Il palcoscenico è lo stadio Maradona, il dietro le quinte è un centro sportivo che è diventato nel corso degli anni moderno ed efficiente. Se Maradona faceva rima con Soccavo - il campo delle sue magie in allenamento e del pellegrinaggio costante dei cronisti al seguito - questo Napoli ha radici ben profonde in provincia di Caserta, a Castel Volturno, nel 2008 tristemente famoso per il raid camorristico in cui persero la vita ben sei immigrati africani che rappresentano una comunità molto forte nel comune che dal 2006 è diventato pure casa Napoli.
Castel Volturno, l'intuizione di Marino
L'intuizione fu dell'allora direttore generale Pierpaolo Marino, alla ricerca di un punto di riferimento per la neonata creatura calcistica di De Laurentiis che nei primi due anni ha girato diverse strutture della Campania per allenarsi. In principio era un galoppatoio del cavalier Coppola, il costruttore dell'omonimo Villaggio che ha vissuto il suo massimo splendore tra gli anni 70 e 80. È stato lui a concedere al Napoli lo spazio per i tre campi da calcio e per la sede che è adiacente alla struttura alberghiera, diventata quartier generale di Reja e Benitez, durante la loro esperienza in azzurro. Da poco li ha imitati pure Luciano Spalletti che ha lasciato l'hotel cittadino a Corso Vittorio Emanuele per vivere a due passi dal centro sportivo, ora sponsorizzato Konami, il colosso dei videogame.
Il restyling di De Laurentiis
Casa Napoli è cresciuta nel tempo. L'ha curata personalmente Aurelio De Laurentiis, autore di diversi restyling nella struttura costruita a tempo di record nel 2005 e concessa al Napoli in locazione. È moderna e funzionale. La zona dedicata ai giocatori è stata allargata ed è dotata di tutti i comfort: palestra ovviamente ma anche centro medico per gli esami di routine (quelli più complessi si svolgono alla clinica Pineta Grande che è a pochi chilometri). Molto ampia pure la zona relax: televisione per vedere le partite tutti insieme, quando il calendario lo permette ma anche sala colazione o pranzo, altro rito collettivo di questo Napoli dei segreti. I calciatori hanno tutta la privacy possibile: entrano nel parcheggio privato e poi si recano direttamente nello spogliatoio.
Vivere a Castel Volturno, la scelta dei giocatori
L'ingresso degli uffici è un altro e naturalmente domina l'azzurro. Alle pareti le formazioni storiche del Napoli e le gigantografie degli attuali campioni. Negli anni passati, il club azzurro usufruiva dell'hotel, adesso è perfettamente autosufficiente. Castel Volturno garantisce tranquillità e la possibilità di lavorare senza troppe distrazioni. Gli allenamenti sono a porte chiuse (tranne le deroghe Uefa, il giorno prima delle trasferte europee) e la sala conferenze si apre soltanto alla vigilia delle gare per le parole dell'allenatore. La parole d'ordine è serenità Ecco perché alcuni giocatori hanno deciso pure di viverci. Marek Hamsik è stato un punto di riferimento della comunità e regalò pure un campetto da calcio ai bimbi della zona. Una scelta di vita condivisa in passato pure da Gokhan Inler. Attualmente Meret e Zielinski, ad esempio, hanno preso casa non lontano da Castel Volturno e così evitano i circa 90 chilometri (tra andata e ritorno) da percorrere quotidianamente da Napoli. Perché il dietro le quinte dello scudetto ha un fascino rassicurante. E vincente.