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Hojlund, l’uomo in più. Il vero 9 del Napoli che studia con Lukaku

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Dietro la doppietta del danese alla Juve i consigli del belga che tornerà a Udine dopo quattro mesi di stop
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NAPOLI — La versione 2.0 di Romelu Lukaku costerà al Napoli 50 milioni: i primi 6 già pagati al Manchester United per il prestito oneroso di Rasmus Hojlund, i rimanenti 44 da versare entro il 30 giugno, quando scatterà l’obbligo di riscatto e il cartellino del centravanti danese diventerà a titolo definitivo del club azzurro. Il sigillo di garanzia sulla trattativa l’ha invece messo con la sua autorevole investitura («Abbiamo un centravanti che può diventare un craque») Antonio Conte in persona, che dopo la doppietta alla Juventus s’è ancora più convinto di avere tra le mani il giovane erede di Big Rom. I due hanno in comune il fisico imponente, la naturale predisposizione a sacrificarsi per la squadra e la freddezza davanti alla porta. Ma c’è di più: dalla prossima trasferta di Udine il vecchio e il nuovo idolo del Maradona potranno giocare anche insieme, grazie al recupero del belga dopo 4 mesi di stop. Proprio il suo infortunio ad agosto aveva costretto il Napoli a un colpo last mi…

NAPOLI — La versione 2.0 di Romelu Lukaku costerà al Napoli 50 milioni: i primi 6 già pagati al Manchester United per il prestito oneroso di Rasmus Hojlund, i rimanenti 44 da versare entro il 30 giugno, quando scatterà l’obbligo di riscatto e il cartellino del centravanti danese diventerà a titolo definitivo del club azzurro. Il sigillo di garanzia sulla trattativa l’ha invece messo con la sua autorevole investitura («Abbiamo un centravanti che può diventare un craque») Antonio Conte in persona, che dopo la doppietta alla Juventus s’è ancora più convinto di avere tra le mani il giovane erede di Big Rom. I due hanno in comune il fisico imponente, la naturale predisposizione a sacrificarsi per la squadra e la freddezza davanti alla porta. Ma c’è di più: dalla prossima trasferta di Udine il vecchio e il nuovo idolo del Maradona potranno giocare anche insieme, grazie al recupero del belga dopo 4 mesi di stop. Proprio il suo infortunio ad agosto aveva costretto il Napoli a un colpo last minute.

Napoli in Champions contro il Benfica di Mourinho

I campioni d’Italia stamattina volano in Portogallo alla vigilia della sfida di Champions contro il Benfica di Mourinho col morale alto, dopo avere rafforzato la loro leadership in campionato. Conte ha dato una vigorosa spallata alla crisi autunnale e c’è riuscito pure grazie al fondamentale contributo di Hojlund, costretto a bruciare le tappe del suo apprendistato dopo l’uscita di scena degli altri due leader più carismatici della squadra, De Bruyne e Anguissa, la cui lungodegenza pesa anche fuori dal campo. Ma almeno nello spogliatoio è riapparso il convalescente Lukaku e lavorare accanto a lui sta facendo benissimo a Hojlund: i consigli del maestro hanno aiutato l’allievo a calarsi meglio nei meccanismi dei campioni d’Italia, come si è visto con la Juve. Big Rom, pupillo di Conte, sa meglio di chiunque cosa si aspetta il tecnico leccese dal danese. Lavoro oscuro e sacrifici, innanzitutto. E pazienza se prima della doppietta ai bianconeri l’ex stellina dello United era a secco da due mesi e 915’.

I segreti dell’esplosione di Hojlund

Hojlund ha imparato la lezione. «Devo essere a disposizione dei compagni e non importa chi fa gol». La cultura del lavoro l’aveva invece già nel suo bagaglio. «Il mio idolo è Cristiano Ronaldo, sgobba ogni giorno per migliorarsi. Non ho mai avuto il talento del primo della classe». Ma al bomber danese non manca — al di là dell’umiltà — la convinzione nei suoi mezzi. «I più forti in serie A? Lautaro, Vlahovic, ovviamente Lukaku e poi ci sono io, Rasmus». L’agonismo ce l’ha nel sangue da quando nelle piscine di Copenaghen staccava a stile libero i suoi coetanei, da promessa del nuoto. Il suo destino era però il pallone e dopo gli alti e bassi (con Atalanta e United) l’incontro con Conte può cambiargli la carriera. I due sono fatti l’uno per l’altro e si intendono a meraviglia. Proprio come il tecnico leccese e Lukaku, di cui il nuovo centravanti del Napoli sembra la versione aggiornata. Entrambi introversi fuori dal campo e focosi col pallone tra i piedi. Hojlund vuole concedere un’intervista in italiano solo quando si sentirà padrone della lingua: intanto studia. A Lisbona toccherà ancora all’allievo guidare gli azzurri, in attesa del ritorno del maestro. Big Rom intanto dà una mano dietro le quinte per far crescere il suo erede: 6 reti tra campionato e Champions. La prossima sfida è vederli in coppia: il futuro passa dal presente.

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