PARMA - Slitta ancora. Rinviato in un primo momento a mercoledì, ora forse l'incontro tra Manenti e il sindaco Pizzarotti si farà forse giovedì. Dopo la telenovela bonifici, ora il presidente gialloblù mette in scena anche il valzer delle date e cancella volta per volta tutti i summit fissati con il primo cittadino. Mercoledì a Collecchio era previsto il faccia a faccia fra il sindaco e il numero uno crociato per programmare il futuro del club, anche a fronte dell'istanza di fallimento presentata dalla Procura per inadempienze fiscali. Il pressing verso Manenti è chiaro: convincerlo a gettare la spugna visto che di soldi per ora non c'è traccia e così agevolare il percorso del Tribunale. Il presidente del Parma però ha ribadito di essere pronto ad andare avanti ma di dirlo in faccia al sindaco per ora non se ne parla.
"SENSAZIONI DRAMMATICHE" - Ufficialmente Manenti non potrà essere a Parma per un problema familiare (la madre dovrà essere sottoposta ad un intervento chirurgico), ma sale ancora di più il nervosismo, soprattutto fra giocatori e dipendenti. Questi ultimi si sono incontrati con i propri rappresentanti sindacali per tutelare i propri diritti. Per gran parte di loro l'ultimo stipendio ricevuto è quello di novembre e da allora non ci sono state più garanzie da parte dei dirigenti che si sono avvicendati alla guida del club. "Le sensazioni sono purtroppo drammatiche e qualcuno deve farsi un esame di coscienza - ha spiegato Mirco Levati, responsabile delle relazioni esterne del Parma Fc - Chi ha lasciato il Parma in queste condizioni non penso dorma sonni tranquilli, o almeno, fossi in loro, non dormirei tranquillo".
PORTATI VIA COMPUTER E STAMPANTI - Dipendenti che ormai non hanno nemmeno più computer e stampanti. Al Centro Sportivo di Collecchio si sono infatti presentati i tecnici di una ditta di informatica e sono stati ritirate le apparecchiature che il Parma Fc aveva in leasing ma che, da mesi, non venivano più pagate. Al Tardini invece ha chiuso i battenti il negozio di merchandising del club 'Parma Store'. Lo spazio vendita era stato dato nelle ultime settimane in gestione dal club crociato alla Erreà, lo sponsor tecnico della società, ma l'azienda ha deciso di restituire le chiavi perché il Parma non aveva mai voluto ufficializzare l'accordo con un contratto scritto.
LUCARELLI: "MI HA CHIAMATO SOLO DE SANCTIS" - Sullo sfondo la prossima trasferta della squadra a Genova. Per ora i giocatori attendono gli eventi, anche se molti di loro hanno già fatto partire la messa in mora del club. "L'unico collega che mi ha chiamato è stato Morgan De Sanctis - ha intanto spiegato il capitano Alessandro Lucarelli -. Gli altri a distanza, quando gli si chiede un parere sulla nostra situazione, esprimono solidarietà, ma nei fatti nessuno si è fatto vivo, a parte Morgan. Bisognerebbe capire che ciò che è successo a noi, in un calcio malato come quello italiano, può accadere a chiunque". "Ribadisco che andremo a Genova con i nostri soldi, con cui pagheremo anche il ritiro - ha aggiunto Lucarelli - Abbiamo una dignità, non vogliamo chiedere l'elemosina: deve essere la Lega a tutelarci. Manenti? Domani è una giornata fondamentale. Ora deve mostrare delle garanzie vere". Sarà per un altro giorno: domani a Collecchio Manenti infatti non ci sarà.
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CASO PARMA IN LEGA IL 6 MARZO - Il caso Parma sarà trattato dai presidenti di serie A nella prossima Assemblea di Lega, il 6 marzo: la vicenda del club emiliano è al secondo punto dell'ordine del giorno.
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I TIFOSI INSISTONO: "PAGHIAMO NOI PULLMAN PER GENOVA" - "Vi portiamo noi a Genova, vi seguiamo anche in serie D". I tifosi sono pronto a dare il proprio contributo per superare le difficoltà anche con gesti concreti. Il centro coordinamento Parmaclub ha messo in campo un'altra iniziativa: "Abbiamo offerto il nostro pullman per portare la squadra a Genova domenica", ha raccontato il presidente Angelo Manfredini, che non nasconde la rabbia per la situazione paradossale in cui è precipitato il club. "Non ci sono le parole per dire quello che stiamo vivendo noi tifosi - ha aggiunto - E' una situazione devastante che ci dà grande amarezza. Hanno rotto un giocattolo che per noi tifosi era una cosa bellissima, veniamo colpiti anche a livello affettivo. Stanno infangando non solo il prestigio di questa squadra ma anche il nome della città e questo non va bene: nella vita ci sta tutto, si può anche sbagliare, ma il rispetto non deve mancare".
"SENSAZIONI DRAMMATICHE" - Ufficialmente Manenti non potrà essere a Parma per un problema familiare (la madre dovrà essere sottoposta ad un intervento chirurgico), ma sale ancora di più il nervosismo, soprattutto fra giocatori e dipendenti. Questi ultimi si sono incontrati con i propri rappresentanti sindacali per tutelare i propri diritti. Per gran parte di loro l'ultimo stipendio ricevuto è quello di novembre e da allora non ci sono state più garanzie da parte dei dirigenti che si sono avvicendati alla guida del club. "Le sensazioni sono purtroppo drammatiche e qualcuno deve farsi un esame di coscienza - ha spiegato Mirco Levati, responsabile delle relazioni esterne del Parma Fc - Chi ha lasciato il Parma in queste condizioni non penso dorma sonni tranquilli, o almeno, fossi in loro, non dormirei tranquillo".
PORTATI VIA COMPUTER E STAMPANTI - Dipendenti che ormai non hanno nemmeno più computer e stampanti. Al Centro Sportivo di Collecchio si sono infatti presentati i tecnici di una ditta di informatica e sono stati ritirate le apparecchiature che il Parma Fc aveva in leasing ma che, da mesi, non venivano più pagate. Al Tardini invece ha chiuso i battenti il negozio di merchandising del club 'Parma Store'. Lo spazio vendita era stato dato nelle ultime settimane in gestione dal club crociato alla Erreà, lo sponsor tecnico della società, ma l'azienda ha deciso di restituire le chiavi perché il Parma non aveva mai voluto ufficializzare l'accordo con un contratto scritto.
LUCARELLI: "MI HA CHIAMATO SOLO DE SANCTIS" - Sullo sfondo la prossima trasferta della squadra a Genova. Per ora i giocatori attendono gli eventi, anche se molti di loro hanno già fatto partire la messa in mora del club. "L'unico collega che mi ha chiamato è stato Morgan De Sanctis - ha intanto spiegato il capitano Alessandro Lucarelli -. Gli altri a distanza, quando gli si chiede un parere sulla nostra situazione, esprimono solidarietà, ma nei fatti nessuno si è fatto vivo, a parte Morgan. Bisognerebbe capire che ciò che è successo a noi, in un calcio malato come quello italiano, può accadere a chiunque". "Ribadisco che andremo a Genova con i nostri soldi, con cui pagheremo anche il ritiro - ha aggiunto Lucarelli - Abbiamo una dignità, non vogliamo chiedere l'elemosina: deve essere la Lega a tutelarci. Manenti? Domani è una giornata fondamentale. Ora deve mostrare delle garanzie vere". Sarà per un altro giorno: domani a Collecchio Manenti infatti non ci sarà.
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CASO PARMA IN LEGA IL 6 MARZO - Il caso Parma sarà trattato dai presidenti di serie A nella prossima Assemblea di Lega, il 6 marzo: la vicenda del club emiliano è al secondo punto dell'ordine del giorno.
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I TIFOSI INSISTONO: "PAGHIAMO NOI PULLMAN PER GENOVA" - "Vi portiamo noi a Genova, vi seguiamo anche in serie D". I tifosi sono pronto a dare il proprio contributo per superare le difficoltà anche con gesti concreti. Il centro coordinamento Parmaclub ha messo in campo un'altra iniziativa: "Abbiamo offerto il nostro pullman per portare la squadra a Genova domenica", ha raccontato il presidente Angelo Manfredini, che non nasconde la rabbia per la situazione paradossale in cui è precipitato il club. "Non ci sono le parole per dire quello che stiamo vivendo noi tifosi - ha aggiunto - E' una situazione devastante che ci dà grande amarezza. Hanno rotto un giocattolo che per noi tifosi era una cosa bellissima, veniamo colpiti anche a livello affettivo. Stanno infangando non solo il prestigio di questa squadra ma anche il nome della città e questo non va bene: nella vita ci sta tutto, si può anche sbagliare, ma il rispetto non deve mancare".