Napoli-Verona 0-0: Osimhen torna dopo l'infortunio, ma a fermarlo è la traversa
di Marco Azzi , di Marco AzziNAPOLI — L'ultimo pareggio in campionato del Napoli risaliva al 31 agosto contro il Lecce e lo 0-0 con il Verona al Maradona non è il miglior viatico in vista della sfida di Champions League di martedì contro il Milan. Anche gli azzurri ci arrivano infatti con l'amarezza per una vittoria mancata e Spalletti nell'anticipo di sabato pomeriggio ha pagato dazio come Pioli, (contro il Bologna) alla fatica e al turnover. Partita nervosa e bruttina, che si è accesa davvero solo nei minuti finali. Osimhen è rientrato a metà della ripresa e si è subito presentato colpendo in pieno la traversa. Pure i veneti hanno avuto però un clamoroso match ball nel recupero con Ngonge e lo hanno sprecato.
NAPOLI — L'ultimo pareggio in campionato del Napoli risaliva al 31 agosto contro il Lecce e lo 0-0 con il Verona al Maradona non è il miglior viatico in vista della sfida di Champions League di martedì contro il Milan. Anche gli azzurri ci arrivano infatti con l'amarezza per una vittoria mancata e Spalletti nell'anticipo di sabato pomeriggio ha pagato dazio come Pioli, (contro il Bologna) alla fatica e al turnover. Partita nervosa e bruttina, che si è accesa davvero solo nei minuti finali. Osimhen è rientrato a metà della ripresa e si è subito presentato colpendo in pieno la traversa. Pure i veneti hanno avuto però un clamoroso match ball nel recupero con Ngonge e lo hanno sprecato.
Spalletti, col Verona turnover con vista Champions
Incombe il derby di Champions League con il Milan e anche il Napoli ha scelto come previsto di presentarsi nell'anticipo di campionato contro il Verona con una formazione inedita: cinque titolari diversi e nuovi compiti tattici per Elmas e Lozano, dirottati rispetto alla gara di mercoledì sera a San Siro in altre zone del campo. Hien e Albigaard hanno preso invece nella squadra veneta il posto degli squalificati Magnani e Veloso. Prove generali al Maradona pure per gli ultrà delle curve, che dopo la pace con De Laurentiis hanno colorato di azzurro lo stadio e hanno fatto fin dall'inizio un gran tifo per il capitano Di Lorenzo (uno dei pochi big confermati) e i suoi compagni. Ma la partita ha tardato lo stesso a decollare, nonostante l'impegno con cui la capolista ha provato a stringere d'assedio la metà campo avversaria. Demme al debutto stagionale dal 1' ha incontrato delle fisiologiche difficoltà in cabina di regia e in attacco è apparso ancora in ritardo di condizione Raspadori, rientrato da poco da un serio infortunio muscolare. Il portiere Montipò ha tremato di conseguenza solo in qualche mischia e la parata più impegnativa ha dovuto farla intorno alla mezzora Meret, su una conclusione dalla distanza di Lasagna.
Napoli, testa alla Champions
Pure l'aggressività e l'organizzazione tattica del Verona hanno creato parecchie difficoltà al Napoli, che ha stentato però soprattutto per lo scarso affiatamento dimostrato dai suoi giocatori dalla cintola in sù. Anguissa ed Elmas si sono spesso scambiati la posizione a metà campo, con il macedone (altra prova in vista della Champions) che si è testato sulla zona destra. Troppo larghi nel tridente d'attacco Politano e Lozano, da cui ha invano atteso assistenza e rifornimenti Raspadori. Dall'altra parte ha invece funzionato meglio il piano di Zaffaroni e Bocchetti: imbrigliare gli azzurri al Maradona con la difesa e il contropiede. Ma Spalletti ha deciso lo stesso di non intervenire nell'intervallo e ha solo chiesto maggiore aggressività alla sua squadra, che ha in effetti iniziato la ripresa con un piglio diverso e ed è andata vicina per la prima volta al gol con un colpo di testa di Di Lorenzo (11'). Poi è toccato a Raspadori rendersi pericoloso con uno scavetto sotto misura (12') fuori di poco. Lo stadio si è acceso ed è arrivato per intensificare l'assalto della capolista il momento di Zielinski e Kvaratskhelia: più qualità da utilizzare nell'assalto finale.
Osimhen, rientro dopo l'infortunio
Ma il bunker del Verona ha continuato a resistere e allora Spalletti ha deciso di dare spazio negli ultimi venti minuti a Lobotka e soprattutto al rientrante Osimhen, accolto con una ovazione dai 40 mila del Maradona. Il bomber nigeriano è partito a razzo e ha subito reclamato invano un calcio di rigore, sotto gli occhi dell'arbitro La Penna. Poi il capocannoniere del campionato si è costruito di forza la grande chance, con una conclusione di destro che è andata a sbattere violentemente contro la traversa (37'). A nervi tesi il finale. La Penna non ha visto un fallo netto al limite dell'area su Kvaratskhelia (pure ammonito per proteste) e sulla ripartenza dei veneti Ngonge ha gettato al vento davanti a Meret un incredibile match ball nel recupero. Tanta rabbia alla fine per gli azzurri, nonostante la beffa evitata.
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Il tabellino di Napoli-Verona
NAPOLI 0
VERONA 0
Napoli (4-3-3): Meret 6.5 - Di Lorenzo 7, Kim 6, Juan Jesus 6.5, Olivera 5.5 - Anguissa 5.5, Demme 6 (19' st Zielinski 6), Elmas 5.5 (28' st Lobotka 6) - Politano 5.5 (39' st Zedadka sv), Raspadori 5 (28' st Osimhen 6.5), Lozano 5.5 (19' st Kvaratskhelia 5.5). All. Spallett 6i.
Verona (3-4-1-2): Montipò 6 - Dawidowicz 6, Hien 5.5, Ceccherini 6.5 (20' st Coppola 6) - Faraoni 6 (25' st Verdi 6), Tameze 6.5, Abildgaard 6, Depaoli 6.5 - Duda 6 (25' st Terracciano 6) - Gaich 5.5 (20' st Djuric 6), Lasagna 6.5 (42' st Ngonge 4.5). All. Zaffaroni 6.5.
Arbitro: La Penna 5
Note: ammoniti Terracciano, Dawidowicz, Kvaratskhelia e Verdi.