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Gattuso, la Champions come regalo. Poi sarà addio

Gennaro Gattuso (reuters)
Nemmeno la grande euforia per la vittoria di Firenze ha riportato la pace all'interno del Napoli, risalito al terzo posto della classifica. Tra tecnico e De Laurentiis continua il gelo, si va dunque verso un divorzio che rischia di penalizzare tutti
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NAPOLI - Gattuso e i giocatori da una parte, De Laurentiis dall'altra. Nemmeno la grande euforia per la vittoria di Firenze ha riportato la pace all'interno del Napoli, risalito al terzo posto della classifica e sempre più vicino alla qualificazione per la Champions, quando mancano solo 90' alla conclusione del campionato. Gli azzurri sono più che mai padroni del destino e per tagliare matematicamente il traguardo aspettano la visita di domenica allo stadio Maradona del Verona, sapendo che un successo garantirebbe addirittura il piazzamento su un gradino (forse nobile) del podio a Insigne e compagni: agevolati nella loro rimonta dal contemporaneo scontro diretto tra l'Atalanta e il Milan.

Divisi alla meta

L'happy end sembra essere dunque dietro l'angolo e aumenta di conseguenza il rammarico per la spaccatura tra il presidente e l'allenatore calabrese, che hanno ormai deciso d'arrivare ostinatamente divisi alla meta. Ringhio ha l'appo…

NAPOLI - Gattuso e i giocatori da una parte, De Laurentiis dall'altra. Nemmeno la grande euforia per la vittoria di Firenze ha riportato la pace all'interno del Napoli, risalito al terzo posto della classifica e sempre più vicino alla qualificazione per la Champions, quando mancano solo 90' alla conclusione del campionato. Gli azzurri sono più che mai padroni del destino e per tagliare matematicamente il traguardo aspettano la visita di domenica allo stadio Maradona del Verona, sapendo che un successo garantirebbe addirittura il piazzamento su un gradino (forse nobile) del podio a Insigne e compagni: agevolati nella loro rimonta dal contemporaneo scontro diretto tra l'Atalanta e il Milan.

Divisi alla meta

L'happy end sembra essere dunque dietro l'angolo e aumenta di conseguenza il rammarico per la spaccatura tra il presidente e l'allenatore calabrese, che hanno ormai deciso d'arrivare ostinatamente divisi alla meta. Ringhio ha l'appoggio totale dello spogliatoio - mai così unito - e ha riconquistato con i risultati e il bel gioco degli ultimi mesi pure la stima della maggioranza dei tifosi: pentiti per non aver compreso la gravità dell'emergenza con cui la squadra si era dovuta misurare durante la crisi invernale. Tutto è cambiato infatti con il rientro dei titolari e i 42 punti già messi insieme nel girone di ritorno provano che le critiche rivolte al tecnico erano state eccessive, pretestuose o suggerite da antipatie personali.

Il rinnovo rimasto nel cassetto

Sta di fatto che anche De Laurentiis si era fatto coinvolgere all'inizio dell'anno nella folle caccia al colpevole e Gattuso da quel momento se l'è legata al dito, sentendosi tradito per la seconda volta dal suo datore di lavoro, che già s'era rimangiato in extremis l'accordo (definito con una stretta di mano alla fine d'ottobre) per il rinnovo del contratto in scadenza il 30 giugno. Per questo tra i due è calato il gelo e il presidente da allora non ha mosso alcun passo concreto per migliorare la situazione, al di là dei diplomatici tweet "post vittoria" con cui ha accompagnato la riscossa in classifica del Napoli.

Un divorzio che rischia di penalizzare tutti

È ormai sotto gli occhi di tutti che si tratta di una resa dei conti personale e non professionale: tant'è che nemmeno Ringhio ha steso la mano per chiarire i malintesi o per riavvicinarsi al suo presidente, nonostante le pressioni ricevute dai giocatori per ricucire il rapporto. Si va dunque verso un divorzio che rischia di penalizzare tutti: società, allenatore e squadra, con una rivoluzione alle porte che avrà l'insipido retrogusto di una questione di principio, se non di un capriccio. Champions - impreziosita magari dal secondo posto finale in classifica - e poi l'addio. Con le incognite di una successione che oltretutto sembra per il momento in alto mare, visto che ogni giorno si aggiunge un nome nuovo alla lista dei candidati dalla panchina azzurra. L'ultimo quello del francese Cristophe Galtier, vicino allo scudetto in Francia con il Lille. Ma continuano a essere forti pure le candidature di Simone Inzaghi, Spalletti e Allegri, tutti contattati nelle ultime settimane. In precedenza era invece toccato a Italiano, Juric e Dionisi, profili che avrebbero però i connotati di una scommessa, anche agli occhi dei tifosi.

Champions e rivoluzione

Gattuso da parte sua non considerebbe un ripiego la Fiorentina, pur sapendo che il gran finale con il Napoli sta attirando su di lui l'attenzione pure di altri club. Se ne riparlerà però solamente a bocce ferme, dopo la determinante gara di domenica al Maradona contro il Verona. Arrivare in Champions è l'interesse di tutti, in primis di De Laurentiis. Poi toccherà a lui fare finalmente la prima mossa e il presidente non deve sbagliarla. Perché stavolta la (probabile) rivoluzione non dipenderà dai risultati.