Troppo Arsenal per il Napoli: decide Odegaard, 1-0 al Maradona
di Marco AzziIl sinistro vincente di Odegaard
Napoli – Il sigillo sulla terza sconfitta di fila della gestione di Massimiliano Allegri l’ha messo Kevin De Bruyne, vanificando con un sciagurato errore sotto porta l’enorme sforzo fatto dal Napoli per reggere all’urto dell’Arsenal, a cui è bastato il gol di Odegaard nel finale per passare di misura (1-0) al Maradona. Gli azzurri hanno tirato fuori l’orgoglio e nonostante l’emergenza sono rimasti sempre in gara contro i vice campioni d’Europa, senza però interrompere la striscia negativa dopo i precedenti ko con Como e Inter, in campionato. Inutili le contromosse del tecnico livornese, in grande difficoltà pure per le assenze di McTominay e Anguissa.
Allegri in Champions dopo 4 anni
Allegri ritornava in Champions League dopo 4 quattro anni e ha rispolver…
Napoli – Il sigillo sulla terza sconfitta di fila della gestione di Massimiliano Allegri l’ha messo Kevin De Bruyne, vanificando con un sciagurato errore sotto porta l’enorme sforzo fatto dal Napoli per reggere all’urto dell’Arsenal, a cui è bastato il gol di Odegaard nel finale per passare di misura (1-0) al Maradona. Gli azzurri hanno tirato fuori l’orgoglio e nonostante l’emergenza sono rimasti sempre in gara contro i vice campioni d’Europa, senza però interrompere la striscia negativa dopo i precedenti ko con Como e Inter, in campionato. Inutili le contromosse del tecnico livornese, in grande difficoltà pure per le assenze di McTominay e Anguissa.
Allegri in Champions dopo 4 anni
Allegri ritornava in Champions League dopo 4 quattro anni e ha rispolverato tutti i ferri del mestiere, provando a opporsi con la sua esperienza internazionale allo strapotere tecnico di un avversario superiore. Max ha dovuto fare i conti anche con l’emergenza (ko pure Buongiorno, Marianucci e Giovane) e ha dovuto rinunciare in extremis a Lang, punito per un litigio con Vergara. L’olandese era già stato messo ai margini un anno fa per le sue intemperanze e resta un problema. Ma a rendere più difficile la serata del Napoli è stata la contestazione degli ultrà ad Aurelio De Laurentiis, impegnato in una battaglia personale per vietare gli striscioni al Maradona. In campionato si sono opposte le forze dell’ordine, proponendo un tavolo di confronto. In Europa invece il regolamento dà ragione al presidente - balaustre libere - e la ribellione dei gruppi organizzati costerà una multa al club. Il prezzo più salato l’hanno pagato però per mezz’ora gli azzurri: stadio silenzioso e diviso.
Tante occasioni per l’Arsenal
Ma il Napoli ha avuto il merito di imbrigliare lo stesso l’Arsenal, con Allegri che si è messo a specchio con il 4-2-3-1 e ha neutralizzato con un’astuzia gli schemi di Arteta sui calci d’angolo. Il tecnico livornese ha infatti evitato le ammucchiate in area chiedendo a 4 suoi giocatori di restare in avanti, per costringere altrettanti avversari a sacrificarsi in marcatura. Il resto lo ha fatto Meret, decisivo con tre parate su Saka, Merino e Hincapie. Il portiere è rimasto in campo nonostante un fastidio muscolare ed è stato stavolta ben protetto dai compagni di reparto. Gli azzurri non si sono limitati però a guardarsi le spalle e hanno creato pericoli con Alisson, De Bruyne e Politano, gli unici con Hojlund ad avere licenza di contrattaccare. Ne è quindi venuta fuori una sfida più equilibrata del previsto e solo a ridosso dell’intervallo gli inglesi hanno preso il sopravvento, sprecando con Saka.
Le mosse Vergara e Favasuli
Tenere a bada gli inglesi non è uno scherzo e lo sforzo ha presentato il conto al Napoli in avvio di ripresa, con l’Arsenal che ha fallito con Hincapie una chance ancora più clamorosa. Subito graziato Milinkovic, subentrato a Meret. Allegri ha capito le difficoltà dei suoi e pure l’infortunio (l’ennesimo) di Allison l’ha spinto a correre ai ripari con due cambi difensivi: dentro Vergara e il debuttante Favasuli, il secondo al posto di Politano. Modulo 5-3-2 e azzurri ancora di più in trincea, ma finalmente sostenuti dal tifo compatto dei 45 mila del Maradona. Arteta aveva però altri assi in panchina e per l’ultimo assalto ha gettato nella mischia Bruno Guimaraes, Madueke, Havertz e Tzolis, che ha trasformato il suo primo pallone giocato nell’assist per il gran gol di Odegaard, alla mezz’ora. Nullo invece l’impatto dall’altra parte di Neres e Lucca: le mosse della disperazione di Max. Troppo poco per evitare il terzo ko di fila.
Napoli (4-2-3-1): Meret 7 (1' st Milinkovic 6) - Di Lorenzo 6, Rrahmani 6.5, Rafa Marin 6.5, Olivera 5.5 - Gilmour 6, Lobotka 6.5 (31' st Lucca 5) - Politano 6 (13' st Favasuli 6), De Bruyne 5, Alisson Santos 5 (13' st Vergara 6) - Hojlund 6 (31' st Neres sv). All. Allegri 6.
Arsenal (4-2-3-1): Raya 6 - White 6 (37' st Zubimendi sv), Konsa 6.5, Gabriel 6, Hincapie 5.5 - Rice 6.5, Merino 6 (21' st Bruno Guimaraes 6) - Saka 5 (28' st Madueke 5.5), Odegaard 7, Eze 5 (21' st Tzolis 6) - Gyokeres 5.5 (28' st Havertz 6.5). All. Arteta 6.5.
Arbitro: Nyberg (Svezia) 6 Rete: 30' st Odegaard
Note: amm. Gilmour, Lucca e Odegaard. Spettatori 45 mila circa.