Napoli, la festa e il disgelo, Spalletti apre a De Laurentiis
di Marco AzziNAPOLI - Cinquantamila tifosi all'interno dello stadio e almeno altrettanti fuori dai tornelli del Maradona, stretto d'assedio fino a tarda notte per i festeggiamenti del terzo scudetto della storia del Napoli, che hanno fatto passare in secondo piano la vittoria (1-0) con la Fiorentina firmata su rigore da Osimhen. Diego era stato l'eroe dei primi due titoli nel 1987 e nel 1990 e il centravanti nigeriano ne è diventato il degno erede a distanza di 33 anni sul campo, segnando 27 gol nel corso della stagione e prendendo per mano nella cavalcata trionfale i suoi compagni.
Ma l'ovazione più forte del popolo azzurro è stata per Luciano Spalletti, l'ultimo a salire sul palco luminoso allestito a bordo campo con la regia cinematografica d…
NAPOLI - Cinquantamila tifosi all'interno dello stadio e almeno altrettanti fuori dai tornelli del Maradona, stretto d'assedio fino a tarda notte per i festeggiamenti del terzo scudetto della storia del Napoli, che hanno fatto passare in secondo piano la vittoria (1-0) con la Fiorentina firmata su rigore da Osimhen. Diego era stato l'eroe dei primi due titoli nel 1987 e nel 1990 e il centravanti nigeriano ne è diventato il degno erede a distanza di 33 anni sul campo, segnando 27 gol nel corso della stagione e prendendo per mano nella cavalcata trionfale i suoi compagni.
Ma l'ovazione più forte del popolo azzurro è stata per Luciano Spalletti, l'ultimo a salire sul palco luminoso allestito a bordo campo con la regia cinematografica di Aurelio De Laurentiis: il gran cerimoniere della lunghissima serata di Fuorigrotta. Il tecnico toscano è stato lanciato in area dai suoi giocatori per tre volte e poi si è preso la ribalta con la sua capacità di straordinario affabulatore. "Napoli è davvero la città dei miracoli, siete riusciti a far vincere un campionato persino a me". Finora l'allenatore nato a Certaldo nel 1959 c'era riuscito infatti soltanto in Russia - con lo Zenit, due volte - e in Italia s'era fatto la fama di uomo spigoloso, soprattutto per il suo scontro a Roma con Totti e quello con Icardi a Milano, sponda Inter. Sotto al Vesuvio ha trovato invece finalmente la sua dimensione ideale e pure nello show di ieri è balzato agli occhi il feeling che lo lega alla città.
De Laurentiis lo sa e per questo ha già fatto la sua mossa, esercitando con l'invio di una Pec la clausola unilaterale a favore del club per blindare la panchina di Spalletti fino al 2024. Il Napoli vuole infattiaprire un ciclo dopo la vittoria dello scudetto e per provarci la strada maestra è quella della continuità. Il presidente ha addirittura alzato in maniera molto ambiziosa l'asticella, ieri sera, arringando i tifosi del Maradona in vista della prossima stagione con un proclama. "Ci tenevo a regalarvi la Champions League e mi è dispiaciuto non esserci riuscito, ma ci riproveremo tra un anno". Parole che allo stesso tempo motivano e mettono pressione al tecnico, al punto da spingerlo a chiedere garanzie.
"Loro avevano questa opzione per il rinnovo del mio contratto e l'hanno esercitata, li ringrazio per avermelo comunicato. Ma è chiaro che ora abbiamo parecchio tempo davanti per parlarne", è stata la risposta di Spalletti, che non ha nominato De Laurentiis e si aspetta di essere convocato dal suo presidente per un incontro. "Sono dinamiche normali ed è ovvio che io mi chieda se l'anno prossimo potrò far meglio di così, immagino che dovranno domandarselo pure gli altri". Il faccia a faccia tra i due avverrà già nel corso di questa settimana e promette bene il disgelo di ieri tra le parti: prima negli spogliatoi (dove i due artefici dello scudetto si sono messi in posa davanti alla statua di Maradona con il Cholo Simeone, arrivato per applaudire il figlio Giovanni), poi a bordo campo nella festa e infine nella cena di gala allo stadio. Napoli sogna di trasformare lo scudetto in un punto di partenza e saranno decisive le conferme di Osimhen e Kvarastkhelia. Questa è la prima condizione di Spalletti per restare e De Laurentiis è pronto ad accontentarlo. "Luciano è la star delle star".