Caos Parma, arrestato Manenti. Lucarelli: "Che schifo, speriamo finisca tutto presto"
Il n.1 del club preso in custodia dalla Gdf per reimpiego di capitali illeciti su ordine della Procura di Roma. L'inchiesta non riguarda però la società gialloblù. Il capitano: "Siamo alla farsa, non ne possiamo più". Giovedì il Tribunale fallimentare deciderà sul fallimento del club. A rischio la partita di domenica con il Torino
ROMA - Nuovi guai per il Parma: il presidente del club gialloblù, Giampietro Manenti, è stato arrestato per reimpiego di capitali illeciti nell'ambito di un'operazione, denominata '"GFB-Oculus", condotta dal Nucleo di polizia tributaria di Roma su delega della Procura della Repubblica della capitale e del pm Giorgio Orano. Insieme a Manenti sono state arrestate altre 21 persone, per reati di peculato, associazione a delinquere, frode informatica, utilizzo di carte di pagamento clonate, riciclaggio e autoriciclaggio aggravato dal metodo mafioso. Eseguite oltre 60 in tutta Italia. Manenti è presidente del Parma dal 9 febbraio scorso quando ha rilevato il club per un euro dalla Dastraso, holding di riferimento di Rezart Taci che a sua volta aveva acquistato la società a fine 2014 da Tommaso Ghirardi.
LUCARELLI: "E' TUTTO UNO SCHIFO" - La notizia dell'arresto di Manenti è arrivata anche a Collecchio, dove la…
LUCARELLI: "E' TUTTO UNO SCHIFO" - La notizia dell'arresto di Manenti è arrivata anche a Collecchio, dove la…
ROMA - Nuovi guai per il Parma: il presidente del club gialloblù, Giampietro Manenti, è stato arrestato per reimpiego di capitali illeciti nell'ambito di un'operazione, denominata '"GFB-Oculus", condotta dal Nucleo di polizia tributaria di Roma su delega della Procura della Repubblica della capitale e del pm Giorgio Orano. Insieme a Manenti sono state arrestate altre 21 persone, per reati di peculato, associazione a delinquere, frode informatica, utilizzo di carte di pagamento clonate, riciclaggio e autoriciclaggio aggravato dal metodo mafioso. Eseguite oltre 60 in tutta Italia. Manenti è presidente del Parma dal 9 febbraio scorso quando ha rilevato il club per un euro dalla Dastraso, holding di riferimento di Rezart Taci che a sua volta aveva acquistato la società a fine 2014 da Tommaso Ghirardi.
LUCARELLI: "E' TUTTO UNO SCHIFO" - La notizia dell'arresto di Manenti è arrivata anche a Collecchio, dove la squadra stava svolgendo l'allenamento mattutino. Il primo a commentarla è stato il capitano Alessandro Lucarelli: "Non ho niente da dire, voglio capire prima quelle che sono le motivazioni, se c'entra il Parma o meno - ha detto il centrale dei ducali - Non mi sento di fare nessuna dichiarazione se non che ogni giorno prendiamo bastonate in faccia, e parlo della città, della tifoseria, della squadra. Mi auguro che prima o poi tutto questo finisca perché non ne possiamo più. Se sarà difficile poter giocare domenica? E' da tanto che è difficile giocare, non è da ora. E' da novembre, per tutta una serie di motivazioni stiamo andando avanti, lo facciamo per le persone che ci stanno dietro, ma verrebbe voglia veramente di chiudere tutto. Sta diventando una farsa - ha concluso Lucarelli - e lo dico con tristezza, perché è tutto uno schifo".
MELLI CONTRO GHIRARDI E LEONARDI - Non le manda a dire neanche Sandro Melli: "Lasciamo stare, meglio non commentare. Quello da Carpenedolo ci ha portato Taci, e quello da Monterotondo ci ha portato Manenti. Hanno fatto la lotta a chi trovava il peggio". Queste le parole del team manager crociato che si riferisce all'ex presidente del Parma, Tommaso Ghirardi, e all'ex dg, Pietro Leonardi.
PARTITA DI NUOVO A RISCHIO - Ma a questo punto torna anche in discussione lo svolgimento del campionato (il Parma ha ripreso a giocare due domeniche fa contro l'Atalanta, poi ha perso a Reggio Emilia con il Sassuolo): domenica sera al Tardini è atteso il Torino ma l'arresto apre nuovi dubbi sulla possibilità di organizzare la gara. Lega Calcio e Figc hanno garantito 5 milioni di euro per consentire alla società - rimasta con le casse completamente vuote - di concludere la stagione e salvare pure la stagione dei palinsesti tv, come chiesto chiaramente da Sky alla Lega di serie A. "Le possibilità dell'utilizzo dello stadio tecnicamente non cambiano dopo gli ultimi avvenimenti giudiziari ma c'è da capire chi potrebbe ora firmare la richiesta per utilizzare lo stadio visto che, di fatto, non c'è più una governance della società - ha sottolineato Giovanni Marani, assessore allo sport del comune di Parma -. Manenti in carcere? Non ci aspettavamo questa evoluzione ma noi avevamo già detto che per noi non era più un interlocutore credibile".
"E' possibile che non si giochi - ha detto capitan Lucarelli - Se domani falliamo (è fissata in Tribunale l'udienza sulla richiesta avanzata dalla Procura di Parma) qui si chiude bottega e chiudono tutto. Se sarà aperto l'esercizio provvisorio vedremo che pagherà i soldi per aprire lo Stadio, ma ad oggi è tutto in alto mare". All'interno dello spogliatoio però ci sarebbe ancora la volontà di proseguire perché, ha aggiunto il portiere crociato Antonio Mirante, "il nostro desiderio è quello di giocare e fare il nostro lavoro, anche se è difficile in queste situazioni. Nessuno comunque si aspettava quest'ultimo sviluppo, ma andiamo avanti e attendiamo domani". L'udienza di domani in Tribunale appare quindi un passaggio decisivo per il proseguo del campionato del Parma. Venerdì mattina invece è già fissata la riunione del Gos in Questura, l'organismo che dovrà dare l'ultimo avallo all'apertura o meno dello stadio.
SI ATTENDE TRIBUNALE FALLIMENTARE - Per il Parma l'arresto di Manenti è un un altro duro colpo. Il caos societario potrebbe trovare però un punto fermo domani, quando il tribunale fallimentare della città emiliana probabilmente sancirà il fallimento del club, gravato da circa 100 milioni di debiti. La presidenza - breve - di Manenti è stata caratterizzata da un susseguirsi di annunci e promesse di pagamento che non si sono poi mai concretizzate. A capo di una piccola società con sede in Slovenia, Manenti - che in passato aveva già provato a scalare Brescia e Pro Vercelli - aveva promesso di rilanciare il Parma veicolando capitali dall'estero. Duro il sindaco Federico Pizzarotti - "Lo dissi da subito: a Parma nessun spazio per i disonesti. Nessun sciacallo tocchi i parmigiani, la città e la nostra squadra", ha scritto il primo cittadino sui social.
LUGARESI: "MANENTI MAI CONSIDERATO UN COLLEGA" - "Manenti? Non l'ho mai considerato un mio collega", ha detto il presidente del Cesena Giorgio Lugaresi. "Non mi sento di dire che sia un campionato assolutamente regolare. Non so come finirà la vicenda del Parma però vedo buio, molto buio - ha aggiunto il n.1 del club romagnolo - Ho sentito dire al presidente Tavecchio che c'è un debito sportivo esagerato, quindi non mi faccio delle illusioni. Sono molto dispiaciuto per la città di Parma, per i loro tifosi e per tutti quelli che lavorano nel Parma e che prendono mille euro al mese, gli operai, però purtroppo questa società è stata gestita al di sopra delle proprie possibilità e queste sono le conseguenze". Durante l'Assemblea di Lega che ha approvato l'aiuto al Parma per finire il campionato, Lugaresi è stato l'unico a votare contro. "Secondo me non è giusto e si crea un precedente pericoloso. Potremmo farlo tutti: smettere di pagare gli stipendi e poi chiedere aiuto alla Lega. Non è il modo di comportarsi e poi credo che si debba dare il buon esempio. Il rispetto delle regole è fondamentale. Se non si rispettano le regole non puoi stare nel gioco".
MALAGO': ''RESPONSABILI CI SONO E VANNO INDIVIDUATI'' - Parla anche Giovanni Malagò, numero uno del Coni. "E' troppo facile dire che non è responsabilità di nessuno. Ci sono e ci devono essere dei responsabili e bisogna individuarli nel rispetto non solo della piazza di Parma ma di tutto il sistema calcio e del nostro Paese" ha detto al Tg2. "Qualcuno o nel mancato controllo o nel lasciare la società in mano a chi non dava garanzie - ha aggiunto - onestamente ha creato un discredito così pesante". Il n.1 dello sport italiano ha incalzato quindi i vertici del calcio. "Questa è una brutta storia che non deve più succedere - le sue parole - non è più pensabile che una società di calcio sia acquistata da chi non dà garanzie. È indispensabile cambiare le regole per evitare che domani ci sia un nuovo caso Parma".
LUCARELLI: "E' TUTTO UNO SCHIFO" - La notizia dell'arresto di Manenti è arrivata anche a Collecchio, dove la squadra stava svolgendo l'allenamento mattutino. Il primo a commentarla è stato il capitano Alessandro Lucarelli: "Non ho niente da dire, voglio capire prima quelle che sono le motivazioni, se c'entra il Parma o meno - ha detto il centrale dei ducali - Non mi sento di fare nessuna dichiarazione se non che ogni giorno prendiamo bastonate in faccia, e parlo della città, della tifoseria, della squadra. Mi auguro che prima o poi tutto questo finisca perché non ne possiamo più. Se sarà difficile poter giocare domenica? E' da tanto che è difficile giocare, non è da ora. E' da novembre, per tutta una serie di motivazioni stiamo andando avanti, lo facciamo per le persone che ci stanno dietro, ma verrebbe voglia veramente di chiudere tutto. Sta diventando una farsa - ha concluso Lucarelli - e lo dico con tristezza, perché è tutto uno schifo".
MELLI CONTRO GHIRARDI E LEONARDI - Non le manda a dire neanche Sandro Melli: "Lasciamo stare, meglio non commentare. Quello da Carpenedolo ci ha portato Taci, e quello da Monterotondo ci ha portato Manenti. Hanno fatto la lotta a chi trovava il peggio". Queste le parole del team manager crociato che si riferisce all'ex presidente del Parma, Tommaso Ghirardi, e all'ex dg, Pietro Leonardi.
PARTITA DI NUOVO A RISCHIO - Ma a questo punto torna anche in discussione lo svolgimento del campionato (il Parma ha ripreso a giocare due domeniche fa contro l'Atalanta, poi ha perso a Reggio Emilia con il Sassuolo): domenica sera al Tardini è atteso il Torino ma l'arresto apre nuovi dubbi sulla possibilità di organizzare la gara. Lega Calcio e Figc hanno garantito 5 milioni di euro per consentire alla società - rimasta con le casse completamente vuote - di concludere la stagione e salvare pure la stagione dei palinsesti tv, come chiesto chiaramente da Sky alla Lega di serie A. "Le possibilità dell'utilizzo dello stadio tecnicamente non cambiano dopo gli ultimi avvenimenti giudiziari ma c'è da capire chi potrebbe ora firmare la richiesta per utilizzare lo stadio visto che, di fatto, non c'è più una governance della società - ha sottolineato Giovanni Marani, assessore allo sport del comune di Parma -. Manenti in carcere? Non ci aspettavamo questa evoluzione ma noi avevamo già detto che per noi non era più un interlocutore credibile".
"E' possibile che non si giochi - ha detto capitan Lucarelli - Se domani falliamo (è fissata in Tribunale l'udienza sulla richiesta avanzata dalla Procura di Parma) qui si chiude bottega e chiudono tutto. Se sarà aperto l'esercizio provvisorio vedremo che pagherà i soldi per aprire lo Stadio, ma ad oggi è tutto in alto mare". All'interno dello spogliatoio però ci sarebbe ancora la volontà di proseguire perché, ha aggiunto il portiere crociato Antonio Mirante, "il nostro desiderio è quello di giocare e fare il nostro lavoro, anche se è difficile in queste situazioni. Nessuno comunque si aspettava quest'ultimo sviluppo, ma andiamo avanti e attendiamo domani". L'udienza di domani in Tribunale appare quindi un passaggio decisivo per il proseguo del campionato del Parma. Venerdì mattina invece è già fissata la riunione del Gos in Questura, l'organismo che dovrà dare l'ultimo avallo all'apertura o meno dello stadio.
SI ATTENDE TRIBUNALE FALLIMENTARE - Per il Parma l'arresto di Manenti è un un altro duro colpo. Il caos societario potrebbe trovare però un punto fermo domani, quando il tribunale fallimentare della città emiliana probabilmente sancirà il fallimento del club, gravato da circa 100 milioni di debiti. La presidenza - breve - di Manenti è stata caratterizzata da un susseguirsi di annunci e promesse di pagamento che non si sono poi mai concretizzate. A capo di una piccola società con sede in Slovenia, Manenti - che in passato aveva già provato a scalare Brescia e Pro Vercelli - aveva promesso di rilanciare il Parma veicolando capitali dall'estero. Duro il sindaco Federico Pizzarotti - "Lo dissi da subito: a Parma nessun spazio per i disonesti. Nessun sciacallo tocchi i parmigiani, la città e la nostra squadra", ha scritto il primo cittadino sui social.
LUGARESI: "MANENTI MAI CONSIDERATO UN COLLEGA" - "Manenti? Non l'ho mai considerato un mio collega", ha detto il presidente del Cesena Giorgio Lugaresi. "Non mi sento di dire che sia un campionato assolutamente regolare. Non so come finirà la vicenda del Parma però vedo buio, molto buio - ha aggiunto il n.1 del club romagnolo - Ho sentito dire al presidente Tavecchio che c'è un debito sportivo esagerato, quindi non mi faccio delle illusioni. Sono molto dispiaciuto per la città di Parma, per i loro tifosi e per tutti quelli che lavorano nel Parma e che prendono mille euro al mese, gli operai, però purtroppo questa società è stata gestita al di sopra delle proprie possibilità e queste sono le conseguenze". Durante l'Assemblea di Lega che ha approvato l'aiuto al Parma per finire il campionato, Lugaresi è stato l'unico a votare contro. "Secondo me non è giusto e si crea un precedente pericoloso. Potremmo farlo tutti: smettere di pagare gli stipendi e poi chiedere aiuto alla Lega. Non è il modo di comportarsi e poi credo che si debba dare il buon esempio. Il rispetto delle regole è fondamentale. Se non si rispettano le regole non puoi stare nel gioco".
MALAGO': ''RESPONSABILI CI SONO E VANNO INDIVIDUATI'' - Parla anche Giovanni Malagò, numero uno del Coni. "E' troppo facile dire che non è responsabilità di nessuno. Ci sono e ci devono essere dei responsabili e bisogna individuarli nel rispetto non solo della piazza di Parma ma di tutto il sistema calcio e del nostro Paese" ha detto al Tg2. "Qualcuno o nel mancato controllo o nel lasciare la società in mano a chi non dava garanzie - ha aggiunto - onestamente ha creato un discredito così pesante". Il n.1 dello sport italiano ha incalzato quindi i vertici del calcio. "Questa è una brutta storia che non deve più succedere - le sue parole - non è più pensabile che una società di calcio sia acquistata da chi non dà garanzie. È indispensabile cambiare le regole per evitare che domani ci sia un nuovo caso Parma".