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Napoli in caduta libera, i numeri del disastro di Allegri: mai così male nell’era De Laurentiis

La delusione di McTominay al termine di Juve-Napoli 

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La sconfitta contro la Juve fa precipitare gli azzurri a -14 dalla Lazio capolista e a -9 dalla zona Champions. Già 6 ko in 13 partite. Il tecnico sulla graticola, mercoledì c’è il Porto in emergenza totale
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TORINO - Come sul Titanic. Il Napoli è sul punto di colare a picco e a bordo si sente ancora suonare la musica, in un mix di noncuranza e sottovalutazione del pericolo da cui non si salva nessuno: società, staff tecnico e squadra. La parola d'ordine dopo la resa di Torino è stata infatti sempre la stessa: minimizzare. "Siamo solo alla decima giornata di campionato, basta lavorare e risaliremo". Il ko con la Juve di domenica sera – quarta sconfitta in dieci giornate, peggior avvio di sempre in serie A sotto la gestione De Laurentiis - ha fatto però dei danni quasi irreparabili: -14 dalla vetta della classifica e soprattutto -9 dalla zona Champions, quando è appena iniziato il mese di novembre. Altroché se bisognerebbe correre ai ripari.

De Laurentiis e…

TORINO - Come sul Titanic. Il Napoli è sul punto di colare a picco e a bordo si sente ancora suonare la musica, in un mix di noncuranza e sottovalutazione del pericolo da cui non si salva nessuno: società, staff tecnico e squadra. La parola d'ordine dopo la resa di Torino è stata infatti sempre la stessa: minimizzare. "Siamo solo alla decima giornata di campionato, basta lavorare e risaliremo". Il ko con la Juve di domenica sera – quarta sconfitta in dieci giornate, peggior avvio di sempre in serie A sotto la gestione De Laurentiis - ha fatto però dei danni quasi irreparabili: -14 dalla vetta della classifica e soprattutto -9 dalla zona Champions, quando è appena iniziato il mese di novembre. Altroché se bisognerebbe correre ai ripari.

De Laurentiis e la cessione del club

Invece solamente i tifosi si stanno rendendo conto della gravità della crisi, perché dall'interno non si muove una foglia. Aurelio De Laurentiis si era limitato a minacciare un ritiro punitivo dopo la figuraccia di metà ottobre a Venezia, ma poi (convinto dai suoi collaboratori, in primis il ds Manna) ha subito messo da parte il bastone e si è defilato di nuovo, mentre imperversano i rumors sulla possibile cessione del club, alimentati con la sua parziale apertura proprio dal presidente. "Se c'è qualcuno in grado di ripagare i miei sacrifici nel calcio, si faccia avanti".

Allegri in tribuna a Torino 

La scelta di Allegri

Il numero uno azzurro intanto compra i terreni per il centro sportivo e sogna lo stadio di proprietà, per mettersi nelle condizioni di chiedere di più ai potenziali compratori e allo stesso tempo disinteressandosi del tracollo sul campo. Restare a galla in attesa degli eventi: era questo il piano estivo alla Filmauro e si spiega così la scelta troppo conservativa di affidare la panchina a Massimiliano Allegri, che a giugno era stato preferito per la sua fama di gestore a Vincenzo Italiano. Il tecnico livornese sta tuttavia fallendo la sua missione e ha capito tardi quello che a Castel Volturno sapevano tutti: dirigenti, funzionari e giocatori avevano voglia solo di staccare la spina, dopo essere stati costretti agli straordinari nel biennio di Antonio Conte. Poche le motivazioni, tantissimo lo stress. Non sono affatto un caso le 6 sconfitte già arrivate nelle prime 13 partite ufficiali della stagione, conseguenza diretta di una arrendevolezza che fa rima con stanchezza mentale, oltre che fisica.

Il contratto, il modulo, il mercato

Era un Napoli a fine ciclo e invece in estate De Laurentiis ha rinunciato nel nome dell'austerity al mercato. "Siamo forti così". Con una postilla. "Allegri è un aziendalista e non ci chiederà acquisti". Detto e fatto: Max si è "accontentato" di un contratto triennale ed è entrato in punta di piedi nello spogliatoio, con le maniere morbidi di chi vuole farsi ben volere. Condivisa con la squadra è stata persino la scelta del modulo, col ritorno al 4-3-3 che era stato spedito in soffitta da Conte, ma ancora amato dal gruppo dei veterani. Nemmeno la terapia della distensione è bastata però ridare vigore agli azzurri, perché mollare le briglie di un cavallo già scosso può rivelarsi una pessima idea. Di sicuro è stato invece un errore puntare sui giocatori bocciati dalla precedente gestione tecnica, visto che Lucca, Lang, Beukema e Marianucci (espulso con la Juve) continuano a non essere all'altezza delle alte aspettative.

Vietato sbagliare in Champions

Ma De Laurentiis ha chiesto ad Allegri di provare a rivalutarli e Max non si sta tirando indietro, con un aziendalismo di sostanza (e non di facciata) che lo ha reso finora intoccabile nonostante le 6 sconfitte tra campionato e Champions. Nel calcio però il primo a pagare resta sempre l'allenatore e per questo dopo l'ennesimo ko con la Juve sul Titanic azzurro potrebbe spegnersi la musica. Dietro l'angolo incombe infatti come una minaccia la trasferta di mercoledì sera a Oporto, dove il Napoli non può permettersi un altro passo falso e ha bisogno urgente di muovere almeno con un pareggio la classifica. L'Europa è il jackpot del presidente e guai se non sarà superato il maxi girone iniziale.

I giocatori del Napoli al termine della sfida con la Juve (reuters)

Emergenza senza fine

La partenza anticipata per il Portogallo, direttamente dall'aeroporto di Caselle e senza rientrare a casa, permetterà alla squadra di riordinare le idee restando in ritiro fino a mercoledì sera. Ma l’emergenza non accenna a diminuire e anzi aumenta. Di Lorenzo e Olivera (oltre a Marianucci, che non è in lista Uefa) non partiranno con la squadra, ci sarà invece De Bruyne. Certo invece il recupero di Hojlund. Giocatori e tecnico sono sulla stessa barca e per evitare che affondi serve una reazione subito.

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