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Roma, Garcia tranquillo: "Assenze per noi non sono un grosso problema"

Il tecnico giallorosso non si preoccupa delle continue formazioni rimaneggiate: "Abbiamo una rosa profonda e di qualità". Sul campionato: "Abbiamo più esperienza per competere nella parte superiore della classifica"

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ROMA - Se l'ambiente giallorosso per la prima volta avanza qualche dubbio su di lui, Rudi Garcia va dritto per la sua strada e parla con la consueta personalità del momento che attraversa la Roma: "Abbiamo una rosa profonda e di qualità, le assenze non sono state un problema troppo grande per noi", spiega al sito bleacherreport.com. "La cosa che è cambiata di più rispetto all'anno scorso è che ora abbiamo più esperienza per competere nella parte superiore della classifica. Quando analizziamo la scorsa stagione, non dobbiamo dimenticare che abbiamo raggiunto un numero record di punti per la Roma (85 punti), mentre la Juventus ha ottenuto il più alto bottino di punti in Serie A della storia (102)".

"Ho sempre lavorato su due principi fondamentali -prosegue Garcia- coinvolgere i miei calciatori nel progetto di gioco e lavorare sul fattore psicologico, in particolare sulla fiducia. La forza mentale è la pietra angolare della mia squadra, dobbiamo lottare ogni secondo". Una valutazione su Iturbe, sottolineandone i progressi. "Ora sta facendo molto bene, purtroppo all'inizio è stato bloccato da un infortunio. È un giocatore fantastico, ha solo avuto bisogno di un periodo per adattarsi". L'allenatore giallorosso spende anche belle parole su Castan. "La nostra unica preoccupazione era per la salute di Leo. La sua decisione di sottoporsi all'intervento di neurochirurgia testimonia la sua determinazione a tornare a giocare a calcio. Lui è un guerriero e non vediamo l'ora di riaverlo".

Infine le differenze tra il calcio che si gioca in Italia e quello in Europa. "La Serie A è un campionato più tattico. Ad esempio, le squadre giocano spesso con una difesa a cinque. Il 40% delle nostre partite la scorsa stagione erano contro squadre che giocavano con quella formazione. Al contrario, circa il 2% di squadre utilizzano tale sistema in Champions League".
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