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Roma, Pjanic torna decisivo e la difesa non prende gol. Garcia può sorridere

Le prime due gare evidenziano differenze notevoli rispetto alla passata stagione giallorossa. Le geometrie del centrocampo, con la tecnica del bosniaco e l'equilibrio di De Rossi, ma anche una ritrovata solidità difensiva
di MATTEO PINCI

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ROMA - Sei punti in due gare, per Rudi Garcia, sono già un'emozione particolare. Nei dieci anni di carriera gli era capitato solo una volta di partire con simile abbrivio, nel 2007 al Le Mans, quando poi vinse pure la terza. Se sarà altrettanto fortunato è presto per dirlo. Ma alla sosta la sua Roma arriva di slancio, forte di un attacco che in attesa del centravanti promesso da Sabatini al suo allenatore fatica solo un tempo a trovare la via della rete, per poi spalancarsi a contropiede veloci, giocate in velocità, conclusioni da fuori. Senza nulla togliere alla tenuta difensiva.

Imbattuta a Livorno, imbattuta anche davanti al velenoso Toni, anche se il pallone stampato sulla traversa da Hallfredsson e quello salvato sulla linea da Strootman avrebbero potuto macchiare il curriculum ancora immacolato di De Sanctis. Dopo 180 minuti, lo scorso anno la Roma aveva già incassato 3 reti, due dal Catania, una a Milano con l'Inter. Oggi è ancora vergine, e dopo un'estate in cui dal Toronto al Bursaspor, passando per le All Star della Mls e il Chelsea tutti, ma proprio tutti avevano segnato almeno un gol contro i giallorossi, è prova di ritrovata solidità. Merito, magari, di un centrocampo mai così efficace: il recupero dell'olandese Strootman ha restituito a Garcia l'asse su cui aveva lavorato in estate, e che il Manchester United avrebbe volentieri privato di Daniele De Rossi, offrendo qualcosa come 10 milioni per portarlo in Inghilterra.

"Daniele declinerà ogni offerta, noi e lui vogliamo riscattarci insieme", aveva assicurato prima della gara il d. g. Baldissoni. Quasi una premonizione, a partita finita, con De Rossi protagonista della manovra intorno a cui si sono agitati gli altri due mediani. Con lui vicino, Pjanic è ritornato decisivo: Garcia ha puntato su di lui al punto da dare il via libera al sacrificio di Lamela, pur di tenerlo. E il bosniaco, restituito al ruolo che preferisce, ha disegnato il pallonetto del 2-0 in perfetto Totti-style, oltre a offrire costante appoggio verticale alla manovra. Il "tiqui taca" alla francese rivisto dall'allenatore non può fare a meno dei tre in mezzo. E di Totti: ancora nessun gol, ma l'architrave di giocate e assist intorno a cui far scorrere la corsa degli esterni, che siano il diligente Florenzi, l'imbizzarrito (e sprecone) Gervinho, e il vivacissimo Ljajic. L'altra icona della domenica giallorossa: arrivato mercoledì, ha impiegato 3 giorni per essere a disposizione dell'allenatore e 14 minuti appena per trovare il primo gol da romanista, festeggiato mandando bacini e frasi ad effetto: "Così possiamo vincere contro tutti". Ottimista, non c'è che dire: la Roma di queste prime due settimane fa quest'effetto.


 
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