla parte del tecnico. Un fattore che al momento consiglia il presidente De Laurentiis a non prendere decisioni avventate
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GENOVA – Alla fine contano solamente i numeri e la settima sconfitta in campionato del Napoli riapre giocoforza le riflessioni sulla gestione di Gattuso, al di là delle modalità anche un po' sfortunate del ko di Marassi. Ringhio può infatti recriminare sulle assenze pesanti (Koulibaly, Mertens e Fabian), i due pali colpiti da Petagna e Insigne, le parate sensazionali di Perin, il netto rigore negato nel finale a Mario Rui e una valanga di occasioni sprecate. Ma gridano vendetta e non sono da grande squadra gli errori difensivi commessi nel primo tempo dagli azzurri, che sono ricaduti nelle due azioni della doppietta di Pandev in amnesie già viste altre volte, a cui Ringhio non è riuscito finora a trovare un rimedio. Davanti alla tv avrà tirato le sue somme Aurelio De Laurentiis, che di questo passo rischia di veder scappare via il treno per la Champions League, vitale per la sopravvivenza economica della società ad alti livelli. Per questo la panchina continuerà a rimanere sott'esame, nonostante la fiducia che il presidente ha da poco ribadito al suo allenatore: senza peraltro esporsi troppo pubblicamente.

Gattuso resta padrone del suo destino, per ora...

Gattuso è ancora padrone del suo destino e dovrà trovare subito la forza per voltare pagina, con la semifinale di Coppa Italia contro l'Atalanta (mercoledì sera a Bergamo) già dietro l'angolo. Anche a Genova la squadra ha dimostrato di essere con Ringhio, battendosi se non altro con orgoglio fino al 90' e provando in tutti i modi a evitare la sconfitta. Proprio questo feeling tra tecnico e giocatori ha per adesso convinto De Laurentiis a non prendere decisioni avventate. Ma febbraio sarà il mese dei verdetti per il Napoli e la sua panchina, la cui solidità è legata fisiologicamente ai prossimi risultati. Alle porte c'è infatti una settimana cruciale, che si concluderà sabato notte allo stadio Maradona con la sfida contro la Juventus. Il tempo per evitare il ribaltone c'è e il recupero di Osimhen può essere il punto di partenza per invertire la rotta. Errori difensivi a parte, pagati peraltro a carissimo prezzo, la prestazione di Marassi non è stata poi così da buttare. Spaventa invece l'emergenza ed è scattato un altro campanello d'allarme per l'infortunio nella ripresa a Genova di Manolas. Perdere pure il greco, con Koulibaly già ko per il Covid, sarebbe una batosta difficile da ammortizzare. L'ennesima di una stagione tutta in salita.

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