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L’ultimo bivio di Conte, stravolgere il Napoli per dimenticare la crisi

Antonio Conte (afp)

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Contro l’Atalanta alle 20.45 gli azzurri inseguono una vittoria che manca da quasi un mese. Neres e Lang alle spalle di Hojlund: così il tecnico vuole tornare al gol
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Ruota tutto intorno alla sua solitudine da numero primo, alla bulimica fame di vittorie che Antonio Conte ha un bisogno impellente e quasi fisico di saziare, a maggior ragione dopo avere digiunato per quasi un mese sulla panchina del Napoli. L’ultimo successo stagionale degli azzurri risale infatti alla lontana trasferta del 28 ottobre a Lecce e da allora solamente briciole: i pareggi senza reti contro Como ed Eintracht di Francoforte, insipido antipasto della successiva domenica a bocca asciutta dei campioni d’Italia, a Bologna.

Il silenzio di Conte

Era l’ultima partita prima della sosta di campionato e da allora si sono perse le tracce del tecnico pugliese: rimasto barricato per una settimana sabbatica nel suo buen retiro torinese e poi al centro spo…

Ruota tutto intorno alla sua solitudine da numero primo, alla bulimica fame di vittorie che Antonio Conte ha un bisogno impellente e quasi fisico di saziare, a maggior ragione dopo avere digiunato per quasi un mese sulla panchina del Napoli. L’ultimo successo stagionale degli azzurri risale infatti alla lontana trasferta del 28 ottobre a Lecce e da allora solamente briciole: i pareggi senza reti contro Como ed Eintracht di Francoforte, insipido antipasto della successiva domenica a bocca asciutta dei campioni d’Italia, a Bologna.

Il silenzio di Conte

Era l’ultima partita prima della sosta di campionato e da allora si sono perse le tracce del tecnico pugliese: rimasto barricato per una settimana sabbatica nel suo buen retiro torinese e poi al centro sportivo di Castel Volturno, dove ha trascorso in rigoroso silenzio anche la vigilia dell’anticipo di stasera al Maradona contro l’Atalanta. Quello che gli sta passando per la testa è stato subito molto chiaro ad Aurelio De Laurentiis, che ha imparato a conoscere gli spigoli caratteriali dell’ex ct e per questo gli ha suggerito con prontezza una pausa di riflessione. Qualcosa di simile era del resto già successo nel post scudetto, alla fine del mese di maggio, quando in poche ore i due erano passati dal probabile divorzio alla seconda luna di miele. Allora c’era però da smaltire un’abbuffata storica, mentre adesso lo stomaco è vuoto per una dieta imprevista. Ma il presidente ha utilizzato la stessa strategia attendista: blindando pubblicamente la panchina per rasserenare i tifosi e dando soprattutto il tempo ad allenatore e squadra per guardarsi con calma negli occhi.

Le accuse rivolte da Conte ai suoi giocatori dopo la resa di due settimane fa a Bologna erano state bollenti e farle evaporare un po’ era l’unica soluzione logica per evitare una pericolosa resa dei conti all’interno del Napoli. Il campo da stasera in poi dirà se l’espediente ha funzionato o meno, sotto gli occhi dei 45 mila attesi al Maradona per la delicata partita contro l’Atalanta, che sarà a sua volta molto motivata per il debutto in panchina del napoletano Raffaele Palladino.

Conte cambia modulo

Ma l’altra grande novità dell’anticipo di Fuorigrotta sarà la rivoluzione tattica in casa azzurra: partorita dal faccia a faccia dell’altro ieri nello spogliatoio di Castel Volturno, in cui tecnico e squadra hanno concordato di ripartire da un modulo diverso: il 3-4-2-1. L’emergenza a centrocampo per i gravi infortuni di De Bruyne e Anguissa ha acuito la crisi del gol e i campioni d’Italia sono rimasti senza segnare nelle ultime tre partite. Di qui l’esigenza di cambiare assetto tattico e osare di più, con Neres e Lang alle spalle di Hojlund. Un tridente vero contro l’astinenza da vittorie, perché Antonio ha una fame da lupo.

Tre sfide da non sbagliare

A Bologna il tecnico non aveva visto la stessa voglia negli occhi dei suoi giocatori e per questo si era fatto sentire dentro e fuori dallo spogliatoio con parole forti. Ora tocca agli azzurri convincere Conte che le recenti difficoltà della squadra dipendessero dall’emergenza, non dall’appagamento. Dietro l’angolo ci sono tre sfide ravvicinate e probanti per il futuro dei campioni d’Italia: stasera con l’Atalanta, martedì con il Qarabag e domenica prossima a Roma. Guai se l’astinenza si trasforma in una cura dimagrante.

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