NAPOLI - Addio Cina. "Non sono andato via per motivi economici, il mio club ha sempre pagato regolarmente gli stipendi. La verità è che non sopportavo più le restrizioni della pandemia e ho deciso di tornare a casa, nella mia città. Ho messo avanti la famiglia e ho rinunciato agli 11 mesi di stipendio. È stata comunque una bella esperienza e me la tengo stretta". Ma Fabio Cannavaro nel giorno del suo ritorno a Napoli non sente il bisogno di un pit stop. "Voglio continuare ad allenare, mi piace e ho dimostrato anche a me stesso di saperlo fare. Vedremo quali porte si apriranno per me. Alla Nazionale c'è Roberto Mancini e ha un lavoro straordinario da portare avanti, chi verrà dopo di lui troverà delle basi solidissime. Mi sento di dire soltanto questo. Il Napoli? Sta volando ed è già a postissimo con Luciano Spalletti, che stimo molto. Spero di poterlo incontrare presto a cena e farò il tifo pure per lui, oltre che per gli azzurri. Io sono pronto a valutare qualunque bel progetto che eventualmente mi verrà proposto. Potrei accettare anche una panchina di Serie B, certo. Oppure insegnare ai giovani. Per ora sono in vacanza, vedremo per quanto tempo".
Il ritorno di Cannavaro: "Basta Cina ora sono qui e cerco una panchina in Italia, anche in serie B"
Jorginho può insidiare Messi per il Pallone d'Oro
Cannavaro aspetta una chance e come professionista in arrivo dall'estero è anche più appetibile, visto che chi lo ingaggia potrà accedere agli sgravi fiscali del decreto crescita. Sempre che resti in Italia, ovviamente. "Per il nostro calcio è un bel momento, grazie alla Nazionale. Il campionato è senza un padrone e solo l'Inter mi sembra un po' più avanti delle altre. Il Pallone d'oro? Per i risultati che ha ottenuto lo merita sicuramente Jorginho, penso che lo possa insidiare solamente Messi".