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Calzona, buona la prima ma con riserva. Ora il Napoli deve ripartite in campionato

Francesco Calzona in panchina (ansa)
Il pari contro il Barcellona e la reazione della squadra sono le cose positive registrate dal nuovo tecnico. Domenica la delicata trasferta di Cagliari, Ngonge e Politano a rischio
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NAPOLI - Non c'è molto da salvare, al di là della reazione d'orgoglio nel finale e ancora di più del risultato. Ma per una volta può andare bene così, perché alla sfida di Champions con il Barcellona il Napoli si era presentato con le spalle al muro dopo l'esonero di Walter Mazzarri e al suo arrivo sulla panchina Francesco Calzona ha avuto solamente 24 ore per mettere in campo la squadra, dovendo oltretutto affrontare subito un ostacolo di grande difficoltà.

Più luci che ombre

Era una mossa della disperazione e per questo lo striminzito pareggio strappato al Maradona contro i blaugrana non può essere buttato via, anche se nei 90' degli azzurri le ombre hanno offuscato le luci e i 50 mila tifosi presenti allo stadio di Fuorigrotta hanno rivisto per un'ora abbondan…

NAPOLI - Non c'è molto da salvare, al di là della reazione d'orgoglio nel finale e ancora di più del risultato. Ma per una volta può andare bene così, perché alla sfida di Champions con il Barcellona il Napoli si era presentato con le spalle al muro dopo l'esonero di Walter Mazzarri e al suo arrivo sulla panchina Francesco Calzona ha avuto solamente 24 ore per mettere in campo la squadra, dovendo oltretutto affrontare subito un ostacolo di grande difficoltà.

Più luci che ombre

Era una mossa della disperazione e per questo lo striminzito pareggio strappato al Maradona contro i blaugrana non può essere buttato via, anche se nei 90' degli azzurri le ombre hanno offuscato le luci e i 50 mila tifosi presenti allo stadio di Fuorigrotta hanno rivisto per un'ora abbondante una mesta sintesi dei malanni della stagione: dagli squilibri tattici della gestione di Garcia, alla inconsistenza offensiva delle ultime gare.

Domenica a Cagliari

La coperta resta corta e otto mesi di guai non si possono cancellare con la bacchetta magica. Ma a far ben sperare il nuovo allenatore c'è stata perlomeno la ribellione di Osimhen e compagni alla ennesima delusione, che è servita pure per non compromettere l'obiettivo della qualificazione per gli ottavi di finale. Il passaggio del turno è infatti ancora in equilibrio e si deciderà solamente nel ritorno in Spagna di martedì 12 marzo. Di più Calzona non poteva fare e il suo lavoro dovrà essere valutato almeno sul medio periodo, anche se non c'è tempo da perdere e dietro l'angolo incombe già la trasferta di domenica pomeriggio a Cagliari.

Victor Osimhen, 25 anni (afp)

Traoré in crescita

Il battesimo di fuoco in Europa è passato e si sono solamente intuite le intenzioni del nuovo tecnico, che chiede al Napoli di serrare le fila in difesa e di costruire il suo gioco dal basso. Contro il Barcellona gli azzurri hanno subito il pressing degli avversari e per questo s'è visto qualcosa di buono solo nel finale, quando i ritmi in mezzo al campo si sono abbassati e c'è stato più margine di manovra per Anguissa e Lobotka. Ma la squadra è migliorata specialmente per l'ingresso di Traoré, che garantisce molta più qualità di Cajuste. L'ivoriano sembra già imprescindibile, pur non avendo ancora i 90' nelle gambe. In organico c'è tuttavia anche Zielinski (escluso in Champions dopo essersi promesso all'Inter) e l'alternanza tra i due almeno in campionato va presa comunque in seria considerazione.

Ngonge e Politano in infermeria

In attacco invece tira aria un'altra volta di emergenza, con Ngonge e Politano in infermeria. Si è visto subito però che il recupero di Osimhen basta e avanza a spostare gli equilibri, nonostante la sua condizione di forma approssimativa. E le soluzioni di scorta non mancano, con Lindstrom, Simeone e Raspadori pronti con Kvaratskhelia a dare consistenza al reparto offensivo. Più tiri in porta, gol e vittorie: la ricetta per risalire è semplice.

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