Spalletti, addio mia bella Napoli
di Marco AzziNAPOLI — S’è rivisto il vero Napoli dopo la flessione di aprile e la colossale sbornia scudetto delle ultime settimane, ma nemmeno la gioiosa vittoria al Maradona con l’Inter ha fatto breccia nella corazza di Luciano Spalletti che, dopo il fischio finale, ha lasciato intendere - mai in maniera così esplicita - di sentirsi a un passo dall’addio. «Il futuro ormai è definito, non è che si cambia idea tutti i giorni. È un discorso che viene da lontano: stando nel lavoro, dal mattino alla sera, si maturano delle robe perché c’è da esibire questo spettacolo tutte le volte. Devi essere convinto di dare sempre a questa piazza quello che merita, altrimenti è giusto fare dei ragionamenti. Poi si arriva a una conclusione e si va dritti fino in fondo. Non è una situazione che c’è piovuta addosso di colpo» è uscito per la prima volta allo scoperto l’allenatore toscano,…
NAPOLI — S’è rivisto il vero Napoli dopo la flessione di aprile e la colossale sbornia scudetto delle ultime settimane, ma nemmeno la gioiosa vittoria al Maradona con l’Inter ha fatto breccia nella corazza di Luciano Spalletti che, dopo il fischio finale, ha lasciato intendere - mai in maniera così esplicita - di sentirsi a un passo dall’addio. «Il futuro ormai è definito, non è che si cambia idea tutti i giorni. È un discorso che viene da lontano: stando nel lavoro, dal mattino alla sera, si maturano delle robe perché c’è da esibire questo spettacolo tutte le volte. Devi essere convinto di dare sempre a questa piazza quello che merita, altrimenti è giusto fare dei ragionamenti. Poi si arriva a una conclusione e si va dritti fino in fondo. Non è una situazione che c’è piovuta addosso di colpo» è uscito per la prima volta allo scoperto l’allenatore toscano, lasciando di nuovo a De Laurentiis l’onere di accompagnare ufficialmente la telenovela ai titoli di coda. «Con il presidente mi sono già visto e chiarito: ora quello che c’è da dire compete solo a lui». Remota l’ipotesi di un altro incontro tra i due, estremo tentativo di evitare la rivoluzione in casa azzurra, che sarà quasi totale con l’altro divorzio alle porte con il ds Cristiano Giuntoli.
La fuga dallo scudetto sta per diventare realtà, e Spalletti non s’è fatto intenerire nemmeno dal lungo abbraccio di Di Lorenzo che, dopo il gol del sorpasso definitivo sull’Inter (in precedenza c’era stato il botta e risposta tra Anguissa e Lukaku), è corso fino alla panchina. Il tecnico ha prima provato a buttarla sullo scherzo, anche per nascondere le sue emozioni. «Siamo quasi alla fine del campionato e in allenamento gli avevo chiesto io di fare un po’ di scena. Tutto qui...». Poi è subito tornato più serio. «Giovanni è il grande capitano di una squadra piena di talento, costruita molto bene da De Laurentiis e Giuntoli nelle ultime stagioni e non ha bisogno di nessuno per restare ad alti livelli». Il presidente ha assistito alla scena e non si è fatto sfuggire nemmeno un sorriso. I suoi tentativi di evitare la rivoluzione — l’ultimo ieri pomeriggio — stanno infatti naufragando e in casa azzurra si profila lo spettro di un anno zero.
Giuntoli è in parola con la Juve e in settimana chiederà di essere liberato dal Napoli. Spalletti l’ha invece già fatto e adesso si tratta di capire quali saranno le condizioni che De Laurentiis imporrà a entrambi per la rescissione dei rispettivi contratti in scadenza nel 2024. C’è la possibilità che il tecnico del terzo scudetto stia fermo per un anno: ipotesi da lui stesso adombrata con la metafora degli stivali da campagna, da utilizzare nel buen retiro in Toscana.
“Lucio” si appresta a concludere una stagione da record: 101 gol segnati e la ciliegina sulla torta di aver battuto in campionato tutte le avversarie: 19 su 19. Mancava l’Inter, che si è quasi consegnata al Maradona pensando alla finale di Coppa Italia (fra due giorni con la Fiorentina). Inzaghi non ha fatto drammi e non si è pentito per l’abbondante (8 cambi) turn over, pagato nel finale dopo strenua resistenza. «Ci ha condannati l’espulsione di Gagliardini, ma siamo stati all’altezza dei nuovi campioni d’Italia». Lui, Simone, è già stato confermato da Zhang per il 2024.