Roma, giovani e mercato: le spine di Garcia. De Sanctis: "Stagione ok anche senza gioco super"
Il tecnico giallorosso dopo l'eliminazione dalla Champions è stato chiaro sul gap rispetto alle big d'Europa. Una rosa con giocatori deludenti e con tanti giovani ancora non in grado di incidere. Il portiere: "Siamo in grado di vincere lo scudetto". Sabatini: "Eliminazione non ci condiziona"di MATTEO PINCI
ROMA - Oltre al danno la beffa. L'eliminazione dalla Champions, che toglie alla Roma la prospettiva di un incasso da 12 milioni, rinforzerà anche le casse della rivale di sempre. Perché a beneficiarne sarà la Juventus, potendo contare su un beneficio nella distribuzione del market pool di almeno 6-7 milioni di euro, aumentando la forbice nei fatturati per anni al centro delle battaglie dell'ex tecnico bianconero Antonio Conte. Non di soldi, ma di uomini parla invece Garcia: salutando per la terza volta su tre alla fase a gironi quella Champions in cui voleva lasciare un'impronta dopo le due eliminazioni con il Lille, il francese ha inviato un messaggio diretto a proprietà e dirigenza.
Non lascia dubbi Rudi Garcia quando segna la differenza tra la Roma e il City: "Dobbiamo avere giocatori più forti se vogliamo raggiungere squadre di questo livello". Di fatto, fa quello che aveva provato a fare già prima della scorsa estate: chiede in…
Non lascia dubbi Rudi Garcia quando segna la differenza tra la Roma e il City: "Dobbiamo avere giocatori più forti se vogliamo raggiungere squadre di questo livello". Di fatto, fa quello che aveva provato a fare già prima della scorsa estate: chiede in…
ROMA - Oltre al danno la beffa. L'eliminazione dalla Champions, che toglie alla Roma la prospettiva di un incasso da 12 milioni, rinforzerà anche le casse della rivale di sempre. Perché a beneficiarne sarà la Juventus, potendo contare su un beneficio nella distribuzione del market pool di almeno 6-7 milioni di euro, aumentando la forbice nei fatturati per anni al centro delle battaglie dell'ex tecnico bianconero Antonio Conte. Non di soldi, ma di uomini parla invece Garcia: salutando per la terza volta su tre alla fase a gironi quella Champions in cui voleva lasciare un'impronta dopo le due eliminazioni con il Lille, il francese ha inviato un messaggio diretto a proprietà e dirigenza.
Non lascia dubbi Rudi Garcia quando segna la differenza tra la Roma e il City: "Dobbiamo avere giocatori più forti se vogliamo raggiungere squadre di questo livello". Di fatto, fa quello che aveva provato a fare già prima della scorsa estate: chiede investimenti, e se vogliamo scarica un po' chi nella Roma c'è già: magari non tutti, ma certo è chiaro che, per lui, sul mercato si può trovare di meglio. Peccato che proprio Pallotta, poche ore prima del fischio d'inizio di Roma-Manchester City, avesse chiuso la porta con una frase chiara: "Il mercato? Stiamo bene così". E chi lo spiega ora a Rudi? Il sospetto è che la sua Roma debba fare di più anche sul mercato: la rosa costruita in estate in campionato tiene il passo della Juventus ed è in piena lotta per lo scudetto. Ma in Europa non sembra attrezzata per poter giocare alla pari con squadre di alto livello: senza arrivare agli inavvicinabili Real, Bayern, Chelsea e Barcellona, la Roma appare lontana anche da altre realtà. Come il City, appunto, o l'Atletico, o l'Arsenal, forse anche il Dortmund. E non tutti gli uomini presi nell'ultima campagna trasferimenti si sono rivelati funzionali al progetto europeo di Garcia.
Di certo c'è che il tecnico ha mandato dei segnali: l'esclusione di Ashley Cole anche dalla panchina nel match col City la dice lunga sulla stima del tecnico per il laterale britannico arrivato in estate a costo zero. Come Emanuelson: zero euro, zero fiducia, 10 minuti appena in campo, contro il Cagliari a gara vinta. L'olandese in fondo era stato preso soprattutto per garantirsi una corsia preferenziale con Raiola, il suo agente, per avere Manolas. Ma al tecnico il terzino ex Milan non serviva, come non servivano i baby arrivati in estate: Uçan, Sanabria, Paredes, scommesse di Sabatini costate più di 10 milioni complessivi (e a giugno per tenerli tutti bisognerà spenderne altri 15) che hanno collezionato complessivamente 41 minuti in campo (38 l'argentino, 3 il turco, 0 il paraguaiano) e infinitamente di più tra panchina, tribuna, infermeria. Non tutti gli anni è possibile pescare un Marquinhos, preso a 5 milioni e rivenduto a 32 al Psg. Lo scorso anno Jedvaj, pagato 5 milioni, non ha praticamente mai visto il campo. Ora al Leverkusen gioca, ieri Voeller era all'Olimpico e c'è chi giura abbia già impostato il discorso con la Roma per riscattarlo sulla base di 10 milioni. Più dura sarà riuscire a valorizzare economicamente Sanabria (che potrebbe costare fino a 12 milioni) o Uçan. Che, pagato 4,75 per un prestito biennale, potrà essere acquistato solo aggiungendo al prezzo altri 11 milioni per un totale dunque di quasi 15. Anche a Sabatini non tutte le ciambelle riescono col buco.
SABATINI: "ELIMINAZIONE NON CONDIZIONA MERCATO" - "I soldi persi dalla mancata qualificazione agli ottavi non condizioneranno il mercato. E' una perdita grave che avremmo voluto evitare, ma ci inventeremo qualcosa, rastrelleremo i soldi che ci servono per eventuali acquisti che ancora non sono stati deliberati e decisi - spiega ai microfoni di Sky il dirigente -. Siamo ancora allo studio delle nostre problematiche interne, vedremo se le risolveremo in pochi giorni, e poi prenderemo le nostre decisioni. Non è da escludere un intervento sul mercato per cercare un centrale di difesa, ma confido molto nel recupero di Castan. Cedere Strootman? Kevin è un giocatore simbolo della Roma e deve rimanere qui, è testimone di una politica e della crescita della forza della squadra. Non possiamo rinunciare a quella faccia e a quelle prestazioni".
DE SANCTIS: "ORA PUNTIAMO ALLO SCUDETTO" - "A distanza di 24 ore dalla sconfitta c'è ancora un po' di delusione però eravamo accreditati dai pronostici come la terza forza e questo è stato confermato". Sono le parole di Morgan De Sanctis. "Peccato, ma c'è da dire che durante le sei partite giocate abbiamo avuto delle occasioni per ottenere il passaggio del turno, occasioni che non abbiamo sfruttato e ora ci ritroviamo con questo terzo posto che può aprire degli scenari interessanti - aggiunge il portiere intervistato da Sky a margine della cena di Natale organizzata dalla società giallorossa -. Ora è importante fare bene in Europa League per scalare il ranking e salire di fascia in vista del prossimo anno". L'addio all'Europa che conta tuttavia non cancella quanto di buono sta facendo la squadra di Garcia: "In campionato siamo in linea con quel cammino importante che ci deve permettere fino all'ultima giornata di essere in corsa per poter vincere lo scudetto. Nella sostanza stiamo facendo un'ottima stagione, nella forma magari è venuto un po' meno quel gioco spumeggiante che abbiamo fatto vedere all'inizio della stagione. Ci manca questo tipo di continuità".
Non lascia dubbi Rudi Garcia quando segna la differenza tra la Roma e il City: "Dobbiamo avere giocatori più forti se vogliamo raggiungere squadre di questo livello". Di fatto, fa quello che aveva provato a fare già prima della scorsa estate: chiede investimenti, e se vogliamo scarica un po' chi nella Roma c'è già: magari non tutti, ma certo è chiaro che, per lui, sul mercato si può trovare di meglio. Peccato che proprio Pallotta, poche ore prima del fischio d'inizio di Roma-Manchester City, avesse chiuso la porta con una frase chiara: "Il mercato? Stiamo bene così". E chi lo spiega ora a Rudi? Il sospetto è che la sua Roma debba fare di più anche sul mercato: la rosa costruita in estate in campionato tiene il passo della Juventus ed è in piena lotta per lo scudetto. Ma in Europa non sembra attrezzata per poter giocare alla pari con squadre di alto livello: senza arrivare agli inavvicinabili Real, Bayern, Chelsea e Barcellona, la Roma appare lontana anche da altre realtà. Come il City, appunto, o l'Atletico, o l'Arsenal, forse anche il Dortmund. E non tutti gli uomini presi nell'ultima campagna trasferimenti si sono rivelati funzionali al progetto europeo di Garcia.
Di certo c'è che il tecnico ha mandato dei segnali: l'esclusione di Ashley Cole anche dalla panchina nel match col City la dice lunga sulla stima del tecnico per il laterale britannico arrivato in estate a costo zero. Come Emanuelson: zero euro, zero fiducia, 10 minuti appena in campo, contro il Cagliari a gara vinta. L'olandese in fondo era stato preso soprattutto per garantirsi una corsia preferenziale con Raiola, il suo agente, per avere Manolas. Ma al tecnico il terzino ex Milan non serviva, come non servivano i baby arrivati in estate: Uçan, Sanabria, Paredes, scommesse di Sabatini costate più di 10 milioni complessivi (e a giugno per tenerli tutti bisognerà spenderne altri 15) che hanno collezionato complessivamente 41 minuti in campo (38 l'argentino, 3 il turco, 0 il paraguaiano) e infinitamente di più tra panchina, tribuna, infermeria. Non tutti gli anni è possibile pescare un Marquinhos, preso a 5 milioni e rivenduto a 32 al Psg. Lo scorso anno Jedvaj, pagato 5 milioni, non ha praticamente mai visto il campo. Ora al Leverkusen gioca, ieri Voeller era all'Olimpico e c'è chi giura abbia già impostato il discorso con la Roma per riscattarlo sulla base di 10 milioni. Più dura sarà riuscire a valorizzare economicamente Sanabria (che potrebbe costare fino a 12 milioni) o Uçan. Che, pagato 4,75 per un prestito biennale, potrà essere acquistato solo aggiungendo al prezzo altri 11 milioni per un totale dunque di quasi 15. Anche a Sabatini non tutte le ciambelle riescono col buco.
SABATINI: "ELIMINAZIONE NON CONDIZIONA MERCATO" - "I soldi persi dalla mancata qualificazione agli ottavi non condizioneranno il mercato. E' una perdita grave che avremmo voluto evitare, ma ci inventeremo qualcosa, rastrelleremo i soldi che ci servono per eventuali acquisti che ancora non sono stati deliberati e decisi - spiega ai microfoni di Sky il dirigente -. Siamo ancora allo studio delle nostre problematiche interne, vedremo se le risolveremo in pochi giorni, e poi prenderemo le nostre decisioni. Non è da escludere un intervento sul mercato per cercare un centrale di difesa, ma confido molto nel recupero di Castan. Cedere Strootman? Kevin è un giocatore simbolo della Roma e deve rimanere qui, è testimone di una politica e della crescita della forza della squadra. Non possiamo rinunciare a quella faccia e a quelle prestazioni".
DE SANCTIS: "ORA PUNTIAMO ALLO SCUDETTO" - "A distanza di 24 ore dalla sconfitta c'è ancora un po' di delusione però eravamo accreditati dai pronostici come la terza forza e questo è stato confermato". Sono le parole di Morgan De Sanctis. "Peccato, ma c'è da dire che durante le sei partite giocate abbiamo avuto delle occasioni per ottenere il passaggio del turno, occasioni che non abbiamo sfruttato e ora ci ritroviamo con questo terzo posto che può aprire degli scenari interessanti - aggiunge il portiere intervistato da Sky a margine della cena di Natale organizzata dalla società giallorossa -. Ora è importante fare bene in Europa League per scalare il ranking e salire di fascia in vista del prossimo anno". L'addio all'Europa che conta tuttavia non cancella quanto di buono sta facendo la squadra di Garcia: "In campionato siamo in linea con quel cammino importante che ci deve permettere fino all'ultima giornata di essere in corsa per poter vincere lo scudetto. Nella sostanza stiamo facendo un'ottima stagione, nella forma magari è venuto un po' meno quel gioco spumeggiante che abbiamo fatto vedere all'inizio della stagione. Ci manca questo tipo di continuità".