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Napoli-Lazio 1-2: Luis Alberto e Kamada regalano la prima vittoria in campionato all’ex Sarri

Daichi Kamada

 (afp)
Biancocelesti avanti grazie a un meraviglioso colpo di tacco dello spagnolo (che a fine partita attacca l’arbitro Colombo), poi il pareggio di Zielinski. Dopo la rete del giapponese il Var annulla per fuorigioco i gol di Zaccagni e Guendouzi
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NAPOLI — La differenza l’hanno fatta le mosse delle panchine e dalla notte del Maradona è uscito con le braccia alzate Maurizio Sarri, che ha interrotto dopo quasi un anno il dominio del Napoli in vetta alla classifica e ha inflitto a Rudi Garcia una lezione pesante, al di là del risultato di misura (2-1) con cui la Lazio s’è imposta a Fuorigrotta. La ripresa è stata infatti a senso unico e il passivo per gli azzurri solo per caso non è stato più netto. Ha vinto la squadra più lucida, cinica e soprattutto meglio organizzata.

«la cronaca della partita»

Lazio a Napoli con l’obbligo di vincere

La partita a scacchi mai banale con Sarri era un altro test per la riammissione ad alti livelli di Garcia: sparito per un bel po’ dai radar del calcio di élite, di ritorno in Serie A dopo sette stagioni e chiamato soprattutto a tenere botta nel confronto a distanza molto impegnativo con Spalletti. La chiesa al centro del villaggio a Napoli c’è già e il tecnico francese deve fare in modo che ci rest…

NAPOLI — La differenza l’hanno fatta le mosse delle panchine e dalla notte del Maradona è uscito con le braccia alzate Maurizio Sarri, che ha interrotto dopo quasi un anno il dominio del Napoli in vetta alla classifica e ha inflitto a Rudi Garcia una lezione pesante, al di là del risultato di misura (2-1) con cui la Lazio s’è imposta a Fuorigrotta. La ripresa è stata infatti a senso unico e il passivo per gli azzurri solo per caso non è stato più netto. Ha vinto la squadra più lucida, cinica e soprattutto meglio organizzata.

«la cronaca della partita»

Lazio a Napoli con l’obbligo di vincere

La partita a scacchi mai banale con Sarri era un altro test per la riammissione ad alti livelli di Garcia: sparito per un bel po’ dai radar del calcio di élite, di ritorno in Serie A dopo sette stagioni e chiamato soprattutto a tenere botta nel confronto a distanza molto impegnativo con Spalletti. La chiesa al centro del villaggio a Napoli c’è già e il tecnico francese deve fare in modo che ci resti, potendo contare grossomodo sulla stessa squadra (al netto dell’addio di Kim) che ha appena vinto lo scudetto per manifesta superiorità. Per questo dal confronto diretto al Maradona tra la prima e la seconda dello scorso campionato era attesa in primis una risposta (negativa, per ora) sulle possibilità di ripetersi degli azzurri, alle prese con le inevitabili incognite legate all’inizio di un nuovo corso. Ma la posta in palio nell’anticipo era già fondamentale anche per la Lazio, arrivata a Fuorigrotta con l’acqua alla gola dopo le due sorprendenti sconfitte subite contro Lecce e Genoa.

Gol di tacco di Luis Alberto

Sarri aveva cominciato la stagione in salita (una costante, nella sua carriera) e per farsi coraggio si è aggrappato al precedente abbastanza fresco di sei mesi fa: gol di Vecino, stadio Maradona sbancato e platonica lezione a Spalletti, in una delle rare serate storte del Napoli dei record. Lasciare il pallino nelle mani degli avversari era stata la mossa vincente lo scorso 3 marzo e il Comandante l’ha riproposta - snaturandosi un po’ - anche nella sfida di sabato sera, accettando a lungo di difendersi nella sua area dagli assalti spumeggianti degli azzurri. In cima alle priorità di Garcia non sembra esserci per il momento l’equilibrio e i campioni d’Italia hanno attaccato dunque quasi sempre a pieno organico, con il duplice torto di fallire però troppe occasioni per fare centro con Kvaratskhelia, Olivera e Osimhen e di esporsi alle ripartenze della Lazio. La prima davvero efficace è arrivata alla mezzora esatta ed è bastata a Luis Alberto per beffare Meret di tacco, su assist di Felipe Anderson. Ma Zielinski è riuscito a ristabilire l’equilibrio in una manciata di secondi, beffando Provedel con un tiro deviato addirittura da due difensori: Kamada e Romagnoli. Poi il pareggio ha resistito fino all’intervallo.

Dominio Lazio nel secondo tempo

Le due squadre ci sono arrivate però in condizioni psicofisiche diverse: il Napoli dopo aver speso moltissimo e raccolto poco, la Lazio più fresca e con la consapevolezza di poter colpire a sua volta, di rimessa e non solo. Il campo si è così allungato di colpo e Sarri ha messo a nudo le fragilità degli schemi di Garcia dalla cintola in su: con un centrocampo troppo sbilanciato in avanti e la difesa pure per questo più perforabile. Provedel ha negato di nuovo il bis a Zielinski ed è iniziata quasi fisiologicamente un’altra partita, indirizzata in avvio di ripresa dal primo gol in Serie A del giapponese Kamada e tenuta aperta fino alla fine soltanto dal Var, con altre due reti di Zaccagni e Guendouzi cancellate dopo la revisione per fuorigioco. Ma gli azzurri non sono riusciti ad approfittarne: stanchi, frastornati e troppo sbilanciati dalle mosse della panchina, con tutti gli attaccanti disponibili gettati insieme nella mischia. Era una trappola, Monsieur Rudi.

Luis Alberto contro l’arbitro

A Fine partita Luis Alberto si è scagliato contro l’arbitro Colombo: "Con questi arbitri che non sanno parlare non si può giocare, qui devono venire arbitri con personalità a fischiare, perché così ammazzano il lavoro di una settimana. Tre giorni fa gli arbitri sono venuti a parlare con noi e oggi fischiano così. Il lavoro di una settimana non si può buttare per una persona. Lo dico oggi che abbiamo vinto".

Il tabellino di Napoli-Lazio

NAPOLI 1 (32' pt Zielinski)

LAZIO 2 (30' pt Luis Alberto, 7' st Kamada)

Napoli (4-3-3): Meret 5.5 - Di Lorenzo 6, Rrahmani 6.5, Juan Jesus 5.5, Olivera 5 (20' st Mario Rui 5) - Anguissa 5.5, Lobotka 5.5, Zielinski 6.5 (39' st Simeone sv) - Politano 5.5 (30' st Lindstrom 5.5), Osimhen 5, Kvaratskhelia 6 (20' st Raspadori 5.5). All. Garcia 5.

Lazio (4-3-3): Provedel 6.5 - Marusic 6.5, Casale 7, Romagnoli 6, Hysaj 6 (35' st Pellegrini sv) - Kamada 7 (19' st Guendouzi 6.5), Cataldi 6, Luis Alberto 7 - Felipe Anderson 6.5 (35' st Pedro sv), Immobile 6 (48' st Castellanos sv), Zaccagni 6.5 (48' st Isaksen sv). All. Sarri 7.
Arbitro: Colombo 5.5
Note: ammoniti Zaccagni, Garcia e Luis Alberto. Spettatori 45 mila circa.

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