NAPOLI - L'addio di Gattuso, che si avvicina sempre di più alla Lazio, era già scritto e per De Laurentiis è stato paradossalmente più facile voltare pagina, dopo la mancata qualificazione del Napoli per la Champions League. C'è il danno per i mancati incassi, certo, ma l'uscita dalla scena (da sconfitto) di Ringhio consentirà quanto meno al presidente di progettare il futuro senza l'assillo di dover tenere alta l'asticella, a partire dalla scelta del nuovo allenatore. Il nome di Max Allegri ha smesso infatti di essere "caldo" quasi contemporaneamente al fischio finale della deludente partita con il Verona, che ha condannato gli azzurri al quinto posto della classifica. Ora non serve più un top sulla panchina e ritornano di attualità le piste meno costose, che portano a Spalletti e Simone Inzaghi. Il casting non si è tuttavia ancora concluso e potrebbe esserci la sorpresa in extremis di una pista estera: Rudi Garcia o Sergio Conceicao. Proprio quest'ultimo è atteso già dopodomani in Italia e potrebbe sbaragliare la concorrenza. Positivi i contatti in mattinata tra il tecnico portoghese e Adl. È da valutare inoltre la sorte del direttore sportivo Cristiano Giuntoli, messo pure lui in discussione dal club nonostante abbia ancora tre anni di contratto.
La questione contratti Koulibaly, Mertens e Insigne
Con i giocatori invece De Laurentiis è stato molto indulgente, a caldo. "Grazie lo stesso, il calcio è così: a volte si va giù e altre su. Capita". Ma senza Champions i contratti alti di Koulibaly, Mertens e persino di Insigne diventeranno una zavorra da tagliare. Il rinnovo del capitano come minimo sarà infatti congelato per un po'. Nel Napoli tirava già dalla scorsa estate aria di rivoluzione e con un anno di ritardo il presidente si appresta adesso a portare a termine il suo progetto di riduzione dei costi, diventati troppo alti per un club che per la seconda stagione di fila dovrà accontentarsi di partecipare all'Europa League. Già in autunno Gattuso era stato del resto messo al corrente del piano di austerity, vera causa della rottura tra Adl e l'allenatore. "Il ridimensionamento non mi preoccupa, ma vorrei che la società facesse chiarezza su questo punto con i tifosi, prima di rinnovare il contratto".
Con Gattuso un divorzio poco amichevole
De Laurentiis aveva preso la richiesta di Gattuso come una offesa personale e da allora tra i due è calato il gelo, nonostante la rimonta in classifica della squadra: alle fine rimasta incompiuta. Il presidente del Napoli domenica sera ha salutato solo la squadra ed è stato molto attento a non incrociare nemmeno il suo (ex) allenatore, che invece da parte sua ha ringraziato uno ad uno persino gli steward in servizio allo stadio Maradona. Il tweet di addio di Adl era già pronto ed è arrivato quasi in tempo reale al fischio finale. "Caro Rino, sono felice di aver trascorso quasi due stagioni con te. Ringraziandoti per il lavoro svolto, ti auguro successi ovunque tu vada. Un abbraccio anche a tua moglie e ai tuoi figli". Ma non sarà un divorzio amichevole, sulla falsariga di quelli al veleno avvenuti in passato con Mazzarri e Sarri. Ringhio non ha mai avuto il sostegno della società e a sua volta non vedeva l'ora di andare via. Gli resterà solo il rammarico di averlo dovuto fare da sconfitto.