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Il Napoli oltre gli infortuni. Da Ospina a Mertens, così Spalletti sta costruendo il primato

Dal portiere meno battuto della Serie A all'attaccante ritrovato. L'asse portante degli azzurri passa attraverso la seconda giovinezza di Koulibaly fino ad arrivare al rigenerato Lobotka. Oshimen e Anguissa possono recuperare con tranquillità. Politano guarito dal Covid
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NAPOLI — La notte dell'omaggio a Maradona si è trasformata in una solenne sbornia di emozioni e gol, trampolino di lancio per il perentorio alllungo del Napoli al comando della classifica: +3 sul Milan e +4 sull'Inter. È il vantaggio massimo collezionato finora in campionato dagli azzurri, peraltro sempre in testa dalla prima giornata e protagonisti di una marcia allo stesso tempo esaltante e regolare. Ma stupisce lo stesso che la prova di forza della squadra di Spalletti contro la Lazio sia arrivata proprio nel momento più difficile: dopo il doppio ko nello spazio di tre giorni a San Siro e in Europa League a Mosca - contro i russi dello Spartak - e nonostante gli infortuni che hanno appena messo al tappeto due dei pilastri della capolista, Victor Osimhen e Zambo Anguissa. Il vento dell'Africa ha smesso di soffiare sulla Serie A e per Insigne & C. pareva un colpo troppo violento da assorbire. Invece sono balzati subito alla ribalta altr…

NAPOLI — La notte dell'omaggio a Maradona si è trasformata in una solenne sbornia di emozioni e gol, trampolino di lancio per il perentorio alllungo del Napoli al comando della classifica: +3 sul Milan e +4 sull'Inter. È il vantaggio massimo collezionato finora in campionato dagli azzurri, peraltro sempre in testa dalla prima giornata e protagonisti di una marcia allo stesso tempo esaltante e regolare. Ma stupisce lo stesso che la prova di forza della squadra di Spalletti contro la Lazio sia arrivata proprio nel momento più difficile: dopo il doppio ko nello spazio di tre giorni a San Siro e in Europa League a Mosca - contro i russi dello Spartak - e nonostante gli infortuni che hanno appena messo al tappeto due dei pilastri della capolista, Victor Osimhen e Zambo Anguissa. Il vento dell'Africa ha smesso di soffiare sulla Serie A e per Insigne & C. pareva un colpo troppo violento da assorbire. Invece sono balzati subito alla ribalta altri protagonisti, con la vecchia guardia guidata dall'eterno Dries Mertens (34 anni e la bellezza di 139 reti, da quando è in Italia) che ha rilevato il testimone dai compagni finiti in infermeria. 

 

 

L'attaccante belga si è fatto trovare pronto e ha trasformato più di tutti in adrenalina le emozioni del Maradona Day, segnando due gol di una bellezza quasi selvaggia, con un paio di colpi che peraltro fanno parte del suo bagaglio tecnico e non sono stati quindi dei fulmini a ciel sereno. Mertens è un centravanti atipico ed è stato sempre riduttivo etichettarlo come un falso nueve, visto che il suo fiuto per la porta avversaria è quello di un numero 9 verissimo. Per questo al Napoli è venuto naturale fidarsi di uno come lui, nel momento del bisogno. Meno scontata era la naturalezza con cui gli azzurri hanno saputo cambiare pelle nello spazio di una settimana, dopo aver basato il loro gioco nelle precedenti settimane sulla brutale forza fisica di Osimhen, puntando tutto sui lanci lunghi e le verticalizzazioni per innescare il bomber nigeriano. Senza di lui Spalletti ha dovuto invece riscoprire il fraseggio, le triangolazioni orizzontali e la costruzione dal basso, con cui il tecnico toscano ha disinnescato domenica sera il pressing della Lazio di Maurizio Sarri, ubriacata col tiki taka.

 

 

Il primato solitario in classifica del Napoli si spiega anche così: con la sua capacità di reinventarsi, cambiare pelle e trovare ogni volta nuovi protagonisti. Come il regista Stanislav Lobotka, che si è tolto una decina di chili da dosso e soprattutto l'etichetta di bidone, dopo essersela andata un po' a cercare nella scorsa stagione. Spalletti ha avuto il merito di non bocciarlo e adesso se lo gode, come altri giocatori rigenerati in questo avvio di campionato, da Elmas a Rrahmani. La panchina lunga è un altro dei segreti degli azzurri e si è visto nel momento di maggiore difficoltà, con la infermeria piena per i tanti infortuni. A Reggio Emilia contro il Sassuolo potrà dare una mano ai compagni pure Demme, appena guarito dal Covid. Ed è arrivata anche la conferma della negatività di Politano, un altro dei titolari assenti nella sfida con la Lazio.

 

 

L'emergenza poteva mordere e invece il Napoli l'ha disinnescata, forte di una organizzazione difensiva che non ha pari in Serie A: appena 7 gol subiti in 14 giornate e 9 cleen sheet per Ospina, il portiere finora meno battuto e più convincente del campionato. Ma il vero segreto del reparto azzurro è la seconda giovinezza di Kalidou Koulibaly, quel che resta per ora del vento dell'Africa: mai così leader e forse nemmeno così forte. Nello spogliatoio i leader sono lui, Mertens e Insigne, che ci teneva da morire a fare gol nella notte di Maradona. Gliene manca uno per raggiungere Diego a quota 115 nella classifica all time dei cannonieri azzurri. L'attaccante potrà riprovarci però già mercoledì sera a Reggio Emilia, nel turno infrasettimanale con il Sassuolo. La capolista intravede all'orizzonte il primo traguardo: il titolo - non solo platonico - di campione d'inverno.