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Roma, Andreazzoli: "La squadra mi ha deluso"

Il tecnico giallorosso è amareggiato: "Avevo avvisato delle insidie della gara col Pescara, siamo ricaduti nei soliti errori". Poi, però, sottolinea: "Avremmo comunque meritato di vincere e l'arbitraggio non mi è piaciuto"
di MATTEO PINCI

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ROMA - Sarà il risultato deludente, sarà che il derby in finale di coppa Italia innervosisce già 40 giorni prima del fischio d’inizio. Ma almeno per una volta il timido e accorto Andreazzoli si traveste da Zeman, arrivando persino a superarlo. Prima in campo, passando dal 4-3-3 iniziale a un inedito 3-2-5. Poi davanti ai microfoni, inventando una ironica e pungente critica al lavoro dell’arbitro Massa come neanche il boemo nella sua miglior versione complottista: “Il rigore negato a Destro? fatto bene a non darlo, così si impara a restare in piedi. Se si fosse buttato subito non sarebbe stato penalizzato e avrebbe preso fallo. È un fallo netto, chiarissimo”, sbotta Aurelio il serafico. Con tanti saluti alla sportività.

Ma Andreazzoli ne ha per tutti, forse anche per se stesso, a patto di riuscire a decifrare, al termine di “una domenica difficile e amarissima”, il suo risentimento: “Non ci possiamo permettere un atteggiamento del genere – ha avvertito il tecnico – sono veramente deluso. È capitato quello che era già successo con il Palermo: non pensavo che potesse succedere nuovamente dopo quello che avevo detto in questi giorni, forse abbiamo qualche difficoltà a esprimerci, a fare questo mestiere. Ma quando interpeti queste gare con la sicurezza che tanto verrà ciò che vuoi, succedono queste cose. Poi prendi lo schiaffo, ti risvegli e fai la prestazione nel secondo tempo. Poi forse meritavamo il successo, ma questa è una storia già vista, continuiamo a spegnere la luce dopo aver fatto cose importanti. Alla vigilia ero stato buon profeta”. E durissimo con la squadra è anche il giudizio del d.s. Sabatini: “L’approccio sbagliato? È una malattia endemica della squadra. Non è che non c’è la volontà di vincere, ma la squadra pensa che il canovaccio che mette in campo possa bastare. Bisogna mettere in campo qualcosa di più dal punto di vista nervoso”. Ma per il direttore sportivo non tutto è da buttare: “Non stendiamo un velo pietoso su questa squadra”.

Alla fine il più risentito è Mattia Destro, 3 gol in 5 giorni dopo il rientro dall’infortunio. L’ultimo, però, non è bastato a vincere contro il modesto Pescara: “Abbiamo cercato di fare il possibile per vincere, purtroppo non ci siamo riusciti, andiamo avanti”. Uno sguardo al futuro, e uno all’immediato passato della gara appena finita: “Ci sono stati quattro o cinque episodi clamorosi”, con chiarissimo riferimento alla direzione arbitrale. La linea del club di non parlarne appare miseramente naufragata, ma questa è un’altra storia. Ai tifosi interessa di più quella di una Roma che per la quarta volta consecutiva sbaglia l’approccio alla partita finendo sotto nel primo tempo, come con Palermo, Lazio e Inter: “Non so il motivo, ci dobbiamo lavorare molto, ma l’importante è la reazione. Non abbiamo sottovalutato il Pescara, e l’impegno non è mancato. Però dobbiamo migliorare sotto questi aspetti, sono partite che dobbiamo vincere, speriamo di farlo alla prossima”. Il Siena che cerca punti salvezza non è certo l’avversario ideale per farlo.

 
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