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Roma, Andreazzoli ammette: "Il derby vale più dei tre punti"

Il tecnico giallorosso sente la pressione della sfida con la Lazio: "Questa vigilia l'ho vissuta tante volte con partecipazione, sentimento e apprensione. Possiamo moltiplicare per due"
di MATTEO PINCI

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ROMA - "La partecipazione e l'apprensione saranno il doppio di quanto fosse prima". Così Aurelio Andreazzoli approccia all'esordio in un derby da primo allenatore della Roma dopo dodici stracittadine vissute all'ombra di altri tecnici.

"VOGLIO VINCERE MA IL PARI NON SAREBBE MEZZA SCONFITTA" - Eppure l'avvicinamento alla sfida contro la Lazio è tutto sommato un atterraggio morbido su un terreno conosciuto anche nelle sue più profonde insidie: "Per me il derby vale molto di più dei 3 punti in classifica e credo sia così anche per la squadra, ma  certo se poi questa sensazione deve portare negatività sarebbe meglio non fosse percepita". Anti-zemaniano anche in questo, così come nella dialettica: "Vincere ci darebbe la massima soddisfazione possibile, ma anche un pareggio non sarebbe una mezza sconfitta. Poi dipende soprattutto da come arriva".

CENA PALLOTTA-BALDINI - Del derby, quasi per esorcizzarlo, Aurelio ha parlato anche con il presidente Pallotta subito dopo l'allenamento. Pallotta che la sera prima si era invece fermato per cena con i suoi dirigenti, per programmare il futuro e concedersi una serata di relax: a loro era stata riservata una saletta del ristorante Pomidoro, a San Lorenzo. Tra una carbonara, una bistecca alla fiorentina cotta alla brace e i gol di Bologna-Torino che hanno infiammato l'entusiasmo di mr. President, raffreddato poi con una birra in un locale poco distante.

"STIMO LA LAZIO, MA DOBBIAMO BATTERLA" - "Con Pallotta abbiamo parlato solo del derby, lui è uno positivo come me", assicura Andreazzoli. Positivo anche nel giudizio sulla Lazio: "Una squadra che stimo moltissimo, per individualità, carattere e per come è condotta dall'allenatore. Ma è una squadra da battere". Intanto Aurelio si accontenterebbe di un approccio diverso da quello di Palermo, una macchia non ancora digerita dall'allenatore: "Ho chiesto ai giocatori di riconoscere i motivi per cui è successo. Credo loro sappiano quale sia la strada per tentare di vincere o perdere il confronto diretto con gli avversari. Avremmo avuto il piacere di giocare questa sfida con 3 punti in più in classifica e con le convinzioni che avevamo dopo Parma". Già, perché Palermo oltre alla classifica laminato anche il morale: "Sì, ci ha tolto convinzione. Non posso assicuare che non sbaglieremo gara, ma nessuno la snobberà, ci mancherebbe". Ribadendo i tanti cedimenti della Roma di fronte a gare chiave: "Il perché stecchiamo ce lo domandiamo da sempre, me lo ha chiesto anche mio figlio. Ma se non sappiamo sopportare il carico delle responsabilità vuol dire che non ce le meritiamo".
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