Parma-Lazio 0-0: emozioni solo nel recupero, il pari va bene agli emiliani
Due gol annullati (giustamente) a Paletta e Kozak nei minuti finali gli unici lampi di una partita giocata su ritmi blandi. Il risultato fa comodo alla squadra di Donadoni, quasi salva, mentre per i biancocelesti si allontana anche l'Europa Leaguedall'inviato FRANCESCO SAVERIO INTORCIA
PARMA - L'ultimo minuto è un brivido caldo e lungo, al termine di un pomeriggio da sbadigli, fra due squadre col fiatone. Il cronometro dice 49 minuti e qualche spicciolo quando Parolo calcia la penultima punizione, Marchetti non trattiene, Belfodil svirgola, Paletta insacca e il guardalinee Preti dice che è fuorigioco. Giusto. Sarebbe finita qui, invece c'è tempo perché pure Kozak si disperi: zampata sull'ultimo piazzato, palla dentro ma l'altro assistente, Galloni, scorge e sbandiera un offside infinitesimale quanto ineccepibile.
Lo zero a zero fra Parma e Lazio è uno sbadiglio condito da stanchezza e rimpianti, che però non stupisce, a leggere il ruolino delle due squadre nel ritorno: prima del match, solo il Pescara aveva fatto peggio, se il campionato fosse cominciato a gennaio questo sarebbe stato uno spareggio fra disperate stanche. Invece il Parma inseguiva l'ultimo chiodino per la salvezza (preso), mentre la Lazio non è riuscit…
Lo zero a zero fra Parma e Lazio è uno sbadiglio condito da stanchezza e rimpianti, che però non stupisce, a leggere il ruolino delle due squadre nel ritorno: prima del match, solo il Pescara aveva fatto peggio, se il campionato fosse cominciato a gennaio questo sarebbe stato uno spareggio fra disperate stanche. Invece il Parma inseguiva l'ultimo chiodino per la salvezza (preso), mentre la Lazio non è riuscit…
PARMA - L'ultimo minuto è un brivido caldo e lungo, al termine di un pomeriggio da sbadigli, fra due squadre col fiatone. Il cronometro dice 49 minuti e qualche spicciolo quando Parolo calcia la penultima punizione, Marchetti non trattiene, Belfodil svirgola, Paletta insacca e il guardalinee Preti dice che è fuorigioco. Giusto. Sarebbe finita qui, invece c'è tempo perché pure Kozak si disperi: zampata sull'ultimo piazzato, palla dentro ma l'altro assistente, Galloni, scorge e sbandiera un offside infinitesimale quanto ineccepibile.
Lo zero a zero fra Parma e Lazio è uno sbadiglio condito da stanchezza e rimpianti, che però non stupisce, a leggere il ruolino delle due squadre nel ritorno: prima del match, solo il Pescara aveva fatto peggio, se il campionato fosse cominciato a gennaio questo sarebbe stato uno spareggio fra disperate stanche. Invece il Parma inseguiva l'ultimo chiodino per la salvezza (preso), mentre la Lazio non è riuscita a sfatare il tabù esterno. Lontano dall'Olimpico arriva un pari dopo cinque sconfitte consecutive, solo nel derby (in "casa" Roma) Petkovic aveva preso un altro punticino esterno in questo periodo. La vittoria on the road manca da dicembre, troppo per una squadra con ambizioni europee. Se non vincerà la Coppa Italia, dovrà puntare al sesto posto: l'Udinese è due punti più su, ma fino a sabato scorso la Lazio era a +3 sui friulani.
Senza Lulic, Gonzalez e Cana, con Hernanes e Ledesma acciaccati ma in campo, Petkovic esclude Mauri ("Pensavo che altri potessero darmi di più stavolta") e schiera una squadra a trazione anteriore con un tridente mascherato, Candreva e Ederson a supporto di Klose. Pure Donadoni sceglie il 4-3-3, lanciando insieme Biabiany, Amauri e Belfodil. Ma l'abbondanza di punte, anziché spettacolo, fa solo ingolfare la manovra.
Il primo tempo è di rara bruttezza, segnato da una sola parata, provvidenziale, operata da Marchetti all'alba del match: decisivo il riflesso del portiere laziale sull'incornata di Amauri (3'). Poi, botte da orbi ignorate da Calvarese che dirige all'inglese, e taccuini mestamente vuoti, a meno di non sopravvalutare due apparizioni di Klose in area avversaria. Non si gira bene il tedesco al minuto 10, e perde il tempo del tiro, mentre se lo fa rimpallare al 25' su invito di Candreva, unica azione tentata per davvero dalla Lazio. Nervosa, irritata per alcune decisioni arbitrali, la Lazio ha uno spavento al 38' su un mischione che non sortisce però effetti.
Meglio i biancocelesti nella ripresa, anche se l'apertura è identica: 50 secondi e un'occasione enorme per Amauri, la cui girata di destro esce d'un nulla. Il Parma è volenteroso ma scialbo, e se Dias stoppa Parolo al momento propizio (24'), Valdes e Amauri da fuori non trovano il bersaglio. La Lazio ha invece le occasioni migliori: limpida quella sciupata da Ederson (12', destro fuori), incredibile quella divorata da Kozak appena entrato, alla mezzora, su invito di Ledesma (tiro sui piedi di Mirante in uscita). Con l'ingresso del ceco e di Floccari, l'assalto di Petkovic sembra fruttare: Radu però mette fuori di testa e s'infortuna, Floccari spara a lato a botta sicura, Kozak finalmente insacca e fa impazzire di gioia il suo allenatore. Ma quando Petkovic si libera dall'abbraccio del suo vice, Manicone, riapre gli occhi e capisce che è sfumato tutto, il gol e la vittoria.
Parma-Lazio 0-0 (0-0)
Parma (4-3-3): Mirante; Benalouane, Paletta, Lucarelli, Mesbah (34' st Gobbi); Marchionni (25' st Ninis), Valdes, Parolo; Biabiany (25' st Sansone), Amauri, Belfodil. (Bajza, Pavarini, Coda, Rosi, Santacroce, Boniperti, Galloppa, Morrone, Strasser). All.: Donadoni
Lazio (4-5-1): Marchetti; Konko, Biava, Dias, Radu (37' st Pereirinha); Candreva, Onazi, Ledesma, Hernanes, Ederson (21' st Floccari); Klose (30' st Kozak). (Bizzarri, Scarfagna, Ciani, Stankevicius, Crecco, Mauri, Rozzi, Saha). All.: Petkovic
Arbitro: Calvarese di Teramo
Ammoniti: Valdes, Marchionni, Parolo e Ninis per gioco falloso, Candreva per simulazione, Amauri per proteste
Espulso: Biava al 48' st per doppia ammonizione
Recupero: 0 e 5'
Lo zero a zero fra Parma e Lazio è uno sbadiglio condito da stanchezza e rimpianti, che però non stupisce, a leggere il ruolino delle due squadre nel ritorno: prima del match, solo il Pescara aveva fatto peggio, se il campionato fosse cominciato a gennaio questo sarebbe stato uno spareggio fra disperate stanche. Invece il Parma inseguiva l'ultimo chiodino per la salvezza (preso), mentre la Lazio non è riuscita a sfatare il tabù esterno. Lontano dall'Olimpico arriva un pari dopo cinque sconfitte consecutive, solo nel derby (in "casa" Roma) Petkovic aveva preso un altro punticino esterno in questo periodo. La vittoria on the road manca da dicembre, troppo per una squadra con ambizioni europee. Se non vincerà la Coppa Italia, dovrà puntare al sesto posto: l'Udinese è due punti più su, ma fino a sabato scorso la Lazio era a +3 sui friulani.
Senza Lulic, Gonzalez e Cana, con Hernanes e Ledesma acciaccati ma in campo, Petkovic esclude Mauri ("Pensavo che altri potessero darmi di più stavolta") e schiera una squadra a trazione anteriore con un tridente mascherato, Candreva e Ederson a supporto di Klose. Pure Donadoni sceglie il 4-3-3, lanciando insieme Biabiany, Amauri e Belfodil. Ma l'abbondanza di punte, anziché spettacolo, fa solo ingolfare la manovra.
Il primo tempo è di rara bruttezza, segnato da una sola parata, provvidenziale, operata da Marchetti all'alba del match: decisivo il riflesso del portiere laziale sull'incornata di Amauri (3'). Poi, botte da orbi ignorate da Calvarese che dirige all'inglese, e taccuini mestamente vuoti, a meno di non sopravvalutare due apparizioni di Klose in area avversaria. Non si gira bene il tedesco al minuto 10, e perde il tempo del tiro, mentre se lo fa rimpallare al 25' su invito di Candreva, unica azione tentata per davvero dalla Lazio. Nervosa, irritata per alcune decisioni arbitrali, la Lazio ha uno spavento al 38' su un mischione che non sortisce però effetti.
Meglio i biancocelesti nella ripresa, anche se l'apertura è identica: 50 secondi e un'occasione enorme per Amauri, la cui girata di destro esce d'un nulla. Il Parma è volenteroso ma scialbo, e se Dias stoppa Parolo al momento propizio (24'), Valdes e Amauri da fuori non trovano il bersaglio. La Lazio ha invece le occasioni migliori: limpida quella sciupata da Ederson (12', destro fuori), incredibile quella divorata da Kozak appena entrato, alla mezzora, su invito di Ledesma (tiro sui piedi di Mirante in uscita). Con l'ingresso del ceco e di Floccari, l'assalto di Petkovic sembra fruttare: Radu però mette fuori di testa e s'infortuna, Floccari spara a lato a botta sicura, Kozak finalmente insacca e fa impazzire di gioia il suo allenatore. Ma quando Petkovic si libera dall'abbraccio del suo vice, Manicone, riapre gli occhi e capisce che è sfumato tutto, il gol e la vittoria.
Parma-Lazio 0-0 (0-0)
Parma (4-3-3): Mirante; Benalouane, Paletta, Lucarelli, Mesbah (34' st Gobbi); Marchionni (25' st Ninis), Valdes, Parolo; Biabiany (25' st Sansone), Amauri, Belfodil. (Bajza, Pavarini, Coda, Rosi, Santacroce, Boniperti, Galloppa, Morrone, Strasser). All.: Donadoni
Lazio (4-5-1): Marchetti; Konko, Biava, Dias, Radu (37' st Pereirinha); Candreva, Onazi, Ledesma, Hernanes, Ederson (21' st Floccari); Klose (30' st Kozak). (Bizzarri, Scarfagna, Ciani, Stankevicius, Crecco, Mauri, Rozzi, Saha). All.: Petkovic
Arbitro: Calvarese di Teramo
Ammoniti: Valdes, Marchionni, Parolo e Ninis per gioco falloso, Candreva per simulazione, Amauri per proteste
Espulso: Biava al 48' st per doppia ammonizione
Recupero: 0 e 5'