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Napoli, la città della gioia

Ore 22.37: esplode la festa per lo scudetto dopo 33 anni. De Laurentiis alla folla: “Volevate vincere e abbiamo vinto, ora la Champions League”
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NAPOLI - Altro che mille colori, stanotte Napoli è solo azzurra. Attesa da 33 anni, assaporata per mesi durante una cavalcata sportiva iniziata a Ferragosto e sfiorata appena cinque giorni fa, quando il pareggio della Salernitana aveva rinviato l'appuntamento con la storia, la festa per il terzo scudetto può finalmente esplodere in città e nel resto del mondo. Da Scampia a New York, da Melbourne a piazza del Plebiscito, da Buenos Aires al Vomero. Sei milioni di tifosi, idealmente, in piazza. Ma un dramma macchia la festa: un ragazzo di 26 anni, Vincenzo Costanzo, è morto dopo essere stato raggiunto da colpi d'arma da fuoco. Dopo il decesso, amici e conoscenti hanno danneggiato il pronto soccorso dell'ospedale Cardarelli. Si indaga per ricostruire la dinamica, ma l'episodio è quasi certamente slegato dai festeggiamenti. Altre tre persone, fra cui la fidanzata, sono state ferite da colpi d'arma da fuoco. Le piste: lite in strada o …

NAPOLI - Altro che mille colori, stanotte Napoli è solo azzurra. Attesa da 33 anni, assaporata per mesi durante una cavalcata sportiva iniziata a Ferragosto e sfiorata appena cinque giorni fa, quando il pareggio della Salernitana aveva rinviato l'appuntamento con la storia, la festa per il terzo scudetto può finalmente esplodere in città e nel resto del mondo. Da Scampia a New York, da Melbourne a piazza del Plebiscito, da Buenos Aires al Vomero. Sei milioni di tifosi, idealmente, in piazza. Ma un dramma macchia la festa: un ragazzo di 26 anni, Vincenzo Costanzo, è morto dopo essere stato raggiunto da colpi d'arma da fuoco. Dopo il decesso, amici e conoscenti hanno danneggiato il pronto soccorso dell'ospedale Cardarelli. Si indaga per ricostruire la dinamica, ma l'episodio è quasi certamente slegato dai festeggiamenti. Altre tre persone, fra cui la fidanzata, sono state ferite da colpi d'arma da fuoco. Le piste: lite in strada o agguato. E negli ospedali sono arrivati anche accoltellati, feriti da scoppio di petardi, o per incidenti e cadute.

 

Ore 22.37, il Napoli è campione d'Italia

Alle 22.37, il titolo torna nella casa del Dios e il fiume di folla che in largo Maradona, l’angolo dei Quartieri Spagnoli trasformato dal murale del calciatore argentino in luogo da visitare per i turisti e di passione identitaria per i tifosi, aveva seguito la partita ai piedi dell'icona del Pibe de Oro si lascia andare a un boato di gioia. "I Campioni dell'Italia siamo noooi". E partono i cori dedicati al campione scomparso e ai protagonisti di questa stagione: Diego che aveva portato al successo la squadra fino ad allora mai vincente e i Supereroi guidati dall'uomo con la mascherina, Victor Osimhen, capaci di interrompere il dominio di Juve, Milan e Inter che andava avanti dagli inizi del secolo.
"È troppo bello essere qui, in questo momento, nel giorno in cui il Napoli vince lo scudetto", dice Marzia Smorra, titolare del ristorante Santa Maradona. E davanti al murale, un uomo con il megafono e la faccia dipinta d'azzurro grida: "Non è un caso, è stata la mano di Dio: Mondiale all'Argentina e scudetto al Napoli". Luca Catalano, un avvocato di 52 anni, piange: "Non ci credo". E un ragazzo lo abbraccia: "È successo davvero". Nel giro di pochi minuti, una marea azzurra invade la città. In via Toledo si cammina a fatica, tutti indossano una maglietta, una bandiera o un vessillo della squadra. Al Rione Sanità vengono accesi fuochi d'artificio. Don Valentino De Angelis, parroco di Santa Maria dei Miracoli, ha installato sulla facciata della chiesa un grande tricolore. E nella parrocchia di San Vitale a Fuorigrotta, già domenica cantavano "Sarò con te" a messa. Drappi azzurri sono esposti anche davanti ai teatri San Carlo e Bellini. "Napoli Campione d'Italia" compare anche sulla facciata di Palazzo San Giacomo, la sede del municipio. Il più citato sugli striscioni è Massimo Troisi, da "Ricomincio da tre" a "Scusate il ritardo". A Piazza Plebiscito è il delirio, il colonnato illuminato d'azzurro. 

 

Napoli, la festa scudetto dallo stadio alla città

Allo stadio Maradona sono in 54mila davanti ai maxischermi allestiti per vedere Udinese-Napoli e cantano "Napule è" di Pino Daniele. "Mi avete chiesto di vincere e abbiamo vinto", dice euforico il presidente De Laurentiis. E aggiunge: "Adesso noi dobbiamo vincere la Champions e ci proveremo se gli arbitri non ci fermeranno".

Napoli, una marea di tifosi invade il centro

Andiamo a Scampia, adesso. La Vela Celeste, uno degli edifici simbolo di degrado è stata addobbata per lo scudetto da un gruppo di residenti che si fa chiamare "sognatori abusivi": fanno festa nella piazza del quartiere intitolata a Ciro Esposito, il tifoso ucciso nove anni fa a Roma durante gli scontri alla vigilia di una finale di Coppa Italia. "Giusto essere qua", dice Rosario Annunziata. Al Vomero i più giovani si danno appuntamento sul belvedere di San Martino.

Scudetto Napoli, l'urlo della città al fischio finale: il boato dallo stadio ai Quartieri Spagnoli

I monumenti sono blindati, dunque in piazza Trieste e Trento niente tuffo nella fontana, perché questa notte rappresenta un importante banco di prova anche per la "zona azzurra", la maxi isola pedonale predisposta in centro per gestire l'evento in sicurezza. Dopo i disagi di domenica scorsa, con la folla in coda alle stazioni della metropolitana, migliaia di persone costrette ad attraversare a piedi la galleria per raggiungere il centro e lo sconsiderato lancio di un fumogeno in un vagone, è stato riproposto il piano di sicurezza con mezzi pubblici aperti fino alle 2 del mattino. Un consuntivo potrà essere tracciato nelle prossime ore.

Scudetto Napoli: i tifosi solcano le strade su una nave azzurra

Un 26enne ucciso da colpi di arma da fuoco nella notte, molti feriti

Ma nella notte arrivano notizie drammatica: un ragazzo di 26 anni è rimasto ucciso da colpi d'arma da fuoco, altre tre persone sono state ferite da colpi d'arma da fuoco, due nella zona di piazza Garibaldi. Altre tre dall'esplosione di petardi secondo fonti dell'Asl 1. I tre feriti alle mani - sono stati ricoverati al Vecchio Pellegrini. Negli ospedali sono arrivati, con il passare delle ore, accoltellati, feriti da petardi agli occhi, oppure contusi per incidenti o cadute.

Scudetto Napoli, per tanti è la prima volta

E' un peccato per chi, e sono la stragrande maggioranza, invece ha solo voglia di festeggiare. Molti piangono, sui telefoni si cerca il numero di un amico lontano. Un evento che si ripete dopo 33 anni unisce generazioni diverse. Per i "boomer" è il terzo, ma arriva una vita dopo gli altri due, la generazione "Z" vince per la prima volta. Per i più giovani è l'ora dei sogni, i vecchi tracciano i bilanci. "In età matura ti rendi conto che troppi che hanno viaggiato con te iniziano a non esserci e cerchi di godere anche per loro", dice il giudice Tullio Morello. In una delle sue prime opere, Maurizio de Giovanni scriveva: "Ci sono dei giorni ai quali arrivi comunque impreparato. La laurea, il matrimonio, la morte di una persona cara, anche se dopo una lunga malattia. Ci pensi, ci ripensi, prepari tutto, ma quel giorno ti arriverà comunque tra capo e collo, sarà improvviso in ogni caso, per quanto tu abbia riempito i tuoi pensieri attimo dopo attimo per un sacco di tempo. Così fu per questa città quel giorno". Si riferiva al 10 maggio 1987, la data del primo scudetto che è scolpita nella memoria dei napoletani. E così sarà il 4 maggio 2023 per questi ragazzi che cantano a squarciagola "nella mente c'è un ricordo, che non mi abbandona, il bacio di Carmando e Maradonaaaa". A chiudere il cerchio è proprio il mito di Diego, amato allo stesso modo da chi lo ha visto e da chi ne ha sentito solo parlare. In questa notte solo azzurra, Osimhen e Kvara sono i supereroi che hanno riportato lo scudetto nella casa del Dìos.