Spalletti rifiuta il rinnovo, il futuro a Napoli è in bilico
di Marco AzziNAPOLI - Il nodo principale è il rinnovo del contratto fino al 2025, offerto da Aurelio De Laurentiis a Luciano Spalletti dopo la conquista dello scudetto. L'allenatore toscano per il momento non lo ha accettato e si spiegano così i rumors degli ultimi giorni sulla panchina del Napoli, che deve essere giocoforza considerata per il momento in bilico. Ma i margini per evitare il divorzio ci sono ancora e non si può escludere che il tecnico possa rimanere alla fine solo per un'altra stagione, rispettando l'accordo preso due anni fa al suo arrivo nel club azzurro. Altrimenti può spuntare un'alternativa a sorpresa: il ritorno di Rafa Benitez.
Spalletti-De Laurentiis, stretta di mano a Castel Volturno
Vicini e lontani, dirà il tempo se al punto da sentirsi separati in casa. De Laurentiis è arrivato stamattina a Castel Volturno per la presentazione del ritiro e ha fatto in tempo ad assistere all'ultima fase della seduta di…
NAPOLI - Il nodo principale è il rinnovo del contratto fino al 2025, offerto da Aurelio De Laurentiis a Luciano Spalletti dopo la conquista dello scudetto. L'allenatore toscano per il momento non lo ha accettato e si spiegano così i rumors degli ultimi giorni sulla panchina del Napoli, che deve essere giocoforza considerata per il momento in bilico. Ma i margini per evitare il divorzio ci sono ancora e non si può escludere che il tecnico possa rimanere alla fine solo per un'altra stagione, rispettando l'accordo preso due anni fa al suo arrivo nel club azzurro. Altrimenti può spuntare un'alternativa a sorpresa: il ritorno di Rafa Benitez.
Spalletti-De Laurentiis, stretta di mano a Castel Volturno
Vicini e lontani, dirà il tempo se al punto da sentirsi separati in casa. De Laurentiis è arrivato stamattina a Castel Volturno per la presentazione del ritiro e ha fatto in tempo ad assistere all'ultima fase della seduta di allenamento del Napoli, a cui ha partecipato pure Victor Osimhen, che è già guarito dall'influenza e domenica contro l'Inter ci sarà. Alla fine il numero uno azzurro ha salutato tutti i giocatori e ovviamente pure Luciano Spalletti: una stretta di mano e via, fugace e senza particolare trasporto da parte di entrambi. Non c'è stato quindi un vero e proprio chiarimento tra i due, anche se il presidente si è trattenuto a lungo nel suo ufficio in sede e nel pomeriggio c'è stato un altro incontro con il tecnico toscano, ritornato al Konami Training Center per tenersi in forma - come è sua abitudine - con un po' di esercizi e giri di campo. Continua dunque l'incertezza per il futuro della panchina, alimentata - nonostante il contratto che lega fino al giugno del 2024 il club campione d'Italia e il condottiero del terzo scudetto - dalle affermazioni piuttosto vaghe e spesso assai ambigue dei protagonisti.
De Laurentiis e la mancata telefonata a Spalletti dopo Udine
De Laurentiis aveva deciso di dribblare l'argomento. "Sono qui per presentare il ritiro e lasciatemi fare un po' il paraculo...". Ma alla fine qualche dichiarazione gli è sfuggita lo stesso. "La cena di venerdì scorso con Spalletti? È stata la cena del buonumore e del ringraziamento, perché prima non sapevamo quando avremmo vinto lo scudetto matematicamente. È capitato il 4 maggio con l'Udinese e io mi sono inventato la possibilità di aprire lo stadio Maradona ai nostri tifosi. Hanno risposto presente in 54 mila, è stata una serata bellissima. Mi sarei potuto collegare con il nostro spogliatoio durante i festeggiamenti, certo, però ho preferito lasciare ai protagonisti sul campo tutta l'importanza di quel momento. Non mi sono intromesso, tutto qui", ha infatti voluto puntualizzare il presidente, alludendo alla mancata telefonata di complimenti che avrebbe provocato il malumore dell'allenatore.
Il peso delle motivazioni di Spalletti
Ma il nocciolo della vicenda è un altro, a prescindere da incomprensioni e questioni di forma. De Laurentiis ha offerto un biennale a Spalletti e il tecnico toscano non l'ha accettato: si vedrà se in maniera definitiva oppure per prendersi una pausa di riflessione. Tra le varie ipotesi va di conseguenza tenuta nel conto anche quella della permanenza di "Lucio" sulla panchina azzurra solamente per un altro anno, fino alla naturale scadenza del contratto. Dipenderà pure dalle sue motivazioni, dopo l'enorme traguardo dello scudetto raggiunto alla guida del Napoli: un'impresa storica che alla soglia dei 64 anni è il coronamento di una carriera. Il presidente lo sa e per questo sta gestendo la situazione con pazienza, evitando di arrivare a uno scontro e misurando le parole. "Il calcio va così: chi viene e chi va. Ricordo che l'anno scorso fui stuzzicato perché rinunciai ai "geni", ma dissi che avremmo lottato per il titolo e ho mantenuto la promessa". Come dire che nessuno è indispensabile.
De Laurentiis non ha fretta però di rinunciare a Spalletti e resta alla finestra. Idem per il direttore sportivo Cristiano Giuntoli, anche lui in bilico nonostante sia sotto contratto. Domenica c'è l'Inter e il Napoli vuole finire bene il campionato. Se lo sono promessi i giocatori, ospiti domani a cena di Zielinski. Il futuro dovrà attendere ancora per un po'.