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Parma, Donadoni amaro: "Giocato con dignità, stufo delle chiacchiere"

Il tecnico ducale guarda il bicchiere mezzo pieno dopo la sconfitta di San Siro. "Abbiamo fatto una buona gara, ma paghiamo dazio ad ogni nostro errore". Poi la replica implicita a Cassano: "Sono disgustato"

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MILANO - Roberto Donadoni ha poco da sorridere: il suo Parma contro il Milan ha incassato la 17/a sconfitta stagionale e ora la salvezza sembra un'utopia. "Abbiamo avuto le nostre buone chance nel primo tempo  -  è l'analisi dell'ex Ct  -  anche se alla prima mezza cosa abbiamo pagato dazio con un rigore e secondo me forse a Guida stiamo antipatici, perché ogni volta ci punisce. Eravamo comunque riusciti a pareggiare, abbiamo avuto anche due-tre chance per andare in vantaggio, ma poi non ne avevamo piu', eravamo in debito dal punto di vista fisico".

GIOCATO CON DIGNITA' - Donadoni ha visto, pero', una squadra che ha giocato "con dignita'" e a livello personale "c'è il desiderio di fare al meglio delle proprie possibilità il proprio lavoro: lo devo a me stesso, a questi ragazzi che ho a disposizione, a tutti i sacrifici che hanno fatto. Il resto sono solo chiacchiere che sono stanco di sentire, è gente che sa solo parlare al momento opportuno, dimenticandosi delle cose che succedono e che hanno fatto. Queste cose mi hanno disgustato, poi ognuno è libero di fare quello che vuole. Ho un solo dovere: onorare al massimo la mia professione ed è quello che io e questa squadra stiamo cercando di fare. Ce l'ho con qualcuno in particolare? Se ho qualcosa da dire a qualcuno preferisco farlo di persona, a quattr'occhi".
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SITUAZIONE SOCIETARIA DELICATA - Donadoni assicura che il Parma non sta navigando a vista, "Abbiamo il nostro direttore anche se oggi non era con noi per problemi di salute, ma è lui il nostro punto di riferimento assieme al nostro presidente Kodra. Noi dobbiamo concentrarci sul lavoro, su quello che dobbiamo solo fare, il resto sono solo chiacchiere". Per quanto riguarda il futuro, domani finisce il mercato "e si chiuderà un capitolo. Poi ci saranno delle scadenze a febbraio e quelle porteranno ognuno di noi a fare delle scelte che riterrà più giuste in virtù di quello che accadra'". Ma la salvezza resta l'obiettivo: "Abbiamo il dovere di cercare di fare tutto quello che è possibile, è chiaro che più di questo non si può  -  conclude Donadoni  -  In settimana si lavora con ancora più difficoltà ma non c'è altra via d'uscita".
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