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Roma, Garcia non ci crede più: ''Lo scudetto è della Juve''

Con otto punti di ritardo e tre partite da giocare il tecnico giallorosso considera ormai chiuso il discorso per il titolo: ''Complimenti a loro, resta la nostra grande stagione. A Catania per allungare la striscia positiva. Conte? E' ora della ricreazione''
di MATTEO PINCI

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ROMA - Fine del primo round. Garcia chiude il flusso di polemiche con Conte e la Juventus mettendo un punto ai botta e risposta stucchevoli dell'ultima settimana. Stucchevoli anche per lui: "Ora la ricreazione è finita, io suono la campanella".

"CONTE? BASTA POLEMICHE, LA RICREAZIONE È FINITA" -
C'erano una volta i "provinciali" e le "chiacchiere da bar". C'era una volta il "collega nervoso" e chi "alimenta la cultura del sospetto". Oggi, all'alba di un turno di campionato destinato a consegnare alla Juventus il titolo NUMERO 30 della propria storia, Rudi Garcia, avversario dei bianconeri fino a oggi, alza le mani: "Andremo a Catania come sempre per vincere. Ma il campionato è chiuso". Il francese che diceva "quando le cose non le aspetti arrivano", adesso depone le armi: "Ormai non me lo aspetto più". E, soprattutto, decide di chiudere la querelle con il rivale Conte, dopo l'eliminazione dei bianconeri dall'Europa League: "Non contate su di me per continuare a giocare nel cortile della scuola. Io suono la campanella". Anzi, Garcia tiene a sottolineare come le due squadre si siano aiutate a vicenda a tenere un ritmo forsennato fino a fine campionato: "Se la Juve ha fatto questo campionato da record è grazie a noi che abbiamo spinto da dietro. E se noi abbiamo fatto questo campionato è merito loro per come hanno corso".
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"DOVREMO FARE COME IL BENFICA" - Addirittura, monsieur Rudì guarda ai bianconeri come un modello, almeno per quanto fatto fuori dal campo: "È importante che la Roma abbia il suo stadio. La Juve su questo punto è una squadra da seguire, e lo vediamo quanto è importante. Pallotta ha capito subito l'importanza di avere infrastrutture nostre e un nuovo campo di allenamento per la squadra professionistica". Ma, quasi a voler mettere il dito nella piaga freschissima dell'eliminazione bianconera dall'Europa League, Garcia evoca con più convinzione un altro modello: "Dovremo fare come il Benfica. Lo scorso anno ha perso tutto, hanno perso 2 finali e il campionato allo scontro diretto. E quest'anno invece hanno già vinto il campionato e sono in finale di tutte le coppe. Questa è la strada che dobbiamo seguire. Noi non abbiamo vinto nessun titolo, ma dovremo sfruttare questo solco per farci passare l'acqua".

EMERGENZA DIFESA, C'È DE ROSSI CON ROMAGNOLI - Intanto, resta l'obiettivo di vincere a Catania, "Per continuare la striscia di vittorie: ne abbiamo 9, ora voglio la decima", il proclama dell'allenatore. Costretto però a fare i conti con un'inattesa emergenza in difesa. "Toloi non sarà convocato. Anche Castan si è fermato, ha sentito un problema muscolare. Per fortuna Romagnoli sta bene. Benatia anche, ma lui non ha una partita intera nelle gambe. Però abbiamo anche Jedvaj e De Rossi da usare, troveremo due uomini per essere competitivi". Dovrebbe essere proprio il capitan futuro ad arretrare tra i centrali. A centrocampo, allora, spazio a Taddei, Nainggolan e Pjanic. Anche se il tecnico non esclude di ridisegnare la squadra: "Possiamo cambiare modulo, giocare con due centrocampisti soltanto come all'andata. Le alternative a in mezzo sono solo Luca Mazzitelli e Florenzi, che in quel ruolo ha già giocato bene". Chiusura invece su Pjanic, quasi invocata dallo stesso Garcia: "Ho letto che Pjanic ha detto cose importanti su Psg e Barcellona. Ma ha risposto molto bene soprattutto sulla Roma. Ha detto che ama la gente, la città e che vuole rimanere qui. Ma questo non è uscito. Quando gli hanno chiesto come trova il Psg ha risposto da persona educata. Ha fatto bene a rispondere così". Il preludio a una permanenza del francese? Garcia lo spera davvero.
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