ROMA - Torna a due settimane fa e si fa scudo dietro la parola 'concentrazione' per motivare la sua squadra a non perdere di vista l'obiettivo. Rudi Garcia vuole il secondo posto; vuole meno, invece, commentare cose che non siano di campo, specie in un momento tanto delicato per la definizione delle sorti che influenzeranno la programmazione della prossima stagione. Chiede di "lasciare tranquillo" Francesco Totti, evita con cura la domanda sul futuro di Nainggolan e non si esprime nemmeno sulle parole che Luis Enrique dedicò alla piazza di Roma ("Questo ambiente ha bisogno di aiuto") quando era al suo posto sulla panchina giallorossa. Il derby del 24 maggio? Niente da fare, si "preoccupa solo del Milan perché le altre cose non interessano". Risposte con scarso appeal; poi un'ammissione: "Noiosa questa conferenza, anche per me".
DESTRO, DOUMBIA A CONFRONTO - "Io parlo solo di campo perché sono l'allenatore e l'unica cosa che devo fare è far vincere la squadra". Dopo le due vittorie consecutive contro Sassuolo e Genoa, Rudi Garcia cerca la terza, evento che non si verifica dallo scorso novembre. Un buon momento, almeno sotto il profilo dei risultati, che marca in maniera evidente le differenze con i rossoneri: "Sappiamo delle loro condizioni ma la cosa importante siamo noi: mi interesso solo di questo e il resto viene tenuto in conto esclusivamente per non soffrire le qualità di chi abbiamo contro. Destro? E' un giocatore talentuoso ma adesso è del Milan, non della Roma". A gennaio l'attaccante ascolano ha fatto spazio a Doumbia; in poco è cambiato l'assetto tecnico-tattico della squadra: "Sono due giocatori d'area ma pur non essendo uguali come caratteristiche ci sono state poche modifiche: sono dei bomber e gli piace giocare palloni vicino la porta avversaria".
LASCIATE IN PACE IL CAPITANO - Su Francesco Totti chiede serenità: "Lasciatelo tranquillo il capitano - spiega Garcia che non lo schiera in campo dal 52' della sfida di San Siro (contro l'Inter) di tre settimane fa - E' un grande campione, ogni settimana se ne parla ma lasciatelo tranquillo. E' importante per noi, può iniziare la gara o entrare successivamente ma quello che conta davvero è disporre di tutti i giocatori al 100% mentalmente e quasi al 100% fisicamente". Per poi lasciarsi andare a un "basta", come a dire: "Non me lo chiedete più". Totti, invece, si chiede se potrà avere la chance di tornare titolare, specie qualora Seydou Doumbia - rivitalizzato dopo i due gol nelle ultime due apparizioni - non dovesse farcela per la trasferta di Milano: "Sia lui, sia Keita si sono allenati normalmente. Domani valuteremo anche Ljajic, ma mancano 30 ore alla partita: faremo un piccolo test per capire i miglioramenti. Keita? Ha recuperato, lo abbiamo gestito per via di qualche fastidio. Ora è tornato e si sente bene: più giocatori ho in rosa e più siamo forti per le scelte che posso fare all'inizio e in corsa".
IN TESTA SOLO IL MILAN - Il secondo posto passerà anche dalla sfida (a distanza - per le prossime due gare - diretta, il 24 maggio) contro la Lazio. Ovviamente Garcia non si espone; impugna, però, l'arma della "concentrazione" per chiamare i suoi a non commettere errori di approccio mentale, già commessi in passato: "Dobbiamo essere concentrati, non mi interessa niente a parte questa partita. Dobbiamo continuare con lo stesso atteggiamento, restare sulla stessa strada mettendo gli stessi ingredienti. L'obiettivo resta lo stesso di quando sono arrivato qua 22 mesi fa: vincere l'imminente partita che andiamo a giocare". Per questo non corre la tentazione di commentare il futuro di Nainggolan ("Ogni giocatore è importante ma nessuno deve pensare alla propria situazione personale per essere concentrato solo sulla gara che arriva") e non risponde nemmeno alla domanda sulle parole che Luis Enrique rivolse nei confronti della piazza romanista ammettendo che la è un ambiente che necessita aiuto: "Rispondere non mi aiuterà per la gara di domani ovviamente. La cosa che posso dire è che parlo di campo perché sono l'allenatore, non il presidente, non il direttore sportivo, il medico o altro. La cosa che devo fare è far lavorare la squadra per vincere le partite. E le partite si giocano sul rettangolo di gioco".
DESTRO, DOUMBIA A CONFRONTO - "Io parlo solo di campo perché sono l'allenatore e l'unica cosa che devo fare è far vincere la squadra". Dopo le due vittorie consecutive contro Sassuolo e Genoa, Rudi Garcia cerca la terza, evento che non si verifica dallo scorso novembre. Un buon momento, almeno sotto il profilo dei risultati, che marca in maniera evidente le differenze con i rossoneri: "Sappiamo delle loro condizioni ma la cosa importante siamo noi: mi interesso solo di questo e il resto viene tenuto in conto esclusivamente per non soffrire le qualità di chi abbiamo contro. Destro? E' un giocatore talentuoso ma adesso è del Milan, non della Roma". A gennaio l'attaccante ascolano ha fatto spazio a Doumbia; in poco è cambiato l'assetto tecnico-tattico della squadra: "Sono due giocatori d'area ma pur non essendo uguali come caratteristiche ci sono state poche modifiche: sono dei bomber e gli piace giocare palloni vicino la porta avversaria".
LASCIATE IN PACE IL CAPITANO - Su Francesco Totti chiede serenità: "Lasciatelo tranquillo il capitano - spiega Garcia che non lo schiera in campo dal 52' della sfida di San Siro (contro l'Inter) di tre settimane fa - E' un grande campione, ogni settimana se ne parla ma lasciatelo tranquillo. E' importante per noi, può iniziare la gara o entrare successivamente ma quello che conta davvero è disporre di tutti i giocatori al 100% mentalmente e quasi al 100% fisicamente". Per poi lasciarsi andare a un "basta", come a dire: "Non me lo chiedete più". Totti, invece, si chiede se potrà avere la chance di tornare titolare, specie qualora Seydou Doumbia - rivitalizzato dopo i due gol nelle ultime due apparizioni - non dovesse farcela per la trasferta di Milano: "Sia lui, sia Keita si sono allenati normalmente. Domani valuteremo anche Ljajic, ma mancano 30 ore alla partita: faremo un piccolo test per capire i miglioramenti. Keita? Ha recuperato, lo abbiamo gestito per via di qualche fastidio. Ora è tornato e si sente bene: più giocatori ho in rosa e più siamo forti per le scelte che posso fare all'inizio e in corsa".
IN TESTA SOLO IL MILAN - Il secondo posto passerà anche dalla sfida (a distanza - per le prossime due gare - diretta, il 24 maggio) contro la Lazio. Ovviamente Garcia non si espone; impugna, però, l'arma della "concentrazione" per chiamare i suoi a non commettere errori di approccio mentale, già commessi in passato: "Dobbiamo essere concentrati, non mi interessa niente a parte questa partita. Dobbiamo continuare con lo stesso atteggiamento, restare sulla stessa strada mettendo gli stessi ingredienti. L'obiettivo resta lo stesso di quando sono arrivato qua 22 mesi fa: vincere l'imminente partita che andiamo a giocare". Per questo non corre la tentazione di commentare il futuro di Nainggolan ("Ogni giocatore è importante ma nessuno deve pensare alla propria situazione personale per essere concentrato solo sulla gara che arriva") e non risponde nemmeno alla domanda sulle parole che Luis Enrique rivolse nei confronti della piazza romanista ammettendo che la è un ambiente che necessita aiuto: "Rispondere non mi aiuterà per la gara di domani ovviamente. La cosa che posso dire è che parlo di campo perché sono l'allenatore, non il presidente, non il direttore sportivo, il medico o altro. La cosa che devo fare è far lavorare la squadra per vincere le partite. E le partite si giocano sul rettangolo di gioco".