La maschera di Osimhen come la parrucca di Maradona: una festa a suon di bandiere e slogan
di Dario Del PortoTutti pazzi per una mascherina. Dopo essere stato costretto a indossarla a causa di un terribile infortunio, il centravanti nigeriano del Napoli Victor Osimhen non l'ha più abbandonata, neppure dopo la guarigione, trasformandola nel simbolo più amato dai tifosi della squadra che ha dominato il campionato. Nelle cartolerie e sulle bancarelle è richiestissima. Prezzo variabile: 3, oppure 5, in qualche caso addirittura 7 euro. Fatte le debite differenze, la maschera di Osimhen rappresenta oggi quello che, 33 anni fa, era la parrucca di Maradona: l'icona facilmente riconoscibile di una stagione da ricordare.
Via la scaramanzia
L'industria dei gadget è cresciuta in maniera esponenziale di pari passo con la marcia dell'undici guidato da Luciano Spalletti. I risultati del campo hanno trasmesso consap…
Tutti pazzi per una mascherina. Dopo essere stato costretto a indossarla a causa di un terribile infortunio, il centravanti nigeriano del Napoli Victor Osimhen non l'ha più abbandonata, neppure dopo la guarigione, trasformandola nel simbolo più amato dai tifosi della squadra che ha dominato il campionato. Nelle cartolerie e sulle bancarelle è richiestissima. Prezzo variabile: 3, oppure 5, in qualche caso addirittura 7 euro. Fatte le debite differenze, la maschera di Osimhen rappresenta oggi quello che, 33 anni fa, era la parrucca di Maradona: l'icona facilmente riconoscibile di una stagione da ricordare.
Via la scaramanzia
L'industria dei gadget è cresciuta in maniera esponenziale di pari passo con la marcia dell'undici guidato da Luciano Spalletti. I risultati del campo hanno trasmesso consapevolezza ai supporter e spedito in soffitta la scaramanzia: sin da metà febbraio, dopo il successo casalingo contro la Cremonese e alla vigilia degli ottavi di finale di Champions contro l'Eintracht, quando mancavano ancora poco meno di quattro mesi alla fine del campionato, sulle bancarelle erano già in vendita le bandiere con il terzo scudetto al costo da 10 euro in su. E così sciarpe, t-shirt, calamite, portachiavi, naturalmente zaini e cappelli.
Il mercato del falso
I numeri del merchandising hanno inevitabilmente attratto l'industria del falso, come emerso da una serie di sequestri della Guardia di Finanza, e la squadra mobile ha indagato sul rischio di condizionamenti da parte della camorra, sia attraverso l'imposizione delle forniture di merce illegale, sia con il "pizzo" imposto alle bancarelle. Ciò nonostante, sul mercato vengono venduti tantissimo anche i prodotti ufficiali con il logo del club o quelli non ufficiali ma confezionati nel rispetto delle regole.
Striscioni e slogan ricordando Troisi
Sdoganato il numero 3, si è scatenata la fantasia dei creatori di striscioni e slogan, spesso associati al grande Massimo Troisi e al suo primo film intitolato, appunto, "Ricomincio da 3". I nastri bianchi e blu utilizzati per addobbare le strade, al prezzo tra i 12 e i 20 euro per ogni rocchetto, sono andati letteralmente a ruba e le immagini dei festoni allestiti in tutti i quartieri resteranno a lungo nella memoria dei napoletani e dei turisti che hanno visitato la città. E non potevano mancare le statuine per il presepe raffiguranti i giocatori realizzate dal maestro di San Gregorio Armeno, Genny Di Virgilio.
Il mito di Maradona
Ma attenzione, Osimhen e compagni non hanno intaccato il mito di Maradona. Al contrario, i protagonisti di questa stagione si ritrovano spesso affiancati al fuoriclasse argentino nei fotomontaggi e sulle coreografie che hanno colorato d'azzurro la città. Il legame tra i napoletani e il Pibe de oro resta profondo e identitario, dunque indissolubile. Non è questione di mascherine, né di parrucche. Osimhen è un supereroe, ma Diego rimane Dìos.