Frosinone-Napoli 1-3: i campioni d’Italia ripartono nel segno di Osimhen
dal nostro inviato Marco AzziFROSINONE – La doppietta al debutto di Victor Osimhen è il segnale di continuità più tangibile nella staffetta tra Luciano Spalletti e Rudi Garcia, che ha debuttato a Frosinone con una vittoria (3-1) molto netta, anche se in rimonta. Troppo evidente il divario tra i campioni d'Italia e la neopromossa squadra di Eusebio Di Francesco, che si è arresa dopo aver segnato per prima su rigore con Harroui e lottato per mezz'ora. Ma il bomber nigeriano era on fire e dopo il pareggio di Politano ha chiuso a modo suo la partita.
Sulla partenza dei campioni d’Italia aleggiava il fantasma di Luciano Spalletti, visto che il Napoli è stata l’unica tra le Sette Sorelle dello scorso campionato a cambiare allenatore durante l’estate. L’osservato speciale nel debutto allo stadio Stirpe era dunque giocoforza Garcia, che ha cominciato la sua nuova avventura in Serie A con una scelta poco fortunata. Il tecnico francese ha infatti deciso infatti di dare subito fiducia tra i titolari al nuovo acqui…
FROSINONE – La doppietta al debutto di Victor Osimhen è il segnale di continuità più tangibile nella staffetta tra Luciano Spalletti e Rudi Garcia, che ha debuttato a Frosinone con una vittoria (3-1) molto netta, anche se in rimonta. Troppo evidente il divario tra i campioni d'Italia e la neopromossa squadra di Eusebio Di Francesco, che si è arresa dopo aver segnato per prima su rigore con Harroui e lottato per mezz'ora. Ma il bomber nigeriano era on fire e dopo il pareggio di Politano ha chiuso a modo suo la partita.
Sulla partenza dei campioni d’Italia aleggiava il fantasma di Luciano Spalletti, visto che il Napoli è stata l’unica tra le Sette Sorelle dello scorso campionato a cambiare allenatore durante l’estate. L’osservato speciale nel debutto allo stadio Stirpe era dunque giocoforza Garcia, che ha cominciato la sua nuova avventura in Serie A con una scelta poco fortunata. Il tecnico francese ha infatti deciso infatti di dare subito fiducia tra i titolari al nuovo acquisto Cajuste, che si è presentato suo malgrado molto male con un intervento scomposto in area su Baez, punito da Marcenaro con un severo calcio di rigore. La lunga revisione del Var non ha cambiato la decisione dell’arbitro e sul dischetto si è presentato Harroui (7’), bravo a portare in vantaggio senza tremare il neopromosso Frosinone.
Agli azzurri non è bastato invece prendere fin dall’inizio il comando delle operazioni e la reazione al gol incassato si è fatta attendere un po’, per colpa di qualche meccanismo da rodare a centrocampo e dell’assenza pesante di Kvaratskhelia in attacco. Raspadori al suo posto si è accentrato troppo e la manovra si è sviluppata per questo motivo quasi solamente sulla destra. Preoccupanti un paio di imbucate subite di rimessa nella zona mediana e pagate con le ammonizioni di Lobotka e Cajuste. Ma sulla destra si è rivista la qualità della scorsa stagione e non a caso il pareggio lo ha firmato Politano (24’), pronto ad approfittare di un batti e ribatti al limite dell’area: sinistro di controbalzo e palla in rete, per l’esplosione questa volta del settore Ospiti.
L’episodio ha dato la scossa al Napoli e il resto del primo tempo è stato a senso unico, anche se Marcenaro ha annullato su segnalazione del Var (35’) il vantaggio di Raspadori. L’arbitro è stato nel complesso poco convincente e in una partita corretta ha tirato fuori i cartellini a raffica: ammoniti Olivera da una parte e Mazzitelli dall’altra. Gli azzurri hanno però mantenuto la calma e il secondo gol è arrivato lo stesso poco prima dell’intervallo: assist di Di Lorenzo dalla destra e violenta conclusione al volo di Osimhen sotto alla traversa. Un gran gol del capocannoniere dello scorso campionato, ripartito di slancio dopo un'estate complicata fuori dal campo e applaudito dalla tribuna anche da Aurelio De Laurentiis.
Non si è invece scomposto in panchina Garcia, che nell'intervallo è corso ai ripari sostituendo il disorientato Cajuste con Anguissa. Dal punto di vista tattico è invece cambiato poco, perché nemmeno sotto di una rete il Frosinone si è schiodato (per scelta e necessità) dalla sua metà campo. Di Francesco aspetta rinforzi soprattutto in attacco e sta per avere in prestito proprio dai campioni d'Italia Cheddira, appena rilevato dal Bari.
Il Napoli può invece permettersi di fare a meno di Kvaratskhelia e ne ha approfittato per dare spazio a Raspadori, anche se ne ha risentito un po' l'equilibrio a centrocampo e la difesa è stata presa d'infilata di nuovo e il bravo Baez (11') ha impegnato su punizione Meret: dopo un fallo in ripiegamento di Rrahmani. Ma la migliore occasione è capitata poco dopo a Osimhen, che ha mandato alto il pallone su assist di Zielinski. Poi il caldo ha iniziato a presentare il conto e il ritmo è calato, con il Frosinone che ha provato per la prima volta a guadagnare metri. Ancora Lobotka ha sfiorato tuttavia il tris dalla distanza e con le squadre più lunghe è venuta fuori la qualità degli azzurri, con Raspadori che ha impegnato sotto misura Turati (27'). Garcia ha atteso la mezz'ora per immettere forze fresche: Mario Rui ed Elmas al posto di Olivera e Politano. Ci ha pensato però di nuovo il capitano Di Lorenzo (secondo assist di giornata) a mandare in porta Osimhen per il colpo del ko (34' st). Di gestione il finale, con i tifosi al seguito in festa e il neo entrato Simeone vicino al poker. Ancora Marcenaro ha negato un rigore a Zielinski e ha ammonito Garcia per proteste, motivate. Buona la prima, per i campioni d'Italia in carica. Al netto di un arbitraggio rivedibile.