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Roma, Andreazzoli: "Niente cali di tensione, ricordiamoci il Palermo"

Il tecnico giallorosso non vuole pensieri rivolti al derby e invita i suoi a non sottovalutare il Pescara: "Dobbiamo incrementare la classifica. Abbiamo la convinzione di poterlo fare, e lo dobbiamo fare, senza distrazioni"
di LORENZO SERAFINI

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ROMA - Vietato pensare al derby di Coppa Italia. Andreazzoli, alla vigilia della sfida contro il Pescara, avverte i suoi: "Non sottovalutiamo la gara come a Palermo". D'altronde un piazzamento in Europa non è ancora sicuro e la matematica addirittura non preclude sogni di Champions.

CONCENTRAZIONE -
Andreazzoli non vuole cali di tensione. I cinque giorni lontani da Roma hanno portato tre punti pesanti in classifica e una finale di Coppa Italia. Una gara particolare, quella attualmente in programma per il 26 maggio, non solo per il trofeo in palio, ma perché da giocare contro la Lazio. Un percorso di avvicinamento all'evento che rischia però di logorare e distrarre i giocatori. Non a caso De Rossi, dopo la vittoria in semifinale, aveva detto di sperare in "un avversario più forte". L'equivalente di dire "chiunque, tranne la Lazio". Il tecnico giallorosso sa bene che negli ultimi giorni le attenzioni di media e tifosi sono state rivolte interamente alla finale, per questo motivo in conferenza ha provato a riportare la concentrazione sulla gara di domani. "Temo moltissimo il Pescara per questi motivi, perché magari l'attenzione va a rivolgersi ad altri momenti che non c'entrano nulla con la necessità di incrementare la classifica. Abbiamo la convinzione di poterlo fare, e lo dobbiamo fare. Dobbiamo mettere tutte le energie in questa gara, senza distrazioni". Andreazzoli teme che, come accaduto a Palermo e nel primo tempo di mercoledì contro l'Inter, la sua squadra possa sbagliare totalmente l'approccio alla gara, fino a comprometterla. Un problema reale per questa Roma: "Stiamo cercando le risposte, insistiamo a migliorare questo aspetto che non piace, nemmeno alla squadra. Non era piacevole per noi che li guardavamo nel primo tempo, ma nemmeno per loro che devono subire un avversario facendo fatica".

OBIETTIVI - Ottenuta la qualificazione alla finale di Coppa Italia con soddisfazione di tutta la dirigenza, ora Andreazzoli mira a raccogliere più punti possibili in campionato. "Abbiamo l'obbligo di fare quello che abbiamo sempre detto, cioè ragionare gara per gara per incrementare la classifica e toglierci le soddisfazioni che meritiamo e per le quali lavoriamo tutti i giorni. Vogliamo essere concentrati, in particolare sul Pescara, come abbiamo sempre fatto". La classifica, per quanto proibitiva, non preclude la speranza di un posto nell'Europa dei grandi. "La matematica - continua il tecnico - dice se gli obiettivi sono possibili o meno. Siccome non ce lo impedisce, puntiamo al massimo che ci è consentito con rabbia". Un'insperata qualificazione in Champions League riaprirebbe anche i discorsi intorno alla sua conferma, tema che oggi Andreazzoli preferisce dribblare: "Con i miei dirigenti abbiamo avuto idee chiarissime di quello che è il mio ruolo, da qui a fine campionato, teso a ricavare il massimo da questo periodo sia nella valorizzazione dei nostri calciatori sia nel raggiungimento degli obiettivi di classifica". Sono lontani i giorni del "io mi confermerei", oggi Andreazzoli si accontenterebbe di "essere apprezzato per il lavoro che ho fatto, e questo non significa essere confermato o meno".

LA FORMAZIONE - Le squalifiche di Burdisso e Balzaretti, unite all'infiammazione al ginocchio di Marquinho (non convocato), impediranno ad Andreazzoli di ricorrere ad un ampio turnover. Quella di domani sarà infatti la terza gara in sette giorni e il tecnico giallorosso dovrà chiedere a più di qualcuno, in particolare Totti e Lamela, di stringere i denti. Si tornerà al 4-3-3 di zemaniana memoria, da cui in parte però l'attuale tecnico intende prendere le distanze, almeno dal punto di vista del rigore tattico. "La scelta del sistema di gioco non deve essere una sorta di crociata di un allenatore, ma bisogna fare una valutazione dei giocatori e adattare il sistema. In questo momento sto mettendo in campo il 4-3-3, credo che sia un sistema idoneo, pur avendo fatto qualche forzatura". Pochi dubbi in difesa, viste anche le condizioni precarie di Dodò, con Torosidis che si sposterà sulla sinistra, con Piris a sorvegliare la fascia destra. A centrocampo tornerà Pjanic, recuperato dopo il dolore alla caviglia che non gli ha permesso di giocare a San Siro, insieme a Perrotta (Bradley dovrebbe riposare) e De Rossi ("A Milano è andato in crescendo, questo ci fa capire quanto può dare a questa squadra"). Andreazzoli vorrebbe concedere un turno di riposo a Totti, per questo nella rifinitura ha provato il tridente con Lamela, Nico Lopez ed Osvaldo. Difficilmente però il capitano giallorosso verrà tenuto fuori, più sicura l'assenza di Destro, decisivo mercoledì, ma ancora non in perfette condizioni: "Quando c'è un infortunio per noi allenatori la cautela nell'impiego dei giocatori è un obbligo".--
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