Sport

Roma, Andreazzoli: "Il derby? Non oso immaginare l'ultima settimana"

Il tecnico si mostra impermeabile alle critiche dopo il ko con il Chievo: "Fenomenale fino a lunedì sera, poi ero diventato un c......". I due fallimenti sportivi consecutivi però costano caro al club giallorosso, che però ha visto crescere notevolmente la valutazione di molti giocatori, da Lamela a Marquinhos. Baldini e Sabatini sono sotto accusa, sarà fondamentale la sfida alla Lazio
di MATTEO PINCI

2 minuti di lettura
ROMA - "Ero fenomenale fino a lunedì sera, poi martedì sera ero un coglione. Ho un' età che mi consente di essere a conoscenza che le cose funzionano in questa maniera e non mi preoccupano più di tanto. Chiaro che complimenti fanno piacere a tutti e i dissensi infastidiscono". Aurelio Andreazzoli non si preoccupa più di tanto delle critiche ricevute dopo la sconfitta con il Chievo. "Noi ci siamo creati una scorza che ci consente di essere autodifesi da questo problema, il problema è sui ragazzi. Mentre io devo dare una prestazione che va di settimana in settimana, loro devono fare una prestazione sportiva di altissima qualità. Io la mia posso metabolizzarla, posso ragionare, loro questa necessità non l'hanno perché sono chiamati a fare una prestazione in assoluta difficoltà. Questo può creare insicurezza in loro", ha concluso il tecnico della Roma.
Inevitabile l'accenno al derby: "Sarà un evento planetario. Roma è una città del mondo e avrà un riscontro di quel tipo, non oso immaginare quell'ultima settimana...".

MA LA ROMA E' UN PARADOSSO - Cendiciottomilioni e settecentocinquantamila euro più spicci. Tanto sono costati alla Roma i due fallimenti, squisitamente sportivi, della stagione scorsa e dell'attuale: squadra settima, attualmente fuori dalle coppe e con un calendario almeno proibitivo a differenza di quello delle rivali Udinese e Lazio, che dalla loro hanno anche gli scontri diretti con i giallorossi. Ma Roma è la città dei paradossi, e la squadra non fa eccezione: così, in un gruppo lontanissimo dalle posizioni di vertice si sono affermati talenti rivalutati al punto da coprire, in cinque, quasi l'intera cifra spesa per il mercato: da Lamela a Marquinhos, da Destro a Osvaldo e Pjanic.

Ciò nonostante, sotto accusa è soprattutto il management di Trigoria, dal dg Baldini al ds Sabatini. In fondo per ottenere quei risultati al limite del disastro si è investito tanto: quasi 120 milioni la cifra spesa per assicurarsi i 28 giocatori portati a Roma sotto la gestione della proprietà americana. Cui aggiungere, ad esempio, i 4,8 milioni di euro (al lordo delle tasse) spesi per gli stipendi di Luis Enrique e Zeman. Non certo una questione solo economica, se il parco calciatori ha visto levitare il proprio valore, grazie ovviamente alle operazioni Lamela e Marquinhos, Pjanic e Destro. Una situazione paradossale che però, non ha evitato di doversi arrendere all'evidenza dell'ennesimo campionato non all'altezza delle attese: allenatori inadeguati, qualche giocatore sopravvalutato, la difficoltà nello gestire situazioni limite (Osvaldo) e gli eccessi della piazza, dall'esaltazione passeggera alle delusioni in serie. Il rischio che l'unico viatico per l'Europa (League) resti la finale di coppa Italia con la Lazio. Da qui le perplessità su dg e ds. Il secondo è pronto a rinnovare il contratto, sul primo le voci di un addio circolano più o meno dal momento dell'insediamento romano. La sensazione è che, in un senso o nell'altro, la finale con la Lazio costringerà a tirare un bilancio. In un senso o nell'altro.

 
I commenti dei lettori