Baldini affronta anche il capitolo legato al suo futuro: "Nella vita non si può escludere nulla, ma non c'entra la felicità, è solo sport. La felicità è garantire la cena ai propri figli. Tra il 2000 e il 2005, nella mia prima avventura alla Roma, ricevevo 10-15 email o lettere al mese da persone che cercavano qualsiasi tipo di impiego. Ora ne ricevo 15-20 al giorno. Avevo intenzione di rispondere a tutti, ma mi scuso perché è impossibile farlo. Il mio futuro? Parlarne prima della finale di Coppa Italia mi sembra alquanto inopportuno. Non ero ancora arrivato e già si diceva che andavo via. Nel calcio contano i risultati. Mi sono sempre assunto le mie responsabilità, in primo luogo per la scelta dei collaboratori, Fenucci e Sabatini. Faremo un bilancio dopo il derby di domenica. Mai detto che voglio andare o restare".
A proposito di scelte effettuate nel recente passato, il dg giallorosso difende la decisione, presa nell'estate 2011, di puntare su Luis Enrique: "Ringrazierò sempre il cielo per avere conosciuto la più bella persona che abbia mai incontrato nel mondo del calcio. Luis Enrique - spiega Baldini - ha pagato lo scetticismo iniziale e l'inesperienza, ma soprattutto l'aver lasciato fuori Totti. E' arrivato e ha valutato solo l'aspetto fisico, ma per come è Roma avrebbe dovuto agire diversamente. Qui escludere il capitano è insopportabile. Gliel'hanno fatta pagare".