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Parma, Donadoni: "A Udine con agonismo e determinazione. Valdes resta"

L'allenatore dei nero-crociati non crede alla crisi della squadra di Guidolin: "Avranno voglia di rivalsa e noi dovremo disputare una grande partita per portare a casa il risultato". A proposito di mercato smentisce la cessione del regista: "Non è in partenza e Gargano non è il suo sostituto"

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PARMA - A Udine provando a fare un passo avanti rispetto all'esordio con il Chievo, in attesa della chiusura del mercato. Sperava in un avvio di campionato diverso Roberto Donadoni che, dopo il pari casalingo di domenica scorsa, teme la voglia di rivincita dell'Udinese, reduce dalla sconfitta contro la Lazio. Il tecnico degli emiliani non crede che la compagine di Guidolin sia in difficoltà: "Nel recente passato - spiega il tecnico - ha dimostrato di essere una buona squadra. Sapendo quanto è forte e il desiderio di rivalsa che nutrirà per esser stata eliminata nei preliminari di Europa League, al Parma servirà una partita di assoluto valore agonistico, caratterizzata dalla stessa determinazione che, una settimana fa, ha consentito al Chievo di ottenere un punto contro di noi".

Inevitabile, a poche ore dalla chiusura del mercato, parlare delle possibili mosse del Parma: Valdes viene dato in partenza, mentre per l'arrivo di Gargano manca ormai solo l'ufficialità: "Tutti i giocatori che al momento vestono questa maglia sono a mia disposizione ed io li prendo in considerazione in ugual misura, senza alcuna differenza - commenta Donadoni -. Jaime Valdes non è assolutamente sul piede di partenza e, in ogni caso, Walter Gargano non è il giocatore, per caratteristiche, adatto a sostituirlo. Certo, il mercato con questa nuova formula è logorante. Il mio pensiero in merito lo conoscete e credo sia lo stesso di altri miei colleghi. E' assurdo che, dopo due settimane dall'inizio del campionato, la campagna trasferimenti sia ancora aperta". Tornando al calcio giocato, Udinese-Parma è anche la sfida tra Di Natale e Cassano. "E' naturale che due campioni del genere facciano riflettere le luci della ribalta e le attenzioni su di loro, ma i fuoriclasse devono sempre essere supportati dal collettivo", conclude Donadoni.
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