ROMA - E' durato tre ore e mezzo l'intervento neurochirurgico a cui questa mattina è stato sottoposto Leandro Castan. L'operazione ha permesso di rimuovere completamente il cavernoma alla testa che aveva costretto il difensore brasiliano della Roma a interrompere l'attività agonistica. Castan, che già si è risvegliato e respira spontaneamente, rimarrà in terapia intensiva per le prossime 24 ore, dopodiché la prognosi potrà essere sciolta. E' ancora ovviamente troppo presto per stabilire i tempi per la ripresa dell'attività agonistica.
L'intervento era programmato da circa un mese. Castan è stato operato dal professor Giulio Maira, il neurochirurgo di Giovanni Paolo II. Un'operazione di routine ma delicata, visto che riguardava il cervello. La società giallorossa ha reso noto che il calciatore brasiliano "l'intervento chirurgico per la rimozione di un cavernoma del peduncolo cerebellare medio di sinistra che aveva sanguinato, iniziato alle 8.30, è terminato alle ore 12 ed è stato effettuato con l'ausilio del microscopio chirurgico, del neuronavigatore e con monitoraggio neurofisiologico. Il cavernoma, alla profondità di 3 cm, è stato rimosso completamente come confermato da un esame RM effettuato subito dopo l'intervento".
Il cavernoma aveva iniziato a procurare al giocatore vertigini, nausee e dolori all'orecchio. L'ultima volta in campo il 13 settembre, 45 minuti contro l'Empoli. Poi la lunga assenza divenuta in fretta un mistero, alimentato dalla coltre di silenzio che il club ha dovuto calare sulle sue condizioni per proteggerne la privacy: infine la decisione della Roma di rendere pubbliche le sue condizioni di salute.
A Castan sono arrivati gli auguri del suo compagno giallorosso Miralem Pjanic: "Forza Leo, abbiamo avuto delle buone
notizie che tutto è andato bene e appena potremo ti verremo a fare una piccola visita - ha detto il bosniaco - "Ho i brividi perchè è un ragazzo che ci ha dato tanto anche l'anno scorso, speriamo possa tornare presto e più forte. Castan è un ragazzo d'oro, è un grande e nel gruppo è molto amato".
Pjanic che sogna di regalare lo scudetto ai tifosi giallorossi: "La gente è uno dei motivi per cui ho rinnovato il contratto, vincere per questi tifosi sarebbe davvero splendido. Stiamo lavorando bene, la squadra è forte e tutti vogliamo vincere. Nel futuro della Roma c'è lo scudetto? Sì, tutti vogliamo vincere", dice il centrocampista bosniaco, ai microfoni di Roma Radio. "Forse tiro poco, ma a volte preferisco passare la palla ai compagni, questo è il mio gioco", dice. La seconda rete è arrivata con uno splendido calcio di punizione. "I calci da fermo, mi piace tirare le punizioni e ho sempre la sensazione di poter fare gol", dice Pjanic. A chi accosta le sue qualità balistiche a quelle del brasiliano Juninho Pernambucano, uno dei più grandi specialisti 'all time' nei tiri da fermo.
"Non tiro come Juninho Pernambucano, è proprio un calcio di punizione diverso dal suo", chiarisce il giallorosso. Pjanic può contare sulla stima incondizionata di Francesco Totti: "Fanno piacere le parole di Totti, è un giocatore strepitoso e dette da lui valgono doppio", dice.
L'intervento era programmato da circa un mese. Castan è stato operato dal professor Giulio Maira, il neurochirurgo di Giovanni Paolo II. Un'operazione di routine ma delicata, visto che riguardava il cervello. La società giallorossa ha reso noto che il calciatore brasiliano "l'intervento chirurgico per la rimozione di un cavernoma del peduncolo cerebellare medio di sinistra che aveva sanguinato, iniziato alle 8.30, è terminato alle ore 12 ed è stato effettuato con l'ausilio del microscopio chirurgico, del neuronavigatore e con monitoraggio neurofisiologico. Il cavernoma, alla profondità di 3 cm, è stato rimosso completamente come confermato da un esame RM effettuato subito dopo l'intervento".
Il cavernoma aveva iniziato a procurare al giocatore vertigini, nausee e dolori all'orecchio. L'ultima volta in campo il 13 settembre, 45 minuti contro l'Empoli. Poi la lunga assenza divenuta in fretta un mistero, alimentato dalla coltre di silenzio che il club ha dovuto calare sulle sue condizioni per proteggerne la privacy: infine la decisione della Roma di rendere pubbliche le sue condizioni di salute.
A Castan sono arrivati gli auguri del suo compagno giallorosso Miralem Pjanic: "Forza Leo, abbiamo avuto delle buone
notizie che tutto è andato bene e appena potremo ti verremo a fare una piccola visita - ha detto il bosniaco - "Ho i brividi perchè è un ragazzo che ci ha dato tanto anche l'anno scorso, speriamo possa tornare presto e più forte. Castan è un ragazzo d'oro, è un grande e nel gruppo è molto amato".
Pjanic che sogna di regalare lo scudetto ai tifosi giallorossi: "La gente è uno dei motivi per cui ho rinnovato il contratto, vincere per questi tifosi sarebbe davvero splendido. Stiamo lavorando bene, la squadra è forte e tutti vogliamo vincere. Nel futuro della Roma c'è lo scudetto? Sì, tutti vogliamo vincere", dice il centrocampista bosniaco, ai microfoni di Roma Radio. "Forse tiro poco, ma a volte preferisco passare la palla ai compagni, questo è il mio gioco", dice. La seconda rete è arrivata con uno splendido calcio di punizione. "I calci da fermo, mi piace tirare le punizioni e ho sempre la sensazione di poter fare gol", dice Pjanic. A chi accosta le sue qualità balistiche a quelle del brasiliano Juninho Pernambucano, uno dei più grandi specialisti 'all time' nei tiri da fermo.
"Non tiro come Juninho Pernambucano, è proprio un calcio di punizione diverso dal suo", chiarisce il giallorosso. Pjanic può contare sulla stima incondizionata di Francesco Totti: "Fanno piacere le parole di Totti, è un giocatore strepitoso e dette da lui valgono doppio", dice.