BOLOGNA — La sconfitta contro il Monza è stata indolore e Luciano Spalletti ha subito ritrovato il sorriso a Bologna nella Biblioteca Salaborsa, dove ha ricevuto in mattinata il prestigioso premio intitolato alla memoria di Giacomo Bulgarelli. Il tecnico del Napoli campione d'Italia è arrivato in impermeabile scuro e con il cappellino d'ordinanza, tra gli applausi dei presenti e anche di qualche tifoso che è riuscito a intrufolarsi alla cerimonia. Posto in prima fila accanto all'arbitro Daniele Orsato, pure lui tra i vincitori del trofeo assegnato da una giuria prestigiosa, di cui fanno parte tra gli altri Fabio Cappello e Sandro Mazzola.
Spalletti ha scherzato con Orsato ("Gli avete chiesto se mi vuole vicino a lui?") ed è apparso anche un po' emozionato, oltre che di buonumore. "Per quelli della mia generazione il Premio Bulgarelli è come l'Oscar per il cinema. Giacomo Bulgarelli è stato parte importante della storia del Bologna, grazie alla sua perseveranza. Ricevere questo premio nell'anno in cui il Napoli è diventato campione d'Italia assume un'importanza particolare e anche per questo voglio ringraziare quelli che mi hanno permesso di riceverlo, ossia la mia squadra e il Napoli Calcio. I miei calciatori per tutto l'anno si sono impegnati, hanno fatto tutto benissimo, dando gran disponibilità in allenamento e in partita. Hanno dimostrato quell'attaccamento alla maglia di cui Giacomo Bulgarelli era maestro assoluto. Abbiamo lavorato con la massima disciplina, la massima disponibilità di tempo. Perché poi è il tempo che dedichi a una cosa a fare la differenza. E io ho dedicato tutto il tempo al Napoli. Poi pian piano si va a creare un sistema di gioco, a credere in qualcosa di condiviso. Non è mai una partita sola, ci sono gli episodi, i momenti in cui hai più condizione sia fisica che mentale. Lavorare in maniera seria porta al risultato finale. Napoli ha insegnato anche come festeggiare uno scudetto, far partecipare tutti alla gioia. L'allegria e la felicità non hanno confini".