ROMA - La Juve ha preso Tevez, il Napoli un campione come Higuain, la FIorentina ha risposto con Gomez, le due milanesi hanno passato l'estate soprattutto a interrogarsi sugli allenatori. Il Milan per confermare alla fine Allegri, l'Inter per salutare Stramaccioni e puntare tutto su Mazzarri. E la Roma? La Roma ha fin qui compiuto l'ennesima mezza rivoluzione. Cominciando dalla società, dove ha detto ciao Franco Baldini, l'uomo che doveva essere al centro di tutto. Ora si riparte, con nuovi profili anche tecnici. Sì, perché dopo averci provato con Luis Enrique e averci poi riprovato con Zeman, dando vita ad una seconda rivoluzione, anche stavolta l'arrivo del tecnico - Garcia - è stato accompagnato, scandito, da una serie quasi interminabile di cambiamenti. Se n'è andato Stekelenburg, è stato ceduto Marquinhos, la difesa ha cambiato radicalmente faccia con gli arrivi di De Sanctis, Maicon e Benatia. Siamo sicuri che sia più forte di quella dello scorso anno? Qualche dubbio in proposito è lecito. O quantomeno resta dolorosissima la rinuncia al giovane Marquinhos che è stato sì ceduto a peso d'oro ma forse era l'unico tra i difensori con un passo diverso e più svelto.
Il vero salto di qualità c'è stato a centrocampo, che potrà contare su Strootman, talento assoluto e indiscutibile. Un giocatore già pronto, a dispetto della giovane età, per palcoscenici prestigiosissimi, uno che può perfettamente coesistere con De Rossi.
Già. De Rossi. E' intorno a De Rossi e Osvaldo che si gioca molto del futuro della Roma. Confermare entrambi vorrebbe dire aver compiuto una mezza rivoluzione ma almeno essersi fermati di fronte a due partenze che sarebbero molto, molto, pericolose. De Rossi ha i numeri per tornare ad essere il centrocampista che conosciamo e che ciclicamente si vede in Nazionale. Osvaldo è il miglior attaccante che la Roma possa sperare di avere e, considerando anche le difficoltà di Destro, cederlo adesso sarebbe davvero un autogol. E' inspiegabile (anzi, perché qualcuno non la spiega?) questa frenesia romanista sul fronte cessioni. Non basta il sacrificio già grosso su Marquinhos? Possibile che lo slancio americano sia già in fase di esaurimento e si debba parlare di autofinanziamento o peggio ancora di un mercato a rientrare? La Roma di oggi ha bisogno di tenere i migliori. E anzi avrebbe bisogno di ulteriori acquisti in difesa e a centrocampo. Ma visti i tempi non è il caso di... esagerare.
Se la Roma restasse così, sarebbe almeno e comunque un promettente passo avanti. Anche se non erano queste le premesse. Perché ai tifosi era stata promessa, garantita, una squadra che sarebbe sempre partita per puntare allo scudetto. E negli ultimi due anni non è andata proprio così.
Il vero salto di qualità c'è stato a centrocampo, che potrà contare su Strootman, talento assoluto e indiscutibile. Un giocatore già pronto, a dispetto della giovane età, per palcoscenici prestigiosissimi, uno che può perfettamente coesistere con De Rossi.
Già. De Rossi. E' intorno a De Rossi e Osvaldo che si gioca molto del futuro della Roma. Confermare entrambi vorrebbe dire aver compiuto una mezza rivoluzione ma almeno essersi fermati di fronte a due partenze che sarebbero molto, molto, pericolose. De Rossi ha i numeri per tornare ad essere il centrocampista che conosciamo e che ciclicamente si vede in Nazionale. Osvaldo è il miglior attaccante che la Roma possa sperare di avere e, considerando anche le difficoltà di Destro, cederlo adesso sarebbe davvero un autogol. E' inspiegabile (anzi, perché qualcuno non la spiega?) questa frenesia romanista sul fronte cessioni. Non basta il sacrificio già grosso su Marquinhos? Possibile che lo slancio americano sia già in fase di esaurimento e si debba parlare di autofinanziamento o peggio ancora di un mercato a rientrare? La Roma di oggi ha bisogno di tenere i migliori. E anzi avrebbe bisogno di ulteriori acquisti in difesa e a centrocampo. Ma visti i tempi non è il caso di... esagerare.
Se la Roma restasse così, sarebbe almeno e comunque un promettente passo avanti. Anche se non erano queste le premesse. Perché ai tifosi era stata promessa, garantita, una squadra che sarebbe sempre partita per puntare allo scudetto. E negli ultimi due anni non è andata proprio così.