Dimaro - Presentazione ufficiale nel ritiro di Dimaro per Mauro Meluso, il nuovo direttore sportivo scelto da Aurelio De Laurentiis per raccogliere l'eredità di Cristiano Giuntoli. "Il nome di Meluso nasce dalla concertazione e dallo studio che abbiamo fatto insieme al capo dello scouting Micheli e all'ad Chiavelli: insieme abbiamo deciso che il profilo di Meluso coincideva con quello che cercavamo. Fu lui tanti anni fa ad accompagnarmi nello spogliatoio dello Spezia per fare i complimenti a Italiano, che ci aveva appena battuto allo stadio San Paolo. All'epoca Meluso era il ds della squadra ligure e mi fece un'ottima impressione, che non ho dimenticato", ci ha tenuto a spiegare il presidente, prima di lasciare spazio alle domande per l'esperto dirigente calabrese.
Quali sono le sue prime sensazioni, Meluso?
"Sono particolarmente positive, visto che adesso faccio parte del club campione d'Italia. Le responsabilità aumentano, ma il calcio è uguale a tutte le latitudini e ho già lavorato anche da calciatore ad alti livelli. Cambiano i numeri economici e dei tifosi, certo, però non è per me un motivo di paura e lo considero un ulteriore stimolo a far bene, prendendomi le mie responsabilità. Mi è piaciuto l'aneddoto ricordato da De Laurentiis: vincemmo con lo Spezia e un presidente di una big solitamente è incavolato nero, invece lui venne negli spogliatoi e fu una grande sorpresa, da quel momento ci sono stati dei contatti formali. Il 13 luglio mi ha chiamato intorno alle 7 del mattino e mi ha chiesto di incontrarlo. Abbiamo chiacchierato, mi ha fatto un bel po' di domande anche se mi conosceva già e in venti secondi ci siamo accordati a livello contrattuale".
Pensa che Osimhen resterà a Napoli?
"Sono appena arrivato, se riusciamo a tenerlo è una gran cosa. Victor fa la differenza e ce ne sono pochi come lui. Domani avremo una riunione di mercato e faremo il punto della situazione. Tutto le decisioni si prendono insieme".
Parlerete anche dell'addio di Kim?
"Kim sicuramente andrà sostituito e ci lavoreremo".
Quale sarà il suo ruolo nel Napoli?
"In una società così importante non si lavora con una sola persona che decide, ma si lavora insieme e si prendono decisioni di concerto. il presidente De Laurentiis lo conoscete, è un decisionista e ha un peso importante. Si è informato sul mio modo di lavorare: mi occupo di mercato e dei rapporti all'interno. Poi certe cose e certe strategie restano segrete, se dovessero uscire sarebbe negativo".
Garcia vorrebbe confermare tutti...
"Una squadra che vince come ha fatto il Napoli è una super-squadra. È evidente che terrei tutti anche io, ma bisogna vedere le dinamiche interne. Di sicuro l'obiettivo della società è restare ad alti livelli".
Come ha reagito alla chiamata di De Laurentiis?
"Sono rimasto sbalordito, non me l'aspettavo. Non che non me lo meritassi, consentitemelo, ma non pensavo fosse questo il momento".
Si racconti...
"Ho fatto il calcio a tutti i livelli, sin da bambino. Ho esperienza, vado per i 59, sono dirigente da tanti anni perché un infortunio mi ha costretto a smettere presto. Ho sempre tenuto il profilo basso, ma ho sempre cercato di scalare la montagna per arrivare in A e ci sono riuscito col Lecce e lo Spezia. A 13 anni feci un provino per la maglia azzurra e fui selezionato, però mia mamma si oppose e andai alla Lazio. Ora ritrovo il Napoli che era sulla mia traiettoria".
Il suo biglietto da visita?
"Mi prendo sempre le mie responsabilità, senza nascondermi dietro agli altri. È una filosofia di vita".
De Laurentiis le ha chiesto se tifa per la Juve?
"No, non me l'ha chiesto. Non ho mai tifato per la Juve. Ho giocato in A con Cremonese e Lazio, non ho un tifo particolare. Tifo per la squadra per cui lavoro, ora è una grande opportunità per me e darò tutto ciò che posso per il Napoli".
Cosa l'ha colpita del Napoli?
"Ho tanti amici napoletani e conosco il calore e la partecipazione della città. La gente ti fa sentire importante e aumentano le responsabilità. La società ha lavorato benissimo, in 10 anni ha fatto più punti di tutti dietro alla Juve e lo scudetto è il coronamento del percorso. L'entusiasmo che si respira già qui in ritiro sarà un gran carburante".