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Parma, da Roma un'idea per i tifosi: "Puntate sull'azionariato popolare"

Dall'Asd Ardita, squadra dilettantistica romana che ha adottato il modello innovativo, un suggerimento per i tifosi emiliani. Il progetto da da seguire sarebbe quello dell'Fc United of Manchester
di LUCA MONACO

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ROMA - "Riprendetevi il Parma, puntate sull'azionariato popolare". Arriva da Roma il suggerimento che potrebbe risolvere in modo innovativo la crisi della formazione crociata, a un passo dal fallimento. In una lettera diffusa in rete, i dirigenti della Asd Ardita, la prima società italiana ad adottare il modello dell'azionariato popolare (fondata nel 2011, milita in III categoria), invitano i tifosi parmensi a rilevare il club e a ripartire con un altro spirito dalle categorie inferiori. Visto l'attacamento alla causa dimostrato da Lucarelli e compagni, il momento sembra propizio. Sono dello stesso parere anche gli iscritti al trust giallorosso My Roma.

"In Italia - recita la lettera, inviata per conoscenza anche a "Supporters in campo", l'associazione che raccoglie tutte le realtà sportive gestite con l'azionariato popolare - da troppo tempo lo sport è consegnato nelle mani di persone che hanno distrutto ogni accezione positiva nel nome del profitto. Noi vogliamo rivolgerci ai tifosi, unici legittimi proprietari del Parma: voi avete l'opportunità di liberare la passione dalle catene di un sistema che non funziona più. Potete riprendervi quello che per troppi anni è stato affidato a una gestione che non si è mai interrogata su cosa fosse realmente la vostra società. Vi inviatiamo a riflettere sulla possibilità di attivare un progetto di azionariato popolare, affinché la città possa riprendere possesso della sua squadra".

Il modello da seguire sarebbe quello dell'Fc United of Manchester: la società fondata nel 2005 dai tifosi delusi del Manchester United, che non accettarono la scalata al club da parte del magnate statunitense Malcom Glazer. "Noi non vogliamo insegnare niente a nessuno - dice Tommaso Pierangeli, 23enne responsabile del settore tecnico dell'Ardita - la nostra è una semplice riflessione sul panorama calcistico italiano. Oggi è in crisi il Parma, domani toccherà a qualche altra squadra. È il modello di sistema che non regge più e con questa lettera abbiamo voluto solo proporre una riflessione. Certo, se davvero i tifosi parmensi dovessero prendere in considerazione l'azionariato popolare, sarebbe una bella risposta anche nei confronti Lotito, che nelle intercettazioni pubblicate proprio da Repubblica, sostiene che le squadre provinciali non debbano arrivare nelle serie superiori per non abbassare gli introiti dei diritti televisivi".

Il calcio moderno non piace neppure a Lorenzo Contucci, vice presidente di My Roma. "L'attuale crisi del Parma - dice - è una buona occasione per mettersi intorno a un tavolo e ragionare su un nuovo sistema gestionale, che sappia mettere al primo posto il tifoso. In Germania l'azionariato popolare è legge: il 50,1 per cento di ogni società della Bundesliga è detenuto dai rispettivi sostenitori, in Italia siamo ancora al Medioevo da questo punto di vista. Se i crociati dovessero ripartire da un serie inferiore - rileva Contucci - non servirebbero nemmeno tanti soldi per acquisire il club". Per ora i Boys, il gruppo guida della curva nord, si augurano semplicemente di dire addio a Manenti. Chiarissimo del resto, il messaggio contenuto in un striscione esposto recentemente al Tardini. "La nostra fede oltre la categoria - recitava - portate i libri in tribunale e andate via".
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