DIMARO — Prima conferenza stampa nel ritiro di Dimaro per Rudi Garcia, scelto da Aurelio De Laurentiis per raccogliere la pesante eredità di Luciano Spalletti e a difendere lo scudetto. Il tecnico francese ha preso atto del passaggio ormai inevitabile di Kim Min-Jae al Bayern di Monaco, ma auspicato che quella del difensore coreano rimanga l'unica cessione, dicendosi fiducioso in particolare sulla conferma di Osimhen. "Ovviamente l'ho sentito al telefono e posso assicurare che vuole rimanere, Victor è contento di essere con noi e vuole fare ancora delle grandi cose", ha detto il tecnico francese, annunciando anche qualche novità di natura tattica. "Il punto di partenza sarà il 4-3-3, ma gli avversari hanno imparato a conoscerci e quindi dovremo avere pure un piano B ed eventualmente uno C. Appena avrò l'organico al completo potrò valutare le caratteristiche dei miei giocatori e farò le valutazioni del caso, per lavorarci".
Kim va via, chi arriverà al suo posto?
"Un allenatore vuole sempre avere al più presto possibile la rosa al completo, ma questo è utopia. Ma abbiamo tempo per trovare il nuovo centrale al posto di Kim. Il club ci lavora da un po', abbiamo delle possibilità, però vogliamo essere più sicuri possibili. Per cui valutiamo. Poi c'è anche l'aspetto economico. Io non ho fretta perché ho tre difensori".
Ha parlato di Osimhen. E Kvaratskhelia?
"Spero che loro due continueranno a fare la differenza e a farci vincere le partite, ma io sono sempre attento a non mettere troppo i singoli davanti al collettivo. Qui tutti sono importanti".
Com'è stato il primo impatto con il gruppo?
"Sono tutti attenti, motivati, già ci sono stati un po' di duelli in allenamento e un bel ritmo. Vuol dire che hanno fame. Dai giovani me l'aspetto, vogliono farmi vedere qualcosa. Non vedo l'ora che arrivino anche i nazionali ed essere al completo. Per fortuna per la settimana prossima ci saranno tutti".
Da dove si ricomincia?
"Dal possesso, dal pressing alto e soprattutto da quello immediato dopo aver perso palla. I giocatori sono abituati a giocare così e ringrazio Spalletti per aver chiesto di darmi il tempo di lavorare. Abbiamo calciatori che possono fare più cose, non solo giocare nella metà campo avversaria, ma bravi anche nelle ripartenze. Sui calci piazzati e su altre 2-3 cose possiamo migliorare".
Le piace la costruzione dal basso?
"A me piace partire da dietro, ma in una squadra c'è anche la concretezza. Lasciatemi tempo perché ancora non conosco la metà della rosa. Fatemi capire chi sono i leader e su chi mi posso poggiare per le letture durante la partita. Ci sono giocatori che devono orientare la squadra. Una buona squadra si vede quando vince una partita che doveva perdere, là si vede se hai una rosa di qualità oppure no".
L'effetto scudetto può essere un boomerang?
"No, i giocatori devono avere le stesse motivazioni della scorsa stagione e ancora più autostima nei loro mezzi, perché adesso sono ancora più consapevoli della loro forza".
È vero che ha chiesto Maxime Lopez e Tousart?
"Maxime l'ho lanciato io, ma il Napoli non ha bisogno di un giocatore con le sue caratteristiche. Tousart forse. Ma ora voglio individuare almeno un giovane da lanciare in prima squadra. Nella mia carriera l'ho fatto spesso".
Ha parlato di Zielinski con la società?
"È sotto contratto, come Lozano. Sono a scadenza e quindi è logico che nel club si facciano delle valutazioni: venderli o tenerli. Io vorrei tenerli tutti. Lasciatemi anche il tempo di parlare con ognuno di loro, perché c'è quello che voglio io e anche quello che vogliono i giocatori. Magari qualcuno vuole andare via o vuole rimanere a tutti i costi, quindi conta anche quello che dicono loro. Io sicuramente voglio tenerli tutti".
Quanto sarà difficile per lei ripartire dopo lo scudetto?
"Meglio non si potrà fare, l'obiettivo massimo in campionato sarà ripetere la stessa impresa. Diciamo innanzitutto che il Napoli deve restare sempre in zona Champions, con il quarto, terzo, secondo o anche con il primo posto. Io gioco sempre per vincere e sarà lo stesso anche in Europa. L'anno scorso siamo arrivati ai quarti, io nelle mia carriera una volta pure in semifinale...".
Com'è stato il primo impatto con la città e i tifosi, Garcia?
"Napoli è meravigliosa e i tifosi hanno un grande senso di appartenenza. Mi piace vederli felici e non vedo l'ora di debuttare al Maradona".