ROMA - La maglia giallorossa con il numero 8, la cornice dell'Olimpico e il colorito ad romanista Zanzi che sorride al suo fianco, non sono bastati a evitare che l'avventura di Adem Ljajic in giallorosso iniziasse con una gaffe: "Alla Fiorentina abbiamo una squadra forte e mi aspetto di arrivare in Europa". Evidentemente la separazione da Montella e dai Della Valle non l'ha ancora metabolizzata il neo acquisto di Walter Sabatini. Nel primo giorno da giocatore della Roma, il fantasista serbo scivola e parla da fiorentino. Pazienza, perché lui nella sua nuova squadra crede davvero: "Davanti a noi c'è solo la Juventus". Intanto promette gol alla Lazio: "Il derby? Ne ho giocati in Serbia e tutti dicono che siano i più pericolosi. Alla Lazio ho segnato il primo gol in serie A e l'anno scorso gli ho fatto due gol".
GAFFE E PROCLAMI: "SOLO LA JUVE DAVANTI A NOI" - Ne è convinto Ljajic, per la prima volta davanti ai microfoni della capitale nel giorno della sua presentazione. "Solo la Juventus è più forte di noi, hanno vinto 2 scudetti di fila e sono davanti. Poi secondi possiamo arrivare tutti, noi, Milan, Napoli e Fiorentina". A lungo si era parlato di un possibile passaggio al Milan, che comunque continua a seguirlo. Lui, però, non ci pensa: "Non sono arrivato qui in attesa di un passo avanti, sono pronto a stare a Roma anche 10 anni. Voglio vincere qualcosa di importante". In fondo, in estate all'offerta dei rossoneri ha preferito quella giallorossa: "Con la Fiorentina non abbiamo trovato un accordo per il rinnovo, il mio procuratore mi ha detto che c'erano squadre che mi seguivano e io ho scelto di venire alla Roma. Sono arrivato in una squadra forte, con una bella storia. Sono felice". Anche se resta lo spettro della clausola rescissoria sul contratto: " Io ho solo firmato, non lo so se c'è una clausola rescissoria".
NON SONO CATTIVO, MA VOGLIO GIOCARE SEMPRE" - Eppure sin qui in Italia Ljajic ha mostrato una felicità spesso precaria, tra liti accesissime come quella con l'ex allenatore viola Delio Rossi e anche con qualche compagno, almeno secondo quanto raccontano le cronache fiorentine anche recentissime. Adem però è pronto a dettare la (sua) ricetta per la felicità: "Io sono uno che vuole giocare sempre, per questo in Italia ho trovato un po' di difficoltà. Ma non sono mai stato cattivo, un giocatore che ha carattere se non gioca è normale sia un po' nervoso, poi invece quando gioco è tutto bello. Quella con Delio Rossi è una storia passata su cui non voglio tornare, mentre con i miei compagni ho sempre avuto un ottimo rapporto, potete chiedere a tutti". Soprattutto con Jovetic, suo partner d'attacco un anno fa e tutore del giovane serbo nello spogliatoio del Franchi: "Difficile giocare senza di lui, siamo abituati a giocare insieme. A Stevan faccio un in bocca al lupo, io devo concentrarmi a dare il massimo per la Roma". Dalla sua, se non altro, troverà un sistema di gioco che già conosce bene: "Ho visto a Livorno che il mister gioca 4-3-3, a Firenze giocavo con lo stesso modulo, poi se me lo chiede faccio anche il terzino. E per domenica sono pronto, poi decide il mister".
Difficoltà ne aveva trovate invece nei primi anni in Italia: nei primi due anni e mezzo alla Fiorentina la miseria di 4 reti. Poi l'exploit lo scorso anno con Montella, 11 reti in campionato, un'altra in coppa: "All'inizio in Italia ho trovato molte difficoltà in campo - ammette - qui si gioca il campionato più difficile d'Europa. Poi con Montella mi sono trovato bene in campo e con lui personalmente. Ho fatto bene e voglio continuare così. Voglio migliorare ogni giorno in allenamento e fare qualcosa di grande qui a Roma". Magari più di Erik Lamela, non certo fortunatissimo a livello di risultati di squadra, ma valutato più del doppio di Ljajic in sede di mercato: "Sapevo che mi avreste chiesto delle nostre valutazioni - sorride Adem - ma Lamela è stato un giocatore molto importante per questa squadra, è andato via e non faccio paragoni. Penso solo a giocare sempre bene. Perché ho preso il numero 8 di Erik? Il mio preferito è il 22, ma lo aveva Destro. Al Partizan alle giovanili avevo l'8 e l'ho preso anche qui". Da Lamela il numero di maglia, da Totti invece spera di ereditare i calci da fermo: "Se non gioca Francesco posso calciare - riconosce Ljajic - ma se c'è lui devo stare fermo... magari andrò sulla ribattuta".
DE ROSSI; NO AL MANCHESTER - La conferenza stampa è servita anche per provare a domandare - senza ricevere risposta, però - all'ad Zanzi dell'interessamento del Manchester United per De Rossi,. Dall'Inghilterra infatti è arrivata una proposta di 12 milioni per il centrocampista. Offerta che la Roma avrebbe ovviamente preso in considerazione, ma preventivamente declinata dal calciatore. Troppo tardi per spostarsi, a due giorni dalla fine del mercato. De Rossi ha scelto di restare a Roma, esattamente come un anno fa quando declinò in extremis una super offerta sempre da Manchester, ma sponda City. Un "no" definitivo, e che probabilmente a questo punto della sua carriera indirizza in modo definitivo la scelta verso una permanenza prolungata nella capitale. Nel solco di Francesco Totti.
GAFFE E PROCLAMI: "SOLO LA JUVE DAVANTI A NOI" - Ne è convinto Ljajic, per la prima volta davanti ai microfoni della capitale nel giorno della sua presentazione. "Solo la Juventus è più forte di noi, hanno vinto 2 scudetti di fila e sono davanti. Poi secondi possiamo arrivare tutti, noi, Milan, Napoli e Fiorentina". A lungo si era parlato di un possibile passaggio al Milan, che comunque continua a seguirlo. Lui, però, non ci pensa: "Non sono arrivato qui in attesa di un passo avanti, sono pronto a stare a Roma anche 10 anni. Voglio vincere qualcosa di importante". In fondo, in estate all'offerta dei rossoneri ha preferito quella giallorossa: "Con la Fiorentina non abbiamo trovato un accordo per il rinnovo, il mio procuratore mi ha detto che c'erano squadre che mi seguivano e io ho scelto di venire alla Roma. Sono arrivato in una squadra forte, con una bella storia. Sono felice". Anche se resta lo spettro della clausola rescissoria sul contratto: " Io ho solo firmato, non lo so se c'è una clausola rescissoria".
NON SONO CATTIVO, MA VOGLIO GIOCARE SEMPRE" - Eppure sin qui in Italia Ljajic ha mostrato una felicità spesso precaria, tra liti accesissime come quella con l'ex allenatore viola Delio Rossi e anche con qualche compagno, almeno secondo quanto raccontano le cronache fiorentine anche recentissime. Adem però è pronto a dettare la (sua) ricetta per la felicità: "Io sono uno che vuole giocare sempre, per questo in Italia ho trovato un po' di difficoltà. Ma non sono mai stato cattivo, un giocatore che ha carattere se non gioca è normale sia un po' nervoso, poi invece quando gioco è tutto bello. Quella con Delio Rossi è una storia passata su cui non voglio tornare, mentre con i miei compagni ho sempre avuto un ottimo rapporto, potete chiedere a tutti". Soprattutto con Jovetic, suo partner d'attacco un anno fa e tutore del giovane serbo nello spogliatoio del Franchi: "Difficile giocare senza di lui, siamo abituati a giocare insieme. A Stevan faccio un in bocca al lupo, io devo concentrarmi a dare il massimo per la Roma". Dalla sua, se non altro, troverà un sistema di gioco che già conosce bene: "Ho visto a Livorno che il mister gioca 4-3-3, a Firenze giocavo con lo stesso modulo, poi se me lo chiede faccio anche il terzino. E per domenica sono pronto, poi decide il mister".
Difficoltà ne aveva trovate invece nei primi anni in Italia: nei primi due anni e mezzo alla Fiorentina la miseria di 4 reti. Poi l'exploit lo scorso anno con Montella, 11 reti in campionato, un'altra in coppa: "All'inizio in Italia ho trovato molte difficoltà in campo - ammette - qui si gioca il campionato più difficile d'Europa. Poi con Montella mi sono trovato bene in campo e con lui personalmente. Ho fatto bene e voglio continuare così. Voglio migliorare ogni giorno in allenamento e fare qualcosa di grande qui a Roma". Magari più di Erik Lamela, non certo fortunatissimo a livello di risultati di squadra, ma valutato più del doppio di Ljajic in sede di mercato: "Sapevo che mi avreste chiesto delle nostre valutazioni - sorride Adem - ma Lamela è stato un giocatore molto importante per questa squadra, è andato via e non faccio paragoni. Penso solo a giocare sempre bene. Perché ho preso il numero 8 di Erik? Il mio preferito è il 22, ma lo aveva Destro. Al Partizan alle giovanili avevo l'8 e l'ho preso anche qui". Da Lamela il numero di maglia, da Totti invece spera di ereditare i calci da fermo: "Se non gioca Francesco posso calciare - riconosce Ljajic - ma se c'è lui devo stare fermo... magari andrò sulla ribattuta".
DE ROSSI; NO AL MANCHESTER - La conferenza stampa è servita anche per provare a domandare - senza ricevere risposta, però - all'ad Zanzi dell'interessamento del Manchester United per De Rossi,. Dall'Inghilterra infatti è arrivata una proposta di 12 milioni per il centrocampista. Offerta che la Roma avrebbe ovviamente preso in considerazione, ma preventivamente declinata dal calciatore. Troppo tardi per spostarsi, a due giorni dalla fine del mercato. De Rossi ha scelto di restare a Roma, esattamente come un anno fa quando declinò in extremis una super offerta sempre da Manchester, ma sponda City. Un "no" definitivo, e che probabilmente a questo punto della sua carriera indirizza in modo definitivo la scelta verso una permanenza prolungata nella capitale. Nel solco di Francesco Totti.