De Laurentiis vuole blindare Conte: pronto un nuovo biennale fino al 2029
di Marco AzziNapoli – Il fischio finale lo ha avvolto in un abbraccio, gonfio di riconoscenza e amicizia. Poi sul palco di Riad la scena cult, con la versione di Aurelio De Laurentiis meno egocentrica nei suoi 21 anni di vita spericolata nel calcio. «Dov’è Conte? Cercatemi Antonio». Il presidente aveva la Supercoppa italiana tra le mani e avrebbe potuto tenersela stretta, dopo averla ricevuta dal capitano Di Lorenzo. Invece fremeva per consegnarla al tecnico leccese, a cui è legato da un rapporto di stima non solo professionale e che ritiene il principale artefice del momento magico che sta vivendo il Napoli. «Davvero avevate dubitato di lui? È un condottiero. Due successi così ravvicinati ci mancavano dai tempi di Diego».
De Laurentiis vuole blindare Conte
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Napoli – Il fischio finale lo ha avvolto in un abbraccio, gonfio di riconoscenza e amicizia. Poi sul palco di Riad la scena cult, con la versione di Aurelio De Laurentiis meno egocentrica nei suoi 21 anni di vita spericolata nel calcio. «Dov’è Conte? Cercatemi Antonio». Il presidente aveva la Supercoppa italiana tra le mani e avrebbe potuto tenersela stretta, dopo averla ricevuta dal capitano Di Lorenzo. Invece fremeva per consegnarla al tecnico leccese, a cui è legato da un rapporto di stima non solo professionale e che ritiene il principale artefice del momento magico che sta vivendo il Napoli. «Davvero avevate dubitato di lui? È un condottiero. Due successi così ravvicinati ci mancavano dai tempi di Diego».
De Laurentiis vuole blindare Conte
Bene, bravo, bis. Dallo scudetto di maggio alla Supercoppa di fine dicembre. Conte (arrivato a 10 titoli in carriera) è per il Napoli il Maradona della panchina e ora il progetto di De Laurentiis è aprire un ciclo con l’amico Antonio, fino alla naturale scadenza (giugno 2027) del contratto attuale e magari più a lungo, tant’è che nelle grandi manovre del presidente è già pronta l’offerta di rinnovo per il tecnico. Altro che “pec”, divorzi o storie tese. Il condottiero azzurro va blindato e in fretta, anche per la gioia e la tranquillità dei giocatori, che in Arabia (parola di Politano) hanno giurato fedeltà al loro allenatore. «Siamo pronti a seguirlo fino alla morte».
Uno spogliatoio mai così unito
Un messaggio che rende bene l’idea dell’atmosfera nello spogliatoio, mai così unito e primo sponsor della continuità. Ieri sera di nuovo tutti insieme a cena, in città: staff e squadra, al ritorno in Italia dopo il lungo volo da Riad. Ma oggi a Castel Volturno è prevista la solita razione di due allenamenti: mattina e pomeriggio, che David Neres e i suoi compagni si sobbarcheranno però con il sorriso. L’appetito infatti vien mangiando e il nuovo idolo brasiliano indica la via. «Siamo felici per la Coppa, ora però abbiamo altri obiettivi. Domenica ci aspetta la Cremonese e dovremo eseguire gli ordini del nostro tecnico».
I fantasmi del passato tutti svaniti
Conte non si discute, si segue. Il Napoli è pazzo di lui e la prossima sfida di De Laurentiis è aprire un ciclo con il guru di Lecce, che in una stagione e mezza ha già festeggiato due titoli in azzurro. L’enfasi del presidente nella notte di Riad ha il sapore dell’investitura. «Ci mancava una doppietta così dal 1990, c’era riuscito solo Maradona». Adesso il leader invece è in panchina ed è intorno a lui che club e squadra sono decisi a far quadrato, per continuare a salire più in alto possibile, sul solco aperto grazie alle vittorie del campionato e della Supercoppa con lo scudetto sulle maglie. Altro che vertigini: sono svaniti pure i fantasmi del 2023, con il crollo verticale dopo il trionfo.
Pronto un nuovo biennale fino al 2029
Conte sta insegnando al Napoli anche a gestire bene la sbornia del successo e a (ri)vincere da favorito. Per questo De Laurentiis proverà a blindare l’allenatore con un altro biennale, fino al 2029. Nel volo di rientro dall’Arabia i due sono stati inseparabili: nessuna tensione per il blocco del mercato imposto al club a gennaio, tanto in panchina c’è chi risolve i problemi. A Riad mancavano De Bruyne, Anguissa, Meret e Gilmour, mentre Lukaku ha fatto da spettatore. Ma gli azzurri hanno trionfato lo stesso. Le premesse per aprire un ciclo sembrano esserci tutte, insomma. E anche dal tecnico stanno arrivando segnali di apertura verso il suo presidente, dopo le divergenze della scorsa stagione e i dubbi legati alla mancanza di un centro sportivo all’altezza. È tornato il sereno e nel futuro della coppia si intravedono altri successi, per questo l’ipotesi di un contratto più lungo stuzzica entrambi. La magica notte di Riad può trasformare la pazza idea in un progetto concreto.