Aspettando la festa. Lo scudetto a Napoli è già un business
di Marco AzziNAPOLI - Da un sold out all’altro, perché l’attesa è essa stessa il piacere e persino la matematica è diventata a questo punto un’insipida formalità. Biglietti introvabili e stadi pieni, come vicoli, piazze, hotel, ristoranti, treni e voli. Il 3° scudetto del Napoli volteggia allegramente on the air, ripagando con gli interessi i tifosi e soprattutto la città di un’interminabile attesa di 33 anni, già nella sostanza spazzata via dalla cavalcata trionfale della squadra di Luciano Spalletti: dall’inizio all’epilogo del campionato. Il titolo è ormai pronto a colorarsi di nuovo d’azzurro e per assegnarlo ai nuovi campioni d’Italia manca solo l’ufficialità, che potrebbe arrivare per la capolista stasera davanti alla tv (se la Lazio non batterà il Sassuolo) in un albergo alla periferia di Udine. Oppure domani sera alla Dacia Arena, dove a Di Lorenzo e ai suoi compagn…
NAPOLI - Da un sold out all’altro, perché l’attesa è essa stessa il piacere e persino la matematica è diventata a questo punto un’insipida formalità. Biglietti introvabili e stadi pieni, come vicoli, piazze, hotel, ristoranti, treni e voli. Il 3° scudetto del Napoli volteggia allegramente on the air, ripagando con gli interessi i tifosi e soprattutto la città di un’interminabile attesa di 33 anni, già nella sostanza spazzata via dalla cavalcata trionfale della squadra di Luciano Spalletti: dall’inizio all’epilogo del campionato. Il titolo è ormai pronto a colorarsi di nuovo d’azzurro e per assegnarlo ai nuovi campioni d’Italia manca solo l’ufficialità, che potrebbe arrivare per la capolista stasera davanti alla tv (se la Lazio non batterà il Sassuolo) in un albergo alla periferia di Udine. Oppure domani sera alla Dacia Arena, dove a Di Lorenzo e ai suoi compagni basterà eventualmente il pari per tagliare il traguardo. Ma nel frattempo la festa è cominciata con largo anticipo e va avanti ormai da parecchi mesi perché le prodezze a getto continuo di Kvaratskhelia e Osimhen sono riuscite a mettere al tappeto addirittura la scaramanzia, oltre agli avversari. K e O sono del resto le iniziali dei cognomi dei due attaccanti più forti del campionato, capaci di riscrivere la storia con una maglia che era stata portata così in alto in precedenza soltanto da Diego Armando Maradona.
L'invasione di turisti
A Napoli aveva infatti vinto finora solo El Diez e nella febbre per il calcio che sta travolgendo la città il suo posto è più che mai in prima fila, anche se i nuovi idoli iniziano un po’ alla volta a farsi largo. Lo scudetto si sta infatti trasformando in una vera e propria attrattiva per chi arriva da fuori, con le strade imbandierate e la festa non-stop che è destinata a diventare ancora più travolgente nelle prossime settimane. È merito pure del pallone l’invasione dei 243 mila turisti in Campania nel lungo ponte tra il 25 aprile e il 1° maggio, con 54 milioni di indotto tra ristorazione, shopping e commercio. Ma si tratta dell’onda lunga di un pellegrinaggio che è cresciuto a dismisura dopo la scomparsa del Pibe de oro, perché da allora il suo murale ai Quartieri Spagnoli vanta un numero di visitatori superiore a quello di monumenti, chiese e musei. Nel dicembre scorso la comunità argentina, che è sparpagliata in tutta l’Europa, scelse di festeggiare sotto al Vesuvio la conquista dei Mondiali da parte della Selección: fu una prova generale delle celebrazioni dei tifosi azzurri per il ritorno dopo 33 anni del titolo tricolore. Solo per la vendita di gadget ufficiali il club di De Laurentiis ha incassato negli ultimi mesi un milione e 200 mila euro. Stanno però facendo affari d’oro pure gli ambulanti, visto che sono ricomparse come nelle stagioni d’oro di Diego le bancarelle e i balconi sono imbandierati.
La festa a fine campionato
La festa ufficiale coinciderà con l’ultima giornata del campionato, il 4 giugno. Saranno montati otto palchi tra città e provincia e c’è già una stima di due milioni di persone in strada per celebrare lo scudetto del Napoli. Ma le prove generali sono già iniziate dopo la vittoria di Torino contro la Juve (con 5 mila tifosi in attesa della squadra all’aeroporto) e domenica scorsa in occasione del derby contro la Salernitana, in cui gli azzurri sono stati virtualmente campioni per 22’. Poi il gol di Dia ha messo in freezer il tricolore e alla città non è tutto sommato dispiaciuto. Dietro l’angolo si profila infatti un altro week end da tutto esaurito, che lo scudetto arrivi oggi o domani poco importa. L’attesa — si sa — è essa stessa il piacere.