ROMA - Introdurre i time out anche nel calcio. E' la proposta - non nuova a dire il vero - lanciata dal tecnico della Roma, Aurelio Andreazzoli. "Credo che noi allenatori abbiamo una grande impossibilità di lavoro, quella di potere parlare alla squadra prima della partita e non potere comunicare più per 45 minuti, questa per me è una grandissima mancanza" ha spiegato il tecnico giallorosso alla vigilia della sfida con il Chievo, terzultimo appuntamento della stagione. "Introdurre i time-out anche nel calcio? Lo fanno negli altri sport, non vedo perché no. E' impossibile non comunicare con i propri calciatori". Per Andrazzoli l'impossibilità di comunicare nel corso di un incontro è un gap notevole rispetto agli altri sport. "E' impossibile negli stadi comunicare nel momento agonistico con la squadra, in questo stiamo all'età della pietra - ha aggiunto -. Per me è assurdo, poi non so cosa ne pensano i colleghi. Mi piacerebbe che si accendesse un dibattito su questo argomento".
ANDREAZZOLI: "ALLENATORI TROPPO LEGATI AI RISULTATI" - Per la panchina della Roma resta una corsa a due con un terzo outsider che, chilometro dopo chilometro, sembra recuperare strada ai due rivali. In attesa di incontrare sul campo Allegri e Mazzarri, suoi rivali nella sfida per la panchina della Roma e sul campo nelle ultime due giornate di campionato, Aurelio Andreazzoli si gode il momento: "Abbiamo fatto miglioramenti impressionanti sotto tantissimi aspetti, basta esaminare i numeri e non solo". Eppure il suo domani tecnico sarà legato anche alle prossime gare: il derby in finale e la corsa europea, a partire dal Chievo, martedì ospite all'Olimpico. "È sempre il solito discorso - ammette - tutti gli allenatori sono legati ai risultati, forse a volte anche troppo perché in qualsiasi ambito lavorativo sarebbe opportuno fare valutazioni a tutto tondo, in ambito sportivo però il risultato è predominante". La scelta finale spetterà a Baldini e Sabatini, in contatto sia con Allegri che con Mazzarri. Eppure, Andreazzoli continua a candidarsi per quanto fatto finora. A prescindere dai risultati: "Ci sono anche gli atteggiamenti, i comportamenti, che io esalto sempre. Ho un gruppo di persone che si vogliono bene, che lavorano bene insieme, che stanno bene insieme e si rispettano. Credo che alla nostra media punti manchi anche qualcosa, sul campo avremmo meritato di più. Ma siamo contenti e speriamo di migliorarla grazie alla partita contro il Chievo".
BLOCCATO ALDERWEIRELD - Migliorarla per restare, chiaro. E magari beneficiare del mercato che la Roma ha in serbo per l'estate. Anzi, a dire il vero il mercato che sta decollando già in queste ore: da qualche tempo infatti il ds Sabatini, che non ha ancora rinnovato il proprio contratto con il club in scadenza ma già si muove per sondare calciatori, sta stringendo per sistemare la difesa. Bloccando il difensore dell'Ajax Toby Alderweireld, classe '89, 186 centimetri di altezza, titolare inamovibile della squadra di De Boer e nella nazionale belga. Il prezzo è elevato, 7-8 milioni, per chiudere il club aspetta l'avallo del nuovo tecnico. In attesa di capire su chi cadrà la scelta della società.
TOTTI: "LA FINALE CON LA LAZIO COME LA CHAMPIONS" - Programmi per un futuro cui non pensa, ancora, Francesco Totti. Impegnato nel tentativo di aggancio a Piola ("Me ne mancano 47 per raggiungerlo, non sarà facile, ma il mio obiettivo è molto chiaro") e soprattutto il derby con la Lazio in finale di coppa Italia. "Per me - ammette in un'intervista al settimanale tedesco Kicker - è come una finale di Champions League. Sarà una festa in cui Roma si ferma". In fondo, la sua rivalità con i cugini è nota, e lui stesso non perde occasione per riconoscerlo. Ricordando quando da bambino la madre poteva scegliere se "regalare" il talento del figlio alle giovanili della Lazio o della Roma: "Lei decise per la Roma. Se fosse stato altrimenti l'avrei uccisa...". Chiaro, no?
ANDREAZZOLI: "ALLENATORI TROPPO LEGATI AI RISULTATI" - Per la panchina della Roma resta una corsa a due con un terzo outsider che, chilometro dopo chilometro, sembra recuperare strada ai due rivali. In attesa di incontrare sul campo Allegri e Mazzarri, suoi rivali nella sfida per la panchina della Roma e sul campo nelle ultime due giornate di campionato, Aurelio Andreazzoli si gode il momento: "Abbiamo fatto miglioramenti impressionanti sotto tantissimi aspetti, basta esaminare i numeri e non solo". Eppure il suo domani tecnico sarà legato anche alle prossime gare: il derby in finale e la corsa europea, a partire dal Chievo, martedì ospite all'Olimpico. "È sempre il solito discorso - ammette - tutti gli allenatori sono legati ai risultati, forse a volte anche troppo perché in qualsiasi ambito lavorativo sarebbe opportuno fare valutazioni a tutto tondo, in ambito sportivo però il risultato è predominante". La scelta finale spetterà a Baldini e Sabatini, in contatto sia con Allegri che con Mazzarri. Eppure, Andreazzoli continua a candidarsi per quanto fatto finora. A prescindere dai risultati: "Ci sono anche gli atteggiamenti, i comportamenti, che io esalto sempre. Ho un gruppo di persone che si vogliono bene, che lavorano bene insieme, che stanno bene insieme e si rispettano. Credo che alla nostra media punti manchi anche qualcosa, sul campo avremmo meritato di più. Ma siamo contenti e speriamo di migliorarla grazie alla partita contro il Chievo".
BLOCCATO ALDERWEIRELD - Migliorarla per restare, chiaro. E magari beneficiare del mercato che la Roma ha in serbo per l'estate. Anzi, a dire il vero il mercato che sta decollando già in queste ore: da qualche tempo infatti il ds Sabatini, che non ha ancora rinnovato il proprio contratto con il club in scadenza ma già si muove per sondare calciatori, sta stringendo per sistemare la difesa. Bloccando il difensore dell'Ajax Toby Alderweireld, classe '89, 186 centimetri di altezza, titolare inamovibile della squadra di De Boer e nella nazionale belga. Il prezzo è elevato, 7-8 milioni, per chiudere il club aspetta l'avallo del nuovo tecnico. In attesa di capire su chi cadrà la scelta della società.
TOTTI: "LA FINALE CON LA LAZIO COME LA CHAMPIONS" - Programmi per un futuro cui non pensa, ancora, Francesco Totti. Impegnato nel tentativo di aggancio a Piola ("Me ne mancano 47 per raggiungerlo, non sarà facile, ma il mio obiettivo è molto chiaro") e soprattutto il derby con la Lazio in finale di coppa Italia. "Per me - ammette in un'intervista al settimanale tedesco Kicker - è come una finale di Champions League. Sarà una festa in cui Roma si ferma". In fondo, la sua rivalità con i cugini è nota, e lui stesso non perde occasione per riconoscerlo. Ricordando quando da bambino la madre poteva scegliere se "regalare" il talento del figlio alle giovanili della Lazio o della Roma: "Lei decise per la Roma. Se fosse stato altrimenti l'avrei uccisa...". Chiaro, no?